In base ai dati dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia una persona su dieci risulterebbe obesa ed una su tre in sovrappeso.

Accanto al sovrappeso ed obesità, si affiancano patologie metaboliche quali insulino-resistenza, diabete di tipo due, patologie cardiovascolari. Esiste infatti una stretta correlazione tra accumulo grasso, infiammazione e malattia. La questione è ancora più attuale quando si parla di malattia covid.

Grasso non è bello… ma è malattia.

L’obesità è di fatto una patologia infiammatoria sistemica. E’ alla base di numerose malattie croniche e predispone ad un maggiori rischio di sviluppare neoplasie.

Il tessuto adiposo non viene più considerato come semplice tessuto d’accumulo, ma come un organo metabolicamente attivo con spiccate capacità endocrine e metaboliche. E’ considerato l’organo endocrino più grande del corpo, in grado di secernere numerose citochine (adipochine), molecole proteiche di segnalazione tra le cellule.

Quello che rappresenta il maggiore fattore di rischio di patologie associate all’obesità è il grasso viscerale.

Nel tessuto adiposo sono presenti tutte le cellule del sistema immunitario.

Nel soggetto normopeso, all’interno del grasso viscerale sono piuttosto abbondanti cellule immunitarie ad attività anti-infiammatoria e poco presenti quelle ad attività pro-infiammatorie.

Nel soggetto in sovrappeso, la situazione si inverte e nel tessuto adiposo aumentano le cellule immunitarie che favoriscono l’infiammazione.

Ecco che l’obesità è di fatto una malattia infiammatoria cronica.

Per cui, quando vediamo un soggetto in sovrappeso, non pensiamo che sia sano. Come si diceva su, è un soggetto malato!

Può la dieta influenzare l’infiammazione del tessuto adiposo?

Certamente si!

Una dieta con un rapporto equilibrato di acidi grassi omega-3 (quindi prevalentemente vegetale, che includa alghe, pesce azzurro ed escluda oli di semi), è associata a bassi livelli di infiammazione cronica.

Di contro, una dieta ricca di acidi grassi saturi e trans e di cibi raffinati e zucchero, è associata ad infiammazione sistemica.

Quindi, la base è la nostra dieta mediterranea. Quella vera che possiamo definire dieta antinfiammatoria.

Ricordiamo che i fattori genetici sono attribuibili ad appena il 5% dei tumori. Mentre il restante 95% è attribuibile a cause ambientali: stili di vita alimentazione.

L’American Institute for Cancer Research ha calcolato che le cattive abitudini alimentari sono responsabili di circa il 30% dei tumori nei Paesi occidentali.

Per cui “tanto anche se si mangia bene ci si ammala” è decisamente un alibi per continuare a mangiare sempre peggio, aumentando il rischio di malattie, tra cui tumori.

Oltretutto, ricordiamoci che se l’aria inquinata è anche una conseguenza delle nostre scelte!

A proposito, anche la frase “prima o poi si muore” non regge molto, visto che prima di morire sarebbe saggio vivere. E se in salute, è una vita migliore, piuttosto che tra atroci sofferenze.

Poi chiaramente “di qualcosa si dovrà morire” avvalora il libero arbitrio . Possiamo morire di morte naturale, oppure suicidandoci attraverso le nostre scelte.

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Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.


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