La vitamina D3 si sintetizza in estate? Non è detto. Non è la stagione che ne determina la sintesi che invece avviene quando i raggi UVB (in estate tra le ore 12:00 e 15:00 circa) colpiscono la molecola di colesterolo presente sulla cute. Affinché ciò sia possibile, andrebbe esposta buona parte della cute per circa 15′ (15 minuti!!!), senza filtri solari (filtri UVB).
Se si usano filtri solari UVB, tale sintesi viene ridotta.
Se non ci si espone al sole tale sintesi non avviene.
Se si assumo statine, viene ridotta la sintesi di colesterolo e di conseguenza la sintesi di vitamina D3 (il colesterolo è il suo precursore).
Un anziano che vive sempre chiuso in casa non sintetizza la vitamina D3 né in estate né in inverno. Quindi, non ha senso interrompere l’integrazione in estate, perché “fa caldo”. Non è la stagione che determina la sintesi, come detto, ma l’esposizione solare (e i raggi che abbiano inclinazione appropriata).
Ricordiamo che i valori ottimali di vitamina D sono maggiori di 45 ng/ml. Valori inferiori a 30 ng/ml sono INSUFFICIENTI e possono favorire fragilità ossea.
Per quanto riguarda le integrazioni, queste devono essere GIORNALIERE. Diversamente, i valori ematici difficilmente salgono: la spiegazione è da ricercare nella farmacocinetica della vitamina D, ovvero quello che avviene a questa vitamina nel nostro corpo.
Fermo restando che potrebbero anche non salire con integrazione giornaliera per carenza di magnesio (minerale che consente la trasformazione di questa vitamina a livello epatico e renale, e quindi la sua conversione nella forma attiva).
E la vitamina K2?
Se assumo più D3 devo assumere più K2 (che non è la K)?
No, non c’è un legame tra le due. Visto che oltretutto la vitamina D3 non è ancora la forma attiva, ma verrà attivata a livello renale, grazie all’azione del paratormone.
La K2 va assunta anche se non si assume vitamina D3?
Sarebbe meglio qualora vi sia fragilità ossea / valori alti di paratormone. Anche per prevenire il rischio cardiovascolare!
Già nel 2004 nello studio Rotterdam era stato osservato che l’assunzione di K2 è inversamente correlata alla mortalità per tutte le cause e alla calcificazione aortica grave, concludendo che un suo apporto può essere importante per la prevenzione delle malattie coronariche
Ricordiamo che a contribuire alla formazione e progressione delle PLACCHE ateromasiche è anche il CALCIO. Non a caso, sovente potete trovare, nel referto dell’ecocolordoppler, placca fibrocalcifica: quindi depositi di calcio all’interno delle pareti dell’arteria.
Valori alti di paratormone (anche per carenza di vitamina D, visto che questa vitamina viene sottovalutata) favoriscono la deposizione ectopica (quindi ANOMALA) di calcio a livello delle pareti artetrose.
I ricercatori suggeriscono una integrazione di vitamina K2 per ridurre tali calcificazioni. Consente infatti l’attivazione della proteina MGP, un inibitore della calcificazione vascolare, che, nella sua forma attiva, può inibire direttamente la precipitazione anomala di calcio a livello della parete vasale e ha un ruolo nel preservare l’integrità strutturale e funzionale della parete vascolare stessa (l’argomento sarà trattato nel prossimo libro sul colesterolo, in uscita a settembre 2026).
Ovviamente, la k2 non favorisce la formazione di coaguli (evento invece favorito da valori alti di omocisteina). Non interferisce con gli antiaggreganti piastrinici e neppure con i NUOVI anticoagulanti orali. E anche questo è stato approfonditio nel prossimo libro sul colesterolo, in uscita a settembre 2026.
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