Ad agosto 2025 è stato pubblicato un documento di consenso sul trattamento del gonfiore e della distensione addominale, con le raccomandazione per la gestione clinica (PMID: 40844856)

Cosa ci dice questo documento?

Che la dieta è importante. Ma è importante anche la gestione dell’ansia. Livelli elevati di ansia, infatti, sono strettamente associati a sensazioni di pienezza e gonfiore, mentre la depressione è collegata a dolori addominali e sintomi come nausea e flatulenza che si manifestano nel tempo.

Ecco che in caso di gonfiore funzionale associato alla sindrome dell’intestino irritabile può essere utilizzate una terapia cognitivo-comportamentale.

Definiamo gonfiore e distensione addominale

Il gonfiore è una sensazione di pienezza e fastidio addominale che può essere associato o meno alla distensione addominale.
La distensione addominale è un segno oggettivo e visibile di aumento della circonferenza addominale.

Gonfiore e distensione addominale spesso si sovrappongono ad altri disturbi dell’interazione intestino-cervello.

La diagnosi si basa sui criteri di Roma IV (Roma V è l’evoluzione), dopo l’esclusione di patologie organiche. Tali criteri sono utilizzati per i disordini funzionali gastrointestinali (FGIDs), come per la sindrome dell’intestino irritabile (IBS)

E la dieta senza glutine?

Circa il 70% dei pazienti con sensibilità al glutine non celiaca (NCGS) riferisce gonfiore fastidioso [PMID: 30978535].

Non vi sono tuttavia prove sufficienti per raccomandare una dieta senza glutine nei pazienti con gonfiore funzionale e distensione addominale, a meno che non siano affetti da celiachia.


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