Già mi immagino questa povera vitamina che si fa carico del calcio e cerca di trasportarlo “dove serve”.

Ovviamente, non è vero neppure che la vitamina K2 trasferisca la vitamina D alle ossa: la vitamina D viene attivata dal paratormone e agisce a livello del DNA, quindi nel nucleo delle cellule, in modo epigenetico.

Ma allora, cosa fa questa vitamina?

La vitamina K2 agisce come cofattore dell’enzima Gamma-Glutamyl Carboxylase (GGCX) e consente l’attivazione della proteina Gla di Matrice (MGP), mediante la sua carbossilazione. Suddetta proteina è un inibitore della calcificazione vascolare; pertanto, nella sua forma attiva (carbossilata), può inibire direttamente la precipitazione ectopica (anomala) di calcio a livello della parete vasale [170].

E’ grazie all’attivazione della MGP che la K2 può prevenire l’accumulo di calcio nelle pareti arteriose [175] e ha un ruolo nel preservare l’integrità strutturale e funzionale della parete vascolare [176].

La carenza di vitamina K2 può essere osservata dalla misurazione della forma inattiva della MGP.

E a livello delle ossa?

Permette di attivare (carbossilare) l’osteocalcina favorendo la mineralizzazione ossea. L’osteacalcina è una proteina prodotta dagli osteoblasti durante la formazione delle ossa. E’ anche un marcatore del metabolismo osseo.

La carbossilazione dell’osteocalcina permette di legare il calcio e mineralizzare la matrice ossea. Una carenza di carbossilazione può essere correlata a osteoporosi.

Approfondimenti nel mio prossimo libro (in cu si parlerà di microbiota e colesterolo).


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