Una questione spesso oggetto di polemica è la scelta del biologico o di un approccio salutare al cibo, ipotizzando che sia solo per chi possa permetterselo economicamente.

A volte manca la visione di insieme e ci si sofferma unicamente sul costo di un singolo prodotto, non valutando che potrà essere suddiviso in più pasti.

Facciamo semplici operazioni matematiche.
Abbiamo 1 kg di riso integrale biologico. Supponiamo che costi 5€.

Una porzione di riso potrebbe essere di circa 80g. Quindi si fanno questi conti:
• 1kg / 80g = 12,5 (il numero di pasti)
• 5€ / 12,5 = 0,4 € (il costo di una porzione di riso).

Facciamo gli stessi calcoli per i legumi. Aggiungiamo un po’ di verdure (che possiamo ad esempio acquistare al mercato contadino, oppure presso un Gruppo di Acquisto Solidale).

Quanto ci costa un pasto? Anche meno di 2€.

Certo, qualche volta mangeremo un po’ di pesce. Spenderemo un po’ di più. A volte le uova (1 uovo sono circa 30-50 centesimi, per i quali non serve accendere un mutuo). Oltretutto, le uova sostituiscono i legumi: quindi, sostituiamo il costo delle uova al quello dei legumi.

Tutto sommato si può anche fare. Si tratta unicamente di cambiare approccio culturale. Anche perché gran parte della popolazione pensa che sia opportuno mangiare carne tutti i giorni, ma così non è. Un tempo la carne (in particolare quella rossa) si mangiava raramente.

Mangiare sano è una scelta, basata anche su priorità.
Quale peso attribuiamo alla nostra salute?

A volte, c’è veramente tanto spreco e spesso si acquistano prodotti inutili. C’è chi non bada a spese per andare a ristorante, per poi andare a comprare il proprio cibo al discount senza neppure chiedersi da dove provenga, come sia stato trasformato, gli impatti che ha avuto sull’ambiente e che avrà sulla nostra salute. Come si diceva, è una scelta.

Sarebbe inoltre saggio mangiare meno. Oggi, oltre che male, infatti, molto spesso si mangia anche più del necessario.

Da non sottovalutare inoltre che acquistando direttamente dai produttori si risparmia: evitiamo il markup (ovvero il sovrapprezzo) dei vari passaggi nella filiera agroalimentare. Non a caso, si chiama filiera corta.

Tratto dal mio libro “Questa non me la mangio


TI VA DI AIUTARMI A SOSTENERE QUESTO SITO?
Se acquisti ingredienti o libri o altro sul sito Macrolibrarsi, puoi inserie il codice partner 5496 (fase 4 del carrello), ricambiando la condivisione delle informazioni divulgate sul sito. In questo modo, puoi aiutarmi a sostenere le spese del blog.
GRAZIE!


HAI BISOGNO DI UNA CONSULENZA NUTRIZIONALE PERSONALIZZATA?
Puoi richiederla a questo link .