Molti conoscono gli analoghi delle incretine, come la semaglutide (Ozempic) usato per la gestione del diabete di tipo 2.
Infatti, in caso di diabete vi è un ridotto effetto incretinico. Questo è riconducibile a una condizione di disbiosi del soggetto, favorita da uno stato infiammatorio. L’infiammazione favorisce disbiosi e la disbiosi a sua volta favorisce infiammazione.
Come si esce da questo loop? Seguendo una dieta antinfiammatoria, basata prevalentemente su cereali integrali in chicco, verdure, legumi e un po’ di frutta. Questa è la dieta per il diabete.
Dal diabete ci può essere remissione con tale approccio (sempre che non siano state completamente danneggiate le beta cellule del pancreas). I soggetti con diabete t2 sono generalmente in sovrappeso (sindrome metabolica, associata a uno low grade inflammation).
Serve un calo ponderale.
Torniamo alle incretine.
Sono il peptide-1 glucagone-simile (GLP-1) e il polipeptide insulinotropico glucosio-dipendente (GIP) e svolgono un ruolo fondamentale nel coordinamento del metabolismo postprandiale, compresa la modulazione della secrezione di insulina e dell’assunzione di cibo.
Sono secreti dalle cellule enteroendocrine dell’intestino in seguito all’ingestione di cibo contenente carboidrati e agiscono in più siti bersaglio, dalle beta cellule del pancreas al cervello (segnalando senso di sazietà).
Torniamo a mangiare meglio per far sì che il nostro corpo rilasci incretine in modo efficace.
Fonte immagine PMID: 39576749
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