I Ching (Yi Jing) è il “Libro dei Cambiamenti” (soprannominato da molti il libro dello Yin e Yang). La vera traduzione è “Classico del Cambiamento”, Yi = classico (nel senso etimologico perché si studiava “in classe”) e Ching= cambiamento. Tutto cambia continuamente tranne una verità: la legge che tutto cambia. Si tratta di un Libro Multistrato, meglio sarebbe definirlo una STRUTTURA.

Vediamo oggi uno dei tanti modi di uso del Libro: l’importanza rivestita nell’opera di George Ohsawa e quindi della macrobiotica, intesa anche come filosofia di vita.

George Ohsawa – che ha portato in Europa la filosofia macrobiotica – si riferisce ad esso, genialmente, come al LIBRO DEL PRINCIPIO UNICO.

Ohsawa (nel suo libro – scriveva in francese e viveva a Parigi – “Il Principio Unico della Filosofia e della Scienza dell’Estremo Oriente”, edito in Francia da Librairie Philosophique J.Vrin, felicemente presente nella mia biblioteca in originale) suggerisce come prima cosa, a chi si occupa di nutrimento, lo studio della “Dialettica Universale”, dello yin/yang, attraverso l’interpretazione del più antico libro che l’ha codificata e nel quale figura l’ideogramma del Dao (Tao), lo I Ching, che egli chiama “Il Libro del Principio Unico” anche se, come egli stesso la definisce, la traduzione che ama maggiormente è“Libro della Trasmutazione Universale”.

A parere di Ohsawa uno dei cinque libri fondamentali da conoscere nella vita è  proprio I Ching. Il Principio Unico, secondo Ohsawa, può riassumersi così: tutto è composto di due forze fondamentali yin/yang; esse – compenetrate una nell’altra – sono antagoniste in apparenza ma complementari in realtà e corrispondono alle forze centripeta/centrifuga, di contrazione/ di espansione, di caldo/freddo, e tanto altro.

I miei anni di studio e pratica di I Ching iniziano dal 1985: la base “nella vita dell’essere umano, della natura, del cosmo, esistono fondamentalmente due aspetti: uno più fluido, leggero, dolce, malleabile, espansivo, rilassante (yin); un altro più duro, forte, pesante, contratto (yang). L’unità dell’essere presenta sempre i due aspetti in combinazione, le due polarità complementari e inscindibili tra loro, spesso sintetizzate nell’espressione dicotomica maschile-femminile”.

L’interpretazione moderna dell’I Ching, chiarisce Ohsawa, serve a classificare tutte le opposizioni e gli antagonismi secondo la loro qualità più semplice ed elementare: yin/yang, e rende possibile la comprensione di ogni trasformazione, mutamento, cambiamento, mostrando quale sia la loro complementarità. Il principio polare degli opposti complementari è ovunque: “…l’inizio è contrario e antagonista della fine; la medaglia ha il suo rovescio; la gioia muta nella tristezza; l’attività nella fatica; tutto muta nel suo contrario e tutto è supportato, animato, mantenuto, creato e trasformato dal suo opposto.

E  poi aggiunge: è per questo che Gesù disse ‘ama il tuo nemico’ (il tuo opposto, il tuo doppio, la tua ombra, il tuo inconscio, lo straniero fuori e dentro di te…ndr): noi dobbiamo essere molto riconoscenti al nostro antagonista, al nostro nemico (o quello che crediamo tale), perché è soltanto grazie al “lui” che è anche in noi, siamo quel che siamo”.

Ecco, dunque, il grande insegnamento del I Ching: la legge della polarità e del superamento della dialettica tra gli opposti complementari!

Essa è nota pure ai sapienti dell’antica India (Shiva – Shakti)  e applicabile naturalmente all’alimentazione e al cibo, come a tutto. Si tratta di concetti universali, non appannaggio soltanto dell’Oriente con lo yin-yang.  Leggete questa “immensa” poesia di Michelangelo.

Il Grano

di Michelangelo Buonarroti

 

Vedete in quante forme mi tramuto!

Prima son maschio e vivo sotterrato;

di nuovo nasco ed in femmina mi muto,

poi, tagliato a traverso e bastonato,

maschio ritorno; poscia, ancor premuto,

fatto in polvere ed in femmina cangiato

mi trovo; ed annegato e messo al foco

ritorno maschio e muto abito e loco!

 

 

 di Andrea Biggio



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Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.


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