Grani Antichi e Pasta Madre
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A volte si punta l’indice… senza valutare il carico. Ma qual è la differenza?

E’ vero, più è alto l’indice glicemico degli alimenti e più pesantemente sarà influenzata la nostra glicemia e la nostra insulina (il che poi impatterà anche sulla nostra capacità di accumulare, sul nostro senso di fame e, nel tempo, si può ripercuotere con varie problematiche per la salute). Il punteggio massimo è assegnato allo zucchero. Gli alimenti con IG inferiore a 55 sono considerati a basso indice glicemico.

Facciamo qualche esempio:

  • IG Glucosio puro = 100 (è usato come riferimento)
  • IG Pane bianco = 70
  • IG Carota cruda = 30
  • IG Carota cotta = 90
  • IG Mele = 38

In base all’elenco sopra riportato, glucosio e pane bianco hanno indice glicemico alto (quindi hanno un certo impatto sulla glicemia). Carote e mele hanno indice glicemico basso.

Ma l’indice glicemico è solo una parte della storia. Spesso dimentichiamo il valore del carico glicemico, che è in relazione all’IG ma anche alla quantità di carboidrati in un determinato alimento. Un carico glicemico è ottimale se inferiore a 10.

La carota cruda avrà un CG (carota cruda)=30 (IG) * 8% (QTA Carboidrati)= 2,4.

Ecco quindi il colpo di scena. La carota cotta ha un IG=90. Ecco che in molti (anche diabetologi) demonizzano. Quante volte avrete sentito dire: “Per i diabetici, niente carote cotte!!” Nulla di più scorretto!!!

Se infatti calcoliamo il carico glicemico della carota cotta avremo CG (carota cotta)=90*8%= 7,2.
Inferiore dunque  a quello della mela che è CG (mela)=38*20%= 7,6.

Incredibile!!! Ed ecco che le tanto demonizzate carote, passeranno miracolosamente dall’inferno al paradiso!!!

Le carote, oltretutto, sono ricche di beta carotene, detto anche provitamina A (è infatti precursore della Vitamina A), molto importante in particolare per la salute di cellule e vista. E agisce anche da antiossidante.

I carotenoidi riducono il rischio di patologie cardiovascolari, tumori alla prostata, ai polmoni, allo stomaco, al colon, al seno, alla cervice, al pancreas; di perdita di memoria, di sclerosi multipla, cataratta e degenerazione maculare.

Il miglior modo di consumare le carote è cotte con grassi di buona qualità (come l’olio evo): una breve cottura aumenta infatti l’assimilabilità del beta carotene. Quindi, senza paura di impattare sulla glicemia!!!

Ricordiamo però che, per ottenere il massimo beneficio, ci occorrono tutti gli antiossidanti di frutta e verdura. Da cui, l’importanza di variare.



Immagini prese dalla rete e RIMOVIBILI su semplice richiesta

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.


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