“Ho bisogno di conoscere la storia di un alimento. 
Devo sapere da dove viene. 
Devo immaginarmi le mani che hanno coltivato, 
lavorato e cotto ciò che mangio.” - Carlo Petrini

Siamo quel che mangiamo”: una massima di saggezza che si applica alla perfezione anche ai nostri animali.
Capire da dove arriva il cibo, quali ingredienti contiene e il tipo di lavorazione a cui è stato sottoposto è importante per il loro benessere esattamente come lo è per noi.

Avviso importante:
nonostante abbia cercato di contenere le informazioni 
al minimo indispensabile,
la lettura sarà decisamente lunga, 
eppure ci sarebbe molto di più da dire ... 

In questo momento, nel quale il nostro benessere è attaccato su molti fronti: inquinamento dell’aria, utilizzo di antibiotici e medicinali negli allevamenti, cibo economico di bassa qualità, stress quotidiani …
L’unica azione che possiamo compiere concretamente per avere cura della nostra salute (e ovviamente quella dei nostri animali di casa) è puntare sulla qualità del cibo che scegliamo.
E’ la sola forma di prevenzione che sia totalmente nelle nostre mani.

Per questo la scelta dell’alimentazione fa tutta la differenza possibile sul benessere psico-fisico dei nostri animali. Sia nell’immediato sia nel lungo termine.

La cosa migliore, lo abbiamo detto più volte, è una dieta di cibo casalingo  prescritta ad hoc da un veterinario nutrizionista che conosca bene il tuo animala.
Cosa che, purtroppo non sempre e non per tutti è fattibile.

cibo cane buono o cattivo tu lo decidi

Se il cibo nella ciotola è buono o cattivo lo decidi tu

Per scegliere un buon cibo pronto per cani e gatti serve tenere conto di due punti fondamentali

1°  Valutare il prezzo

Il punto da cui partire per valutare la qualità del cibo è il prezzo.
Scegliere un cibo a basso costo permette agli animali di sopravvivere, come per gli esseri umani che si nutrono di cibi confezionati e fast food, ma difficilmente li aiuta a restare in salute a lungo o ad essere pieni di energia e vitalità.

2°  Imparare a leggere le etichette

Lo strumento che dobbiamo conoscere per valutare un alimento ancor prima di provarlo è l’etichetta.

La lista degli ingredienti può dare un aiuto a capire il tipo di ingredienti, ma niente che aiuti capirne la qualità e per capirne le quantità servono calcoli matematici a causa della possibilità di “mimetizzare” le porzioni ed i valori dati per “legge” ai produttori

