Se assumo vitamina D3, questa mi favorisce depositi di calcio a livello dei tessuti molli?

No, suvvia. Sarebbe come dire: se sto al sole e sintetizzo la D3 mi calcifico. Manco fosse Medusa, con la capacità di pietrificare chiunque la guardi!!!

La D3 (colecalciferolo) che integriamo è la forma inattiva. Fa qualcosa? “Na beata minchia” direbbe Cetto. Per essere attivata e favorire l’assorbimento del calcio deve subire 2 trasformazioni, prima a livello del fegato e poi a livello dei reni.

I ricercatori hanno osservato che è la carenza di vitamina D ematica (livelli di 25 OH Vitamina D inferiori a 31 ng/ml) che possono favorire un aumento dei livelli di paratormone e quindi un aumetato rischio di calcificazioni a livello delle arterie.

Va considerato, infatti, che la vitamina D3, una volta attivata (a livello renale) e trasformata in calcitriolo, favorisce l’assorbimento del calcio. Se i livelli di vitamina D sono bassi, l’assorbimento del calcio si riduce e, di conseguenza, arriva meno calcio al sangue.

Il calcio nel sangue deve essere sempre in un determinato range (tra 8,5 e 10,5 mg/dl): infatti questo minerale, tra le varie funzioni, è importante per la contrazione muscolare, compreso un muscolo importante, ovvero il cuore.

Se i livelli di calcio si riducono (anche perché la vitamina D è carente), aumenta il rilascio di paratormone, che favorisce il prelievo del calcio dalle ossa, trasferendolo al sangue.

Livelli alti di paratormone possono far si che il calcio possa depositarsi a livello delle pareti arteriose (ricordiamo che le placche ateromasiche sono costituite anche da calcio, non solo da colesterolo).

Ecco che la vitamina K2 (MK o menachinone) è molto importante: consente l’attivazione della proteina MGP, mediante la sua carbossilazione. Suddetta proteina è un inibitore della calcificazione vascolare; pertanto, nella sua forma attiva (carbossilata), può inibire direttamente la precipitazione ectopica (anomala) di calcio a livello della parete vasale.

E’ grazie all’attivazione della MGP che la K2 può prevenire l’accumulo di calcio nelle pareti arteriose [175] e ha un ruolo nel preservare l’integrità strutturale e funzionale della parete vascolare [176].

La carenza di vitamina K2 può essere osservata dalla misurazione della forma inattiva della MGP.

E la sua integrazione può essere utile in particolare per chi ha livelli alti di paratormone (anche correlati a stress) e per chi ha placche di natura fibrocalcifica (quasi sempre è quella la loro natura).

Vedremo uno studio che ha osservato il rallentamento del 29% della calcificazione in 2 grazie all’integrazione di K2, in particolare nella forma MK-7.

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Ovviamente la K2 non favorisce la formazione di trombi… anzi, al contrario, può concorrere a ridurre le placche. Non interferisce con farmaci antiaggreganti piastrinici. E neppure con i nuovi anticoagulanti orali (quelli che agiscono sui fattori della coagualzione).

Non ha senso che si assuma, nello stesso integratore, D3 e K2. Sono due vitamine diverse e sarebbe opportuno che l’integrazione sia valutata in modo specifico e separato. Non ad muzzum.

Qualora non fosse ancora chiaro, l’integrazione della D3 non si riferisce alla forma attiva. Pertanto, l’integrazione della k2 non si valuta in base alla D3, ma si adattano i criteri descritti nel post.

Non sono oltretutto unite in matrimonio. Si può assumere anche la K2 senza la D3!


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