Facciamo chiarezza.
Intanto chiariamo che il titolo di nutrizionista non è normato: per cui anche un salumiere può definirsi nutrizionista. E presentarsi anche con il camice bianco. Ma non è un professionista sanitario.
Un biologo nutrizionista ha una laurea magistrale (quindi CINQUE ANNI DI UNIVERSITA’). Generalmente una laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana (classe LM-61).
Una laurea in scienze biologiche (classe L-13) di fatto non fornisce una formazione sulla nutrizione. E comunque non basta perché è un corso di laurea triennale (ovvero sono 3 anni). Bisogna farne altri 2 di anni universitari, per un totale di 5 anni di università.
Un laureato in scienze motorie che successivamente fa un corsettino in nutrizione umana può definisrsi biologo nutrizionista?
No! Prerequisito per diventare biologo nutrizionista è una laurea magistrale. Quindi, oltre alla triennale, servono altri 2 anni di università per una laurea magistrale.
Quella conseguita presso le università telematiche è una “lauretta”?
No! È una laurea a tutti gli effetti. E, anche qui, ci sono lauree triennali e magistrali!
Presso le università telematiche la laurea si compra?
No! Se non si studia, pagare il corso di laurea non vuol dire laurearsi. Poi c’è chi studia di più e chi meno. Esattamente come presso le università statali.
Le università telematiche semplicemente offrono l’opportunità di seguire i corsi in modalità FAD… ovvero a distanza. E anche gli esami possono essere sostenuti a distanza. Questo è comodo per questioni logistiche. E anche per chi sceglie di continuare con l’università quando ha già un lavoro e non può seguire le lezioni in presenza.
Personalmente ho 3 lauree. Una presso università statale e due presso università telematiche. E non è stato semplice. Specie poi in quello magistrale dove mi sono specializzata in scienze della nutrizione umana.
10 anni di università, compreso il master universitario di II livello in Nutrizione clinica per il microbiota.
Dal mio punto di vista, le cose o si fanno bene o non si fanno affatto.
Dopo la laurea magistrale ci si può definire biologo nutrizionista?
No! Serve superare l’esame di stato per l’abilitazione alla professione. Personalmente l’ho preparato in 9 mesi, ripassando tutto quello che avevo studiato nei 5 anni di università (Tecnologia alimentare e Scienze della nutrizione umana, con particolare riferimento alla genetica). L’esame l’ho sostenuto presso l’università Federico II di Napoli.
Il superamento dell’esame di stato è sufficiente per definirsi biologo?
Non ancora. Bisogna iscriversi all’ordine dei biologi (Sezione A).
Lo studio termina qui?
No!!! Bisogna mantenersi costantemente aggiornati, attraverso corsi di perfezionamento che rilascino ECM (Educazione Continua in Medicina). Sono obbligatori 150 ECM in un triennio.
Quando si ha sempre voglia di imparare, si possono superare anche i 150 ECM.
Si possono seguire altri studi universitari?
Certamente! Il biologo nutrizionista può scegliere di seguire master universitari, di I livello (riservati alle lauree triennali) oppure di II livello (riservati alle lauree magistrali), della durata di 1 anno.
Ma voi biologi nutrizionisti studiate dagli stessi libri?
Come dicevo, un biologo nutrizionista ha generalmente una laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana.
Notare il termine “SCIENZA“. Ovvero basate su evidenze scientifiche. Non su opinioni o “correnti” di pensiero.
Le linee guida vengono fornite dalla SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana). Non dal manuale delle giovani marmotte.
E chi propone le cosiddette diete ancestrali?
Le diete ancestrali sono prive di evidenza scientifica.
Le linee guida della nutrizione per la salute sono chiare. E c’è chi si attiene alla scienza e chi no.
Il codice deontologico dei biologi impone di operare secondo screnza e coscienza. Diversamente, tale codice viene violato. Specie poi se c’è vendita di integratori.
E la piramide rovesciata?
Gli studi in letteratura ci suggeriscono, per la salute, di ridurre il consumo di carne rossa e di basare la nostra alimentazione prevalentemente su cereali integrali (in chicco è meglio), verdure, legumi e un po’ di frutta (compresa quella oleosa). Questo pattern alimentare ci permette di avere un apporto di fibra sufficiente (almeno 25-30 gr al giorno), tra cui la fibra solubile in grado di “nutrire” i batteri “buoni” del microbiota.
La carne rossa è da limitare sia per la nostra salute sia per quella del pianeta. Una piramide cosiddetta rovesciata non fa comodo alla nostra salute ma fa comodo unicamente alle lobby degli allevamenti intensivi. Oltre ad essere insostenibile. E ovviamente fa comodo anche a chi vende integratori (viste le carenze di sali minerali, a cominciare dal magnesio, sovente carente anche in chi segue una chetogenica).
E perchè lei non propone prodotti processati?
Perché sono deleteri per la salute, in particolare quella del microbiota. E perché un biologo nutrizionista fa anche educazione alimentare.
Ad esempio, non inserirei mai in un piano nutrizionale “alimenti” come gallette, fette biscottate. Ovvero, non propongo cibo processato ma cibo vero.
Per la nostra salute è fondamentale conoscere e tornare a mangiare cibo vero. Come natura crea e non come l’industria trasforma.
Un biologo nutrizionista può operare solo su soggetti sani?
Non solo su soggetti sani ma anche su soggetti affetti da patologie (diagnosticate dal medico).
Per fare una visita nutrizionale serve una prescizione medica?
NO! Non è necessaria la prescrizione medica.
I test per le intolleranze alimentari?
Le intolleranze sono deficit enzimatici. Possiamo parlare di intolleranza al lattosio (per deficit di lattasi). Non certo di intolleranza ai legumi o ai pomodori o al fico secco.
Diversa l’allergia, che viene diagnosticata dall’allergologo.
Ma ho fatto il Vega Test e sono risultata intollerante alla caseina?
Ovvero, siete caduti nella trappola del business delle finte intolleranze.
L’intolleranza alla caseina non esiste!
Il Vega test manca di evidenza scientifica di attendibilità.
Non sono validati neppure: dosaggio IGg4, test citotossico, Alcat test, test kinesiologico, dria test, analisi del capello, iridologia, biorisonanza, pulse test, riflesso cardiaco auricolare, altri test elettrici.
Ma l’intolleranza alimentate me l’ha diagnosticata il biologo nutrizionista!
Sorry, un biologo nutrizionista non può fare diagnosi.
Cosa può fare un biologo nutrizionista?
Può redigere piani alimentari in autonomia.
Può consigliare l’utilizzo di integratori alimentari.
Non può fare diagnosi medica né può prescrivere farmaci ed esami diagnostici (di competenza del medico).
Chi non può rilasciare piani alimentari?
Non sono professionisti della nutrizione le seguenti categorie: farmacista (consiglia integratori ma non può prescrivere diete), tecnologo alimentare (solo educazione alimentare non personalizzata), personal trainer, istruttore laureato in scienze motorie, fisioterapista, infermiere, naturopata, estetista, parrucchiere, chimico, fisico, venditori di prodotti o integratori “dimagranti”. Analogamente, coach nutrizionali, “terapisti alimentari”.
Qualora lo facciano, si configura come “Esercizio ABUSIVO di professione“. E’ reato.
Qui in foto mi vedete dopo un tour di visite da una città all’altra.
Un po’ stanca.
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