“Pillole” per comprendere un po’ di più le etichette del cibo per animali

  1. Gli ingredienti sono in ordine decrescente di quantità, ma misurati prima della lavorazione e di conseguenza possono cambiare peso in caso siano freschi.
    Perché la legge non stabilisce che le quantità indicate debbano essere sulla massa secca.
    Quindi se la dicitura è “carne fresca” dobbiamo sapere che si riferisce al prodotto prima della lavorazione.
    Considerando che il 75% delle carne è composto da acqua, dopo la lavorazione ne resterà meno di un quarto di prodotto.
  2. Per i produttori non è obbligatorio inserire le quantità in percentuale.
    Solo se la materia prima caratterizza il prodotto (che sia inclusa nel nome o evidenziata nelle foto sulla confezione) deve essere indicata.
  3. I prodotti possono essere “separati” in base alle tipologie (esempio riso, farina di riso, amido di riso …) questo ne camuffa l’esatta quantità contenuta per far comparire in prima posizione un prodotto piuttosto che un altro.
  4. Mettere in evidenza ingredienti “invitanti” (melograno, mirtillo, cozze …) con foto ben evidenti sulla confezione per far pensare ad un cibo ricco e sano.
    C’è l’obbligo di inserirne la percentuale. Ma basta fare due calcoli per verificare che uno 0,5 % di prodotto “fresco”,  dopo la cottura, scenderà anche allo 0,001% … In inglese è chiamato hype ovvero non sostanza ma fumo negli occhi!!
  5. Tanti cercano mangimi “grain free” cioè senza cereali, perché pensano che siano di migliore qualità.
    Pensando così di evitare tutti i carboidrati, in realtà sono solo i cereali, ma tutti i carboidrati devono essere in piccola quantità.
    Dunque serve controllare che se pure non sono presenti mais, riso, o pasta, non ci sia un eccesso di patate o di legumi.
    Inoltre scegliere un cibo completamente senza carboidrati di nessun tipo non è una scelta sana.
    Voler evitare un eccesso e creare poi una carenza non è comunque una buona opzione.
  6. Le proteine che possono comparire hanno nomi e caratteristiche anche molto “fantasiose” e quasi mai ben identificabili:
    Indicare ad esempio “25% di carne” non ci dice la specie, e nemmeno di quale parte dell’animale si tratti.
    “Carne e derivati di cui 4 % agnello”  non si sa la % totale della carne (o di quale animale) , ma solo che di questa un 4 % è agnello.
    Carne
    Ottimo indicatore, comprende “tutte le parti di una specie animale” ad eccezione di sangue, farina di carne e di ossa, frazione ossea, artigli, piume, corna, peli, denti, becchi, zoccoli, contenuto intestinale, grassi aggiunti.
    Tessuti muscolari, organi, frattaglie (utilissime dal punto di vista organolettico e per l’apporto di probiotici, minerali e vitamine. Attenzione alla dicitura carne fresca …
    Carne disidratata
    La migliore scelta per calcolare la percentuale esatta del contenuto.
    Proteine di … trasformate
    Non c’è carne, ma sole proteine di origine sconosciuta, estratte dalla carcassa di un animale o un pesce o da vegetali.
    Proteine di … Idrolizzate
    Sono prodotti dalla struttura chimica non definita, ottenuta per azione chimica (di acidi, di enzimi, mediante calore, pressione o processi microbiologici) da qualsiasi tipo di prodotto proteico di partenza (piume, setole, becchi, zoccoli …).
    Sono scadentissime dal punto di vista biologico, prive di molti aminoacidi essenziali.
    Sono quelle con la più alta velocità di assorbimento, per questo, disgraziatamente, sono le più usate per gli animali “allergici” o malati …
    Sottoprodotti o derivati di …
    Possono essere parti di carcasse per consumo umano, oppure scarti vegetali, zampe, zoccoli, becchi. Questi contengono una gran quantità di composti azotati che possono essere inclusi e alzare il totale delle proteine grezze!
    Farine animali (Carne o Pesce):
    Non è dato sapere da che parti della carcassa vengano, escluse zampe, becchi, piume, sangue, pelo, zoccoli, corna e  contenuto dell’apparato digerente. Sono ottenute essiccando e successiva macinando tutto. Per esempio nel caso di farina di pollo l’utilizzo è dei sottoprodotti del pollame.
    Farina di ossa:
    Questa è facile da comprendere. E’ ricca di calcio e fosforo (a volte troppo) e ha un valore proteico molto basso.
  7. Attenzione alla dichiarazione del tipo di lavorazione.
    In un buon prodotto è sempre indicato il tipo di trasformazione.
    Un processo produttivo a bassa temperatura garantisce il mantenimento di tutti i valori nutritivi di cui gli animali hanno bisogno (purché le materie prime siano di ottima qualità.
  8. L’etichetta corta e facile da comprendere
    Se gli ingredienti sono di qualità e se la preparazione è a bassa temperatura non è necessario aggiungere vitamine, sali minerali o altro per avere un buon prodotto.
    In alcuni casi potrebbe rendersi necessaria qualche supplementazione (femmine in gravidanza o allattamento, cuccioli in crescita …) ma deve essere sempre a base di prodotti naturali, di cui si comprenda facilmente lo scopo.
    Diffidare di alimenti dalle etichette infinite e piene di diciture astruse.
Potete anche fermarvi qui, 
un'idea per scegliere meglio il cibo del vostro animale, 
qualche info in più sul valore nutrizionale e la salubrità l'avete.
ETICHETTA PESSIMO CIBO CANI CEREALI PER PRIMO

ETICHETTA PESSIMO CIBO CANI

Per saperne di più

1) L’ordine degli ingredienti è la cosa più importante

Ricorda che le materie vengono misurate prima della trasformazione.
Abbiamo visto che un buon alimento per i nostri cani e gatti deve contenere prima di tutto carne o pesce, altrimenti non può essere considerato adatto alla specie.

