L’ipotesi che la caseina aumenti il rischio di insorgenza di tumori non ha alcun fondamento scientifico.

Nessuna organizzazione internazionale per la salute ha mai inserito i formaggi tra gli alimenti considerati “cancerogeni”, come invece è accaduto per le carni rosse e conservate.

Questa correlazione viene sostenuta nel libro The China Study di Colin T. Campbell, che di fatto è stato ritenuto inattendibile dalla comunità scientifica.

La correlazione con i tumori è legata all’eccesso di proteine, anche vegetali, ma in particolare di origine animale.

Non è un caso che diverse organizzazioni internazionali per la lotta ai tumori sconsiglino l’abuso di proteine animali nella dieta.

Bene non abusarne. Ma non è necessario escludere questi cibi.

Una revisione della letteratura pubblicata su Scientific Report (2016) non ha identificato alcuna associazione significativa tra consumo di latticini e rischio di tumore del polmone.

Studi pubblicati sul JAMA Oncology, invece, suggeriscono che lo yogurt potrebbe verosimilmente proteggere dal rischio di sviluppare questo tipo di tumore, per il suo effetto prebiotico.

D’altro canto, uno studio pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute riporta un più alto rischio di recidiva del carcinoma al seno in donne che consumavano latte con frequenza elevata. Questo, verosimilmente, per l’alto contenuto in estrogeni e in fattori di crescita del latte vaccino.

Nel latte vaccino è presente la β-caseina A1. Quindi, meglio prodotti a base di latte di capra o di pecora, contenenti β-caseina A2 che causano meno infiammazione rispetto alla precedente.

Eliminare i formaggi dalla propria alimentazione sarebbe poco sensato. Tutto sta a non esagerare, come invece accade oggi.

Sarebbe anche il caso sceglierli biologici, ricordando che questi alimenti hanno anche valore probiotico.

Ad esempio nei formaggi possiamo ritrovare il Lactobacillus rhamnosus, un simbionte del nostro microbiota con attività antinfiammatoria.

Ovviamente, come si diceva, bene scegliere cibo con latte proveniente da allevamenti consapevoli e non intensivi, dove gli animali mangino il loro cibo.

Nella dieta mediterranea (quella vera), riconosciuta come modello per la salute, del resto, i latticini erano presenti, ma in piccole quantità.

E sono presenti anche nel piatto del Mangiar Sano della Harvard School. L’importante è consumarli con parsimonia.

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Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.


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