Naturale? Mica tanto.
Sapete come viene ottenuta la polvere bianca di fruttosio? Si ottiene (a livello industriale) dalla scissione (viene utilizzato l’enzima alfa-amilasi) dell’amido di mais (molto probabilmente ogm) da cui si ricava il glucosio che poi viene invertito in fruttosio, per renderlo più dolce.
Il fruttosio viene metabolizzato a livello epatico.
Un suo consumo eccessivo (in particolare fruttosio libero, come quello della polverina bianca, delle bevande zuccherate, succhi di frutta, sciroppo di agave ecc) può favorire steatosi epatica, quindi resistenza insulinica… condizione che, se non gestita, conduce a diabete t2 e aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e di tumori.
Una condizione di steatosi epatica (fegato grasso) si può trasformare in cirrosi epatica ed epato carcinoma.
Non solo… elevate concentrazioni di fruttosio alterano la biodiversità del nostro ecosistema microbico, favorendo aumento della permeabilità intestinale. Da qui, i mediatori dell’infiammazione (patogeni o componenti di essi, come i LPS) traslocano nel torrente circolatorio arrivando ai vari organi. Da cui, infiammazione cronica di basso grado (PMID: 28970836).
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