2) Nella ciotola solo semplicità

Un buon alimento contiene pochi ingredienti semplici.
Le materie prime di qualità sono facilmente comprensibili (carne, pesce, verdura, cereali…).
Troppi ingredienti e denominazioni astruse, indicano un prodotto elaborato e poco genuino.

Ingredienti in etichetta di un ottimo cibo umido monoproteico

CIBO UMIDO: etichetta che non lascia dubbi

3) Attenzione alle ripetizioni

Se si ripetono ingredienti simili: riso, farina di riso e proteine del riso, amido di riso … diffidate!
Si tratta sempre di riso, perché suddividerlo in più voci?
Così il quantitativo indicato dà una percentuale molto più bassa (vedere punto 1.)
Un trucco usato per le materie prime non proteiche in modo da non farli comparire in prima posizione.  Oppure per indicare fonti proteiche “dubbie”.

ETICHETTA PESSIMO CIBO CANI CEREALI PER PRIMO

ETICHETTA PESSIMO CIBO CANI CEREALI

4) Attenzione agli additivi

Partendo da ottime materie prime, sottoposte ad una lavorazione che garantisca la conservazione dei principi nutritivi naturali, non c’è bisogno di nessuna aggiunta.
Invece materie prime di bassa o pessima qualità hanno poco potere nutritivo.
Oppure un processo di trasformazione ad alta temperatura fa perdere nutrienti.
Ecco che diventa necessario aggiungere additivi, vitamine e sali minerali, per renderli più simili ad un “vero cibo”.
Gli appetizzanti poi servono ad “ingannare” l’olfatto e invogliare a mangiare (a volte anche troppo!) .
In caso siano presenti devono essere pochi, ben riconoscibili e naturali.

ETICHETTA PESSIMO CIBO CANI CEREALI PER PRIMO

Più additivi che ingredienti

5) Diffidare delle scadenze troppo lunghe

Un cibo di ottima qualità non ha una scadenza molto lunga.
Le lavorazioni industriali costano, vengono aggiunti dei conservanti per allungare la “vendibilità” dei prodotti e ammortizzare i costi.

6) Al primo posto deve essere indicato chiaramente “carne” o “pesce”

Nessuna deroga: al primo posto ci deve essere la fonte proteica con una dicitura ben chiara.
Se al primo posto si trova un cereale la qualità del prodotto è pessima e soprattutto non e adatto a dei carnivori (lo è il cane, ma ancor di più lo è il gatto).

Ingredienti in etichetta di un ottimo cibo secco

CIBO SECCO: Carne totale 46%

Attenzione alla dicitura carne fresca

Vedere per prima indicata una buona percentuale di carne fresca, in un cibo secco, non è  una garanzia di qualità!
Ricordate che la carne è misurata prima della trasformazione, quindi era fresca prima di subire la lavorazione.
La carne fresca è costituita dal 70% di acqua, il processo di produzione delle crocchette, effettuato generalmente tramite estrusione, porta le materie prime ad oltre 130° di temperatura, cosa che fa evaporare il 95% dell’acqua.

Quindi per capire quanta carne c’è davvero basta una calcolatrice. Che fine fa questo ingrediente nobile?
Tolto il 75% di acqua quello che resta della carne, probabilmente la farà slittare al secondo (o anche al terzo) posto in etichetta, altro che stare in cima!
Succede anche quando viene indicata carne disidratata. La % di acqua rimasta è più bassa, ma andrà comunque a diminuire ancora durante la trasformazione.

Carne essiccata

L’unica dicitura che ci dà una garanzia sul reale contenuto di carne nel prodotto finale è la voce carne essiccata.
La carne essiccata, prima della lavorazione, non subisce variazioni significative rispetto al quantitativo indicato dopo la lavorazione.

7) Scopri il metodo di produzione

Anche partendo da ottime materie prime, la lavorazione può provocare una perdita di valore nutritivo, nel caso subiscano un trattamento ad alte temperature.
Se si vede in etichetta la dicitura carne essiccata e se viene specificato che il processo di produzione è effettuato tramite la pressatura a freddo (per il cibo secco) oppure lavorazione a bassa temperatura (per il cibo umido) è abbastanza sicuro che contenga tutti i nutrienti della materia prima di partenza.
Per questo probabilmente non saranno nemmeno presenti additivi, e si tratta di un cibo di alta qualità.

