Sappiamo che il microbiota è una importante barriera contro i patogeni. E dal suo equilibrio dipende la nostra salute.

Nello sviluppo del microbiota neonatale è decisiva anche l’alimentazione della mamma in gravidanza: il microbiota placentare colonizza l’intestino del bambino già nelle prime settimane di vita.

Ricordiamo che alterazioni del microbiota (definito “disbiosi”) giocano un ruolo centrale nell’insorgenza di molte malattie,

Anche il tipo di parto sarà in grado di differenziare il microbiota del neonato:

  • nel parto naturale possiamo ritrovare specie probiotiche quali Lactobacilli o Bifidobatteri (ovvero le specie che colonizzano il canale del tratto materno);
  • in caso di parto cesareo, invece, ritroviamo microrganismi che normalmente colonizzano il microbiota cutaneo della mamma: si tratta di batteri non propriamente probiotici.

Dopo la nascita, sarà importante l’allattamento al seno: con il latte materno verranno a svilupparsi per lo più bifidobatteri. E sarà importante anche lo svezzamento e l’alimentazione futura.

Molti genitori, in svezzamento, trasmettono ai bambini, con un sistema immunitario ancora immaturo, il proprio stile alimentare, spesso malsano. Il che aumenta il rischio di

Ricordiamo che alterazione del microbiota (“disbiosi”) che gioca un ruolo centrale nell’insorgenza e progressione di molte malattie.

Caseina e diabete

Ad esempio, il consumo precoce di latte vaccino potrebbe aumentare il rischio di diabete di tipo 1.

Il latte contiene proteine ad alto peso molecolare (caseina) che si comportano come antigene alimentari. Potrebbe capitare infatti che alcuni frammenti di questa proteina, non completamente idrolizzati, possano essere riconosciuti come corpi estranei (non self) e quindi pericolosi dal parte del Sistema Immunitario, il quale avvia, nei loro confronti, una reazione. Da cui la comparsa dei sintomi tipici dell’allergia.
Inoltre, se assunto in età precoce (ad esempio durante lo svezzamento), può indurre la comparsa di malattie autoimmuni in individui geneticamente predisposti.
Parrebbe che alla base di ciò possa esserci il meccanismo del mimetismo molecolare (molecular mimicry): ovvero, il Sistema Immunitario confonde una parte dell’organismo con un invasore estraneo. Potrebbe accadere così che gli anticorpi prodotti contro le caseine possano “confondersi” e prendere di mira le β-cellule pancreatiche e causare in questo modo un diabete di tipo 1 (autoimmune).

Gliadina ed infiammazione

Le gliadine sono proteine di riserva che, insieme alle glutenine (altre proteine di riserva), e ad acqua danno luogo alla formazione del glutine.

Sappiamo che la digestione delle proteine avviene ad opera di enzimi (prevalentemente di intestino e pancreas), che scindono i legami peptidici, per ottenere i mattoncini di cui sono formate le proteine: gli amminoacidi.

La gliadina è costituita dall’unione di circa 100-200 aminoacidi ed è la principale responsabile dell’anomala risposta immunitaria, che conduce all’atrofia dei villi intestinali nel morbo celiaco e quindi a danno tissutale. La riduzione della gliadina in aminoacidi e peptidi a minor peso molecolare fa sì che il nostro organismo non riconosca questa proteina come tossica, abbassando quindi il rischio di un eventuale danno. Questa riduzione avviene anche ad opera dei nostri batteri intestinali. Per cui è importante un microbiota in eubiosi.

Ricordando anche i grani moderni hanno apportato modifiche al glutine. Questi grani hanno azione infiammatoria. Oltretutto, molto del grano utilizzato nei prodotti industriali viene dal Canada, dove si usa il Glifosato in pre-raccolta.

Studi hanno suggerito che il Glifosato possa causare disbiosi intestinale, con un’azione aggressiva sulla mucosa. Sembra far prevalere i batteri del genere Clostridum, a scapito delle specie benefiche, quali lactobacilli e bifidobatteri.

A differenza dei grani antichi che hanno azione antinfiammatoria (come attestano diversi studi, che potete ritrovare anche nel mio libro Grani Antichi e Pasta Madre).

Tra i grani antichi, interessante il monococco, nel quale non si riscontra il peptide 31-43 della gliadina (fortemente resistente alla digestione enzimatica) ad attività citotossica, in grado di indurre, in breve tempo, forti reazioni pro-apoptotiche nelle cellule dell’epitelio intestinale, ovvero una forma di morte cellulare programmata.

Educhiamo i bambini, sin da subito, ad una dieta antinfiammatoria: la salute è il miglior dono!



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Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.


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