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“Mangiare nel modo giusto non solo previene la malattia,
ma genera anche la salute e un senso di benessere
fisico e mentale.”
T. COLIN CAMPBELL

Partiamo da qualcosa a cui pensiamo poco: gli animali abbandonati e vaganti

Sappiamo tutti fin troppo bene quanto ogni anno, in determinati periodi, faccia notizia il numero dei cani vaganti e quelli rinchiusi nei canili.

I cani vengono ridotti in questa condizione a causa di due motivi principali: l’abbandono e la mancata sterilizzazione (che porta a nascite incontrollate).

Quello che invece si conosce meno, è che non tutti i proprietari sono disgraziati che si liberano del loro animale per andarsene in vacanza. Sebbene ci siano anche questi episodi deplorevoli di persone senza senso morale, nel caso dei cani, l’abbandono molto spesso provocato dai loro problemi di comportamento.

CANE Sorriso canino- fonte instagram - @magstermoomoo
Sorriso o Ringhio?

Per dirlo bello chiaro: la ragione più comune per cui i proprietari abbandonano i cani è a causa della paura, o dei disagi, che gli animali creano quando hanno atteggiamenti vissuti come problematici.

La paura e la preoccupazione (a causa dell’aggressività in primis) spingono le persone a liberarsi dal proprio animale.

Per i felini si sa molto poco della situazione relativa all’abbandono. Primo perché raramente vengono microchippati, e secondo perché sono davvero pochi i gatti che vengono recuperati e portati in gattile.
Più spesso rimangono randagi, trovano rifugio in colonie o semplicemente hanno vita breve.

Per questi motivi l’abbandono dei gatti, è un fenomeno meno “evidente”, ma non per questo più raro o meno doloroso.

Passiamo per quello che non sappiamo sul problema dei canili

Tutti sappiano che moltissimi cani vengono abbandonati in Italia, ma pochi conoscono davvero l’entità del problema.
Le valutazioni si aggirano fra i 500.000 e i 700.000. 

Una variazione consistente, dovuta alla scarsità di dati, che cerca di tenere conto di: cani vaganti, animali nei canili sanitari e quelli nei rifugi.

Ma quando parliamo di problemi non parliamo solo di problemi “morali” ma di un sacco di soldi che tanto o poco paghiamo tutti di tasca nostra.

Quanto costano a tutti noi i problemi comportamentali dei cani?

Secondo la LAV (Lega Anti Vivisezione) nel 2018 si valutava in 1.186 il numero dei canili, fra sanitari e rifugi, con un costo di  mantenimento davvero stratosferico.

Fra soldi pubblici e donazioni private si trattava – parlando del solo mantenimento dei cani – di circa 345.000 euro al giorno.

Fatte le debite moltiplicazioni si tratta di una spesa annua di circa 126.000.000 milioni di euro.
Una cifra a sei zeri !!

Disfarsi di un animale problematico è davvero l’unica soluzione?

Serve fare una piccola “digressione” per ricordare un paio di aspetti della vita con i cani che troppo spesso vengono sottovalutati:

L’educazione del cane

Educare cucciolo e adulto
Educare cucciolo e adulto

Che si adotti un cucciolo o un adulto è importante sapere che nessun mammifero “nasce imparato”.

Come nessuno, sano di mente e responsabile, si sognerebbe mai di pretendere che un bambino sappia, per natura o per istinto, cosa è giusto o sbagliato, cosa non è accettabile, o come risolvere nuovi problemi che si presentino, allora chi potrebbe pensare che lo possano fare  dei cuccioli di cane??

Nota Bene

Tutti i cani possono “imparare” a qualsiasi età.
Bastano solo pazienza e coerenza, l’unica differenza è che educare un cucciolino è certamente meno impegnativo e richiede molto meno tempo.

Non tutti sono veri problemi 

Serve fare una distinzione precisa fra i problemi veri e quelli che vengono solo vissuti come tali dagli esseri umani.

Cosa possibile grazie ad un buon educatore cinofilo.

