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Nell’olio di cocco abbiamo una elevata presenza di acidi grassi saturi (oltre l’80%, in particolare laurico e mitistico).
La sua composizione è la seguente (in neretto i grassi saturi):

  • Laurico (12C): 44,8%
  • Miristico (14C): 17%
  • Palmitico (16C): 8,4%
  • Stearico (18C): 2,6%
  • Acidi grassi saturi a catena media e corta (4-10C): 14%
  • Oleico: 6,3%
  • Linoleico: 1,6%

Sappiamo che un maggior consumo di acidi grassi saturi è correlato ad un più alto rischio di arteriosclerosi, ateriosclerosi, malattie cardiache. Questo perché tali grassi sono particolarmente aterogeni (aumentano il rischio di formazione di placche nelle arterie) e cardiotossici. Infatti, aumentano i livelli delle lipoproteine LDL (colesterolo cattivo).

Gli acidi grassi saturi più aterogeni sono il miristico (14 atomi di carbonio), palmitico (16 atomi di carbonio), ovvero acidi grassi a catena lunga.

Per  i grassi saturi sono a catena media e corta (4-12 atomi di carbonio) è stato osservato che pur innalzando i livelli di colesterolemia totale, tale incremento si riferisce soprattutto alle lipoproteine HDL: si suppone dunque che possa avere un effetto positivo sul rischio cardiovascolare.

Gli acidi grassi a Catena media e corta, MCA (Medium Chain Acid) e SFCA (Short Chain Acid), si convertono facilmente in corpi chetonici e possono quindi essere utilizzati dall’organismo in modo simile ai carboidrati (apportando un’energia più che doppia trattandosi di grassi).  Questi corpi chetonici sono le stesse molecole che si creano durante il digiuno prolungato e quando il glucosio scarseggia.

Gli acidi grassi a catena corta sono: acido formico (1), acido acetico (2), acido propionico (3) ed acido butirrico (4). Gli acidi grassi a catena media sono: caprionico (6), caprilico (8), caprico (10), laurico (12).

Sappiamo che nella nostra alimentazione  gli acidi grassi saturi sono da limitare e sono da preferire quelli insaturi.

Non a caso, nella nostra Dieta Mediterranea (riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità),  abbiamo il nostro splendido olio di oliva extra vergine, che contiene grassi che contribuiscono ad abbassare i livelli delle LDL (colesterolo cattivo): si tratta degli acidi grassi monoinsaturi (acido oleico) e polinsaturi (contiene acido linoleico, un acido grasso essenziale, che il nostro organismo deve necessariamente assumere dalla dieta).

L’olio extra-vergine di oliva contiene polifenoli che hanno azione antiossidante (sia nei confronti dell’organismo sia del prodotto).

Troviamo anche tocoferolo (Vitamina E): raggiunge i livelli di 20-30 mg per 100 gr di prodotto. La Vitamina E è un antiossidante naturale sia per il nostro organismo, sia per l’alimento stesso.

La  presenza di polifenoli e vitamina E protegge gli oli vegetali insaturi (più soggetti ad ossidazione e irrancidimento), bloccando le reazioni a catena dei radicali liberi, prodotti dell’ossidazione lipidica dannosi per l’organismo quando vanno a superare le capacità antiossidanti del nostro organismo.

Quindi? Piva Piva l’olio di oliva!!!

E se ogni tanto vogliamo usare l’olio di cocco, con parsimonia e in minime quantità, scegliamolo extravergine 100% puro e nativo, non raffinato ed estratto dalla polpa del cocco. Consideriamo inoltre che si tratta di un prodotto tropicale, quindi assicuriamoci che sia del commercio solidale. In questo modo eviteremo, a parte l’impatto ecologico, di contribuire anche allo sfruttamento e sofferenza dei lavoratori.

Per quanto riguarda gli altri oli, ricordiamoci che generalmente o sono spremuti a mezzo solventi chimici, oppure spesso deodorati o raffinati (quindi molto probabilmente contengono acidi grassi trans).

Riferimenti bibliografici (composizione olio): Alimentazione, nutrizione e salute di E. Spisni e atri, edizione EdiSES Università (pag. 346-347)



Immagini prese dalla rete e RIMOVIBILI su semplice richiesta

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.


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