Circa una ventina di anni fa… o forse più… un rappresentante medico della mia famiglia mi invitava a consumare carne in quanto fonte principale di proteine. Voleva convincermi che le proteine animali sono nobili e quelle vegetali sono ignobili. Dopo tanti anni, pensavo che certe lacune si potessero colmare. Mi sbagliavo.

Non solo. La cosa viene resa più grave dal voler suggerire la carne ai malati oncologici. La motivazione? Se non mangiano carne, da dove prendono le proteine? Del resto, hanno bisogno di bistecche per tenersi su!

Invano dunque argomentare sul fatto che le proteine sono praticamente ovunque (non solo nella carne). Basterebbe semplicemente andare sul sito AIRC che ci riporta “Le proteine animali sono costituite dalle stesse molecole chimiche di quelle vegetali, gli amminoacidi”.

Sullo stesso sito leggiamo anche: “I cibi di origine animale contengono, oltre alle proteine, anche molte altre sostanze tra cui i grassi saturi e il ferro del gruppo eme. In dosi eccessive essi stimolano l’aumento di colesterolo, i livelli di insulina nel sangue e l’infiammazione del tratto intestinale, aumentando il rischio di certe patologie, tra cui i tumori, in particolare quelli del colon-retto”.

Del resto, bene non esagerare con le proteine, in particolare quando vi sia una patologia in atto. Un eccesso di proteine stimola la sintesi di IGF1 (insulin like growth factor), l’ormone che promuove la proliferazione cellulare, e attiva mTOR, un gene che promuove la proliferazione cellulare, favorendo anche la crescita delle formazioni tumorali.

Non sono medico, ma stando agli studi (disponibili in letteratura) mi sembra di intuire che la carne come supporto alla chemioterapia non sia propriamente un approccio vincente. Ma, ripeto non sono medico. Non ho fatto ricerche e studi sugli effetti della carne sull’infiammazione, sull’insulina, sull’ormone IGF1, su mTOR… ecc. Quelli li ho acquisiti sui siti ufficiali della Ricerca sul Cancro e sui libri di chi la ricerca l’ha fatta.

Non sono medico. Ma ho letto che come supporto alla terapia, sarebbe utile tenere bassa l’infiammazione (pare che alti livelli plasmatici di proteina C reattiva, oltre che di glicemia, siano associati a prognosi peggiore). E per tener bassa l’infiammazione non serve la carne. Ma altri cibi. Magari il pesce, utile in una dieta antinfiammatoria. O il riso integrale ad esempio che contiene il polifenolo tricina.

Non sono un medico. Ma dai miei studi (e da quanto riportato anche su fonti ufficiali) risulterebbe che la carne non sia indispensabile neppure per l’apporto proteico (come abbiamo visto). Basterebbe mangiare cereali legumi e verdure per avere tutti gli amminoacidi di cui abbiamo bisogno.

Ma, ripeto, io non sono medico. Eppure molti medici fanno ancora fatica a comprenderlo. Come mai?

E’ vero, nella vita non si può sapere tutto (soprattutto quando certi argomenti non si studiano).

Ma basterebbe poco… sarebbe sufficiente un po’ di umiltà per rendersi conto di ciò che non si sa. E un po’ di fame di conoscenza per colmare questi gap.

Del resto, è umano. Non possiamo sapere tutto. Ammettere la nostra ignoranza (nel senso di ammettere che ci sono argomenti che si ignorano) non è una vergogna. Non porta ad una perdita di potere. Anzi! E’ un atto di coraggio e di grandezza. Vuol dire essere disposti a crescere e arricchire le proprie conoscenze.

Studiamo, leggiamo, informiamoci… E ricordiamo anche uno dei principi che insegnano alla facoltà di medicina. Primum non nŏcēre. E spesso l’arroganza nuoce… Qualunque sia la nostra formazione.


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