Ho detto buon educatore, perché deve essere in grado di:

  • Riconoscere davvero se c’è un problema e cosa fare in merito
    (che non significa far pagare comunque le 10 lezioncine canoniche  per insegnare terra, seduto o camminare al guinzaglio al campo, ma che venga a lavorare con il binomio dove il problema si presenta)
  • Non usare metodi coercitivi, né usando la forza né incutendo paura  
    (non per motivi morali, che da soli basterebbero, ma per la loro assoluta mancanza di efficacia nel risolvere i disagi)  
  • Rivolgersi ad un collega più adatto nel caso sia necessario
    (per la stazza del cane, o una più profonda conoscenza delle caratteristiche specifiche della razza) 
  • Capire se è il caso di interpellare un veterinario comportamentalista per un supporto farmacologico
    (che non deve mai essere la ricerca di una “scorciatoia” per non lavorare sull’educazione o la rieducazione) 

Ma quali sono i comportamenti che mettono maggiormente a disagio i proprietari? 

  • Abbaiare insistentemente
    potrebbe essere causato dall’ansia, dalla solitudine, dalla vigilanza …
    (serve indagare su cosa crea disagio al cane)
  • L’eccessiva reattività e nervosismo
    potrebbero essere causati da problemi di salute
    (serve una indagine medica dal veterinario per escludere il dolore)
  • L’aggressività
    è causata da molti fattori, possessività, territorialità, gelosia, dolore, frustrazione …
    (serve una valutazione seria per verificare in che occasioni si presenta e intraprendere un percorso di comunicazione, educazione o rieducazione, quasi sempre basta capire quale sia per risolvere il problema)
  • La dieta … la dieta ?!?!?!
    Ebbene sì!
    I comportamenti problematici potrebbero essere causati da scompensi nell’alimentazione.
    Ma questi scompensi, esattamente possono essere causati da una dieta errata, con il cibo giusto possono essere mitigati se non addirittura risolti.
    (serve conoscere cosa variare: la qualità, gli ingredienti, oppure  aggiungendo integrazione di sostanze, che sia corretta, salutare e a base di prodotti bio-disponibili e non di sintesi.)

La soluzione ad alcuni problemi comportamentali potrebbe trovarsi nella ciotola

Purtroppo è molto raro che venga preso in considerazione che l’alimentazione possa essere fra i fattori che influenzano i comportamenti problematici o aggressivi dei cani e dei gatti.
Fatto salvo il persistere della leggenda per cui la carne cruda renda più aggressivi.
Ma … abbiamo presente che parliamo di cibo per carnivori??

In realtà creano più danni alla salute di cani e gatti i cibi industriali sbilanciati, sia che si tratti di quelli con carboidrati come primo ingrediente (che sarebbero più idonei per dei polli), sia i cosiddetti “grain free” assolutamente privi di carboidrati (perché ritenuti più idonei e meno allergenici). Come spiegato negli articoli precedenti sul cibo.

CIBO PESSIMO 08-cibo-triste
Cibo pessimo –> cane triste

Nella realtà ci sono molti studi scientifici che hanno provato che c’è una forte influenza fra la dieta e il comportamento, sia a causa di carenze o  di eccesso di nutrienti.

Sono problemi comuni, correlazioni simili, che influenzano sia l’organismo dei cani che quello dei gatti. Questi ultimi poi, essendo più selettivi nella scelta del cibo, e con una comunicazione più sottile ed enigmatica, pur soffrendo allo stesso modo,  sono purtroppo sottovalutati e il loro disagio meno compreso.

Quali interazioni ci sono fra lo squilibrio di nutrienti e i problemi di comportamento?

Come per tutti gli argomenti che ruotano attorno all’alimentazione le interazioni sono complesse e molto articolate, il cui approfondimento è prettamente materia dei veterinari specializzati in nutrizione.

Posso però fare alcuni esempi che possono aiutare a chiare meglio qualche meccanismo che collega certi nutrienti e i conseguenti comportamenti negativi di gatti e cani.