8) Non farti accecare dal  fumo negli occhi!!

Foto di  ingredienti “invitanti” come la frutta esotica o le cozze neozelandesi servono a far sembrare il cibo più ricco o più sano.
C’è l’obbligo di inserirne la percentuale. Ma basta fare due calcoli per verificare che uno 0,5 % di prodotto “fresco”,  dopo la cottura, scenderà anche allo 0,001% …

Cani Cozze neozelandesi o presa in giro

Cozze neozelandesi benefiche per le articolazioni?

Cani Cozze neozelandesi o presa in giro

Una buona etichetta per una confezione di pessimo marketing

 

0,1% di cozze fresche !?!
E’ già di per sé una quantità ridicola come fonte di condroitina e glucosamina, ma dopo la lavorazione, perdendo il 70% / 75% di acqua, quanto resterà davvero del “benefico ingrediente”  in % sul totale degli ingredienti?

9) Per valutare il cibo per il tuo animale usa i sensi

Lollipop Fiore in Bocca guarda tocca annusa

Per scegliere guarda – tocca – annusa

Cibo Umido per cani e gatti

Vista
Riesci a riconoscere le materie che vedi indicate in etichetta?
Puoi riconoscere la carne? Se è pollo è ancora rosa o è bianco e stracotto? Vedi pezzetti di verdura? Si possono notare i cereali o i carboidrati come la pasta e le patate?

Olfatto
Riesci a riconoscere l’aroma degli ingredienti?
Io sono vegetariana e non amo l’odore della carne, nonostante questo, so riconoscerne facilmente l’odore.
Tu nel cibo del tuo animale sei in grado di sentirlo?

Tatto
Valuta la consistenza. E’ troppo gelatinosa? E’ troppo liquida? E’ una poltiglia? …
La giusta consistenza non deve essere troppo morbida o filacciosa, o gessosa. Deve essere semplicemente compatta.

Cibo secco per gatti o per cani

Tatto
Immergi la mano nel sacco delle crocchette, quando la estrai che sensazione provi? E’ molto unta o è asciutta?
Un “coating” (rivestimento) di materie untuose è segno dell’aggiunta di additivi e appetizzanti, aggiunti alla fine del processo di produzione per compensare i cibi poveri di nutrienti.
Se sono asciutte e tendono a sfarinare sono pressate a freddo.

Olfatto
Annusa le crocchette, dovrebbero avere un odore quasi impercettibile e comunque mai sgradevole o peggio con lo stesso odore delle feci del tuo animale (come succede quando conservano l’odore degli additivi chimici).

Vista
Fai un esperimento: prendi un bicchiere di acqua e immergi qualcuna delle crocchette che usi e attendi.
Come sono diventate?
Si sono gonfiate e galleggiano per ore? Le crocchette estruse a caldo sono così.
Sono affondate e si sono sciolte in poco tempo? Sono pressate a freddo invece si depositano sul fondo del bicchiere e iniziano a sciogliersi in fretta.

Crocche per CANI prova dell'acqua

Crocche prova dell’acqua Prima

Crocche per CANI prova dell'acqua

Crocche prova dell’acqua Dopo

 

Ma … alla fine qual è la migliore scelta di cibo per gli animali?

La domanda che devi porti in realtà è: Cosa mangerebbe il mio cane (o il mio gatto) se fosse libero di procacciarsi cibo?

Un gatto in natura sceglierebbe di nutrirsi di topi, conigli, galline, uccelli … tutte le piccole prede che condividano il loro territorio di caccia. E così anche il cane (che però è meno specialistico, in caso estremo, potrebbe anche accontentarsi dei resti di altri predatori o saccheggiare un cassonetto).

Ovviamente l’alimento che si avvicina maggiormente ad una preda è un cibo umido.

La scelta più sana sarebbe quella di preparare il cibo in casa, partendo da ingredienti di ottima qualità e su indicazione di un buon veterinario nutrizionista.
Ma abbiamo visto in altri articoli come questo non sia sempre possibile, comportando una serie di difficoltà di costi, tempi e organizzazione.