Sono informazioni che tutti possono reperire sui siti di veterinaria o di divulgazione scientifica, ma che sono troppo poco approfonditi dai proprietari prima di scegliere cosa mettere nelle ciotole dei loro amici animali, affidandosi più alla pubblicità che ai consigli dei professionisti competenti. Quelli seri, quelli che stanno lontani dalle marche più pubblicizzate, quelli che alle domande su perché scegliere un cibo piuttosto che un altro, o quali sono gli ingredienti sanno rispondere e non si “spazientiscono” con chi è curioso e attento al benessere del suo cane o del suo gatto.

Ecco alcuni esempi facili da verificare:

Carenza di vitamina B1

Causata dalla somministrazione di carne “stracotta”.

Ha la funzione di sintetizzare i processi energetici del corpo umano, ovvero rilascia all’organismo l’energia necessaria allo svolgimento delle attività quotidiane.

La sua carenza provoca:

  • danni al sistema nervoso
  • problemi cardiovascolari
  • generale di deperimento
  • depressione
  • calo di appetito
  • turbe dell’orientamento

Carenza di triptofano

Causata da diete strettamente grain free, diete a base esclusivamente di carne e prive di carboidrati.

Precursore della serotonina l’ormone del “buon umore”, quanto è carente provoca:

  • aumento di irritabilità e aggressività
  • insonnia
  • depressione
  • problematiche dell’umore

Carenza di acido folico (Vit B9)

Si trova nelle carni (soprattutto frattaglie) e nei vegetali a foglia verde.

Viene distrutto quasi del tutto con la cottura, ma la carenza può anche essere causata da difficoltà di assorbimento, o da un aumento del fabbisogno, dovute all’assunzione di farmaci come i barbiturici, a malattie come il diabete o per mal assorbimento intestinale.

É essenziale per la sintesi delle proteine e quindi del DNA, per la formazione dell’emoglobina e il buon funzionamento del sistema nervoso (incluso il cervello, ovviamente responsabile del comportamento) .

La carenza può manifestarsi con:

  • anemia megaloblastica
  • disturbi depressivi
  • aumento di stati di ansia
  • affaticamento
  • irritabilità

Carenza di colina

É fondamentale per permettere di sintetizzare serotonina, dopamina e norepinefrina (altri ormoni “della felicità”) e serve a tenere sotto controllare i livelli di colesterolo nel sangue e a proteggere la salute del fegato.

É contenuta in molti alimenti, fra i quali il tuorlo d’uovo, la soia, i fagiolini verdi, le frattaglie, il lievito di birra e il riso integrale.

Si perde a causa della raffinazione dei cibi, la conservazione e a causa della sterilizzazione ad alta temperatura.

La carenza porta:

  • compromissione delle funzioni cognitive
  • perdita della memoria a lungo termine
  • ansia
  • calo dell’attenzione

Carenze di vitamina C

Aiuta a combattere lo stress ossidativo, abbassando i livelli di cortisolo nel sangue migliora i processi cognitivi, oltre a  favorire la formazione della mielina.

É una vitamina idrosolubile estremamente sensibile al calore.

La carenza provoca:

  • debolezza
  • apatia
  • infiammazione
  • irritabilità
  • aumento dell’invecchiamento (anche cerebrale)

Carenza di vitamina E

É contenuta in molti oli vegetali, nell’olio di fegato di merluzzo e nell’olio di cocco.

Potente antiossidante, combatte i radicali liberi, facilita il rinnovamento delle cellule, favorisce l’assimilazione delle proteine.

Il valore si riduce drasticamente con le alte temperature, e anche dall’esposizione alla luce diretta del sole, per questo ne contengono a sufficienza solo gli olii di alta qualità e spremuti a freddo.

La carenza provoca:

  • difetti nello sviluppo e nella crescita dei cuccioli
  • problemi di malnutrizione
  • disturbi al sistema nervoso
  • aumento dell’invecchiamento cerebrale

Alterazioni della microflora intestinale (microbiota)

É ormai noto che c’è una correlazione diretta e bidirezionale fra il metabolismo della flora intestinale e il metabolismo di diversi mediatori cerebrali (come il triptofano che abbiamo già visto essere un precursore della serotonina).

La flora batterica è considerata una vero e propio “organo” aggiuntivo del nostro corpo, che interagisce con il cervello e con il sistema immunitario.

Si nutre e si rigenera grazie ai cibi prebiotici (sostanze ingerite che non vengono assorbita dall’organismo, ma servono come nutrimento per la flora intestinale) e ai probiotici (“micro-organismi vivi” che apportano beneficio alla salute dell’ospite).

Una alterazione delle popolazioni di batteri benefici può:

  • influenzare negativamente il sistema immunitario
  • dare problemi digestivi
  • portare stanchezza cronica
  • sviluppare tumori dell’apparato digerente
  • sviluppare IBD (infiammazione intestinale cronica, paragonabile al morbo di Crohn)
  • influenzare il comportamento
  • modulare le emozioni

Ecco quindi come l’alimentazione può influenzare sia il benessere fisico che il comportamento di cani e gatti

Diventa evidente che l’alimentazione che fornisci al tuo amico peloso gioca un ruolo fondamentale, è la base per avere un animale sano fisicamente oltre che sereno ed equilibrato.

In caso di evidenti cambi di personalità o di rapido decadimento fisico e cognitivo di un animale troppo spesso si da per scontato che la causa sia l’invecchiamento.

Quante volte come educatore cinofilo mi sono sentita dire “Eh ma il mio cane è anziano, ha già 7 / 9 / 10 anni ! “…

In questi casi mi vengono spontanee due considerazioni:

  1. A quell’età un cane (a parte alcune razze giganti) non è vecchio!
  2. Se pure il decadimento fisico e quello mentale non sono evitabili si possono rallentare!!

Una dieta corretta può dare molti vantaggi:

  • Vantaggi per la salute fisica
    cosa non da poco se consideriamo quanto costano le cure veterinarie e il costo emotivo nel vedere il nostro amico stare male.
  • Grandissimi benefici per il loro benessere emotivo
    miglioramento del comportamento, delle capacità cognitive e relazionali. Ed è davvero un plus impagabile quello che otteniamo in cambio!
Cane che sorride
Cane che sorride

Spesso si cambia alimentazione perché il pelo è bruttino, oppure perché ingrassa o dimagrisce o invecchia …

In realtà, esattamente come per noi, lo scopo dell’alimentazione è fornire tutti i nutrienti essenziali per mantenere il benessere, evitare quelli che creano infiammazione e anche soddisfare il palato, o nel loro caso sarebbe più corretto dire soddisfare l’olfatto.

Poter vedere il tuo gatto o il tuo cane, che migliora, che cambia atteggiamento, che diventa più collaborativo e disponibile, meno reattivo e più sereno di pari passo con il cambio dell’alimentazione, è certo più prezioso del miglioramento dell’aspetto e del pelo.

Meno abbandoni, meno animali randagi o in canile, meno dolore e … meno spesa pubblica

Contribuire a diffondere queste informazioni potrebbe risparmiare a parecchi cani (e gatti naturalmente) il dolore dell’abbandono, della vita randagia o del canile.

La consapevolezza di poter aiutare altre persone a migliorare il rapporto con i loro animali, e nello steso tempi fare una sorta di “servizio pubblico”, contribuendo non solo a diminuire lo spreco sia di risorse economiche, che quello delle vite degli animali, semplicemente diffondendo consapevolezza sul ruolo e sull’importanza dell’alimentazione per la salute e per l’equilibrio psicofisico.

Possiamo cambiare i comportamenti negativi dei nostri amici a quattro zampe una ciotola alla volta.

Che bella sensazione!

In ogni caso, se hai dei dubbi rivolgiti sempre ad un veterinario specializzato in nutrizione animale.

Lollipop dice la sua:
Lollipop Fiore in Bocca
Io siono fortiunata, mangio pappe buone
e non siono antipaticah siono soloh ... 
un po' acidinah
Mah voi doviete dareh anche ai miei amici 
tiuttoh quiello che li fa stare biene!!
Se nion lo fateh viengo e vi miozzico !!



Immagini prese dalla rete e RIMOVIBILI su semplice richiesta

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.


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