Una buona soluzione è valutare e scegliere un buon alimento umido.
Deve essere preparato a bassa temperatura, partendo da ingredienti di ottima qualità, senza additivi chimici (e anche non testato su altri animali).
In modo da “imitare” più fedelmente possibile l’alimentazione naturale, apportando tutti i nutrienti adatti alla specie indispensabili al buon funzionamento dell’organismo.

In alternativa potrebbe essere una buona scelta un eccellente cibo secco.
Ancora una volta che sia preparato a partire da materie prime di ottima qualità e prodotto tramite processo di pressatura a freddo.
Offre una valida opportunità nel caso sia necessario contenere anche un po’ la spesa, ma senza rinunciare a nutrire bene i nostri cani e gatti. E’ una opzione, sopratutto di questi tempi, che può aiutare a non rinunciare ad un ottimo cibo.

Un ultimo consiglio: Siate sempre curiosi!

Se avete domande o dubbi sul cibo che state dando al vostro amico a quattro zampe non esitate a chiedere

Se non capite cosa sono, o a cosa servono, certi ingredienti che trovate sulle etichette, fate ricerche, fate domande.

A chi?
Dico prima a chi non chiedere consigli: al vicino di casa o all’amica, o ad altri proprietari.
Solo perché hanno un cane, o dicono che hanno sempre avuto cani, non hanno abbastanza competenze sull’argomento. Esattamente come nessuno si sogna di chiedere all’idraulico di cambiare il carburatore dell’auto!

Fate domande al:

Veterinario (meglio se nutrizionista).
– Personalmente eviterei quelli che tengono in studio le pubblicità delle marche di mangimi più note e pubblicizzate!

Educatore cinofilo
– Non so cosa valga per altri “riconoscimenti”, ma sono certa, per esperienza personale, che come educatore certificata ENCI ho dovuto studiare anche la nutrizione del cane (ma vale, quasi allo stesso modo, anche per il gatto), per poter superare con successo l’esame (!)

In caso non basti, se le risposte non vi soddisfano, se non sono esaurienti, o se non le capite … non esitate a cambiate interlocutore!

Cercate finché non trovate tutte le risposte che vi mancano!

Scegliere il loro cibo è una delle scelte di amore che possiamo fare per i nostri animali.
Avere la consapevolezza di cosa mettiamo nella loro ciotola è una delle scelte più importanti che possiamo fare per il loro bene.

Se ce l'avete fatta ad arrivare fino a qui
siete dei veri amanti dei vostri animali!
Ma saper scegliere bene il cibo 
per i cani e i gatti di casa, 
fa tutta la differenza del mondo... per la loro salute.

 

Lollipop Fiore in Bocca

E sie non aviete capitoh ...
vielo spieghio me medesimah
facilhe facilhe :

Siegliere una pappah buonah 
ci fah stiareh beneh!

Per giochicare, correreh, salthare,
e voilervi un siacchissimo di beneh
per tiaaaantio tiaaantio tiempooo..!!
 
Come faccio ancorah io 
a 14 annih siuonatih 😉


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Immagini prese dalla rete e RIMOVIBILI su semplice richiesta

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.

EDUCATRICE CINOFILA per passione, istruttore sportivo di disc-dog e gioco col cane a scopo educativo, operatrice di PET-THERAPY con tre cani, oggi lavoro per pura passione, guidando i proprietari a comprendere il linguaggio fisico e i segnali emotivi dei loro cani. Perché capire la comunicazione e le esigenze dei cani di casa aiuta a creare una vera "relazione a sei zampe" serena e duratura. Pensare che quello che si ha davanti è "solo" un cane, un animale senza capacità cognitive e dalle emozioni limitate, è la base di tutti i problemi. Il cane è un essere sensibile e spesso molto intelligente, ha emozioni forti e durevoli, per questo la sua fedeltà è tanto leggendaria da farlo considerare il migliore amico dell’uomo. Tutti ormai sappiamo che il cibo è alla base di una buona salute fisica, e questo vale anche per i cani. Ma ancora troppo pochi proprietari sono consapevoli della stretta relazione che lega il cibo dato ai loro amici a quattro zampe alla comparsa di eventuali comportamenti problematici. Il cibo è salute, è vitale, anche per i nostri amici a quattro zampe!