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Innanzitutto, cosa è un antibiotico? E’ un medicinale utilizzato per curare le infezioni causate da batteri.

Hanno dunque azione battericida, ovvero sono in grado di uccidere i batteri. E solo i batteri. Non virus o funghi (ovvero lieviti o muffe).

Molto spesso gli antibiotici vengono assunti anche attraverso il nostro cibo. E questo, anche in maniera inconsapevole… e non c’è nulla di peggio della mancanza di consapevolezza.
Quante persone mangiano cibo di origine animale proveniente da allevamenti intensivi?

Ed è così, che oltre a contribuire alla devastazione dell’ambiente esterno, si contribuisce alla devastazione di quello interno.

Non a caso, assistiamo al fenomeno dell’antibiotico resistenza, ovvero un fenomeno che rende i batteri insensibili all’azione degli antibiotici. Questo è dovuto anche all’abuso che se ne fa degli stessi, spesso assunti in maniera arbitraria (anche per una micosi, pensando che l’antibiotico sia un farmaco universale, ma non lo è!)

Come dicevamo, gli antibiotici sono specifici per i batteri.

I batteri sono presenti anche nel nostro microbiota. In particolare, abbiamo i simbionti, ovvero i “batteri buoni” (in particolare Lattobacilli e Bifidobatteri) che collaborano con il nostro sistema immunitario per garantirci la salute.

E la scelta del nostro cibo è fondamentale per la salute.

In determinate circostanze, potrebbe essere indicato assumere antibiotici. Chiaramente, su indicazione del medico.

Spesso, agli antibiotici, vengono abbinati i cosiddetti “fermenti lattici“. Nome alquanto improprio per definire microrganismi probiotici. Improprio perché non tutti i probiotici in realtà sono lattici, ovvero non tutti hanno un metabolismo fermentativo con produzione di acido lattico.

Generalmente, tali probiotici sono ceppi batterici assunti con la finalità di riequilibrare la flora batterica intestinale colpita dall’azione dell’antibiotico.

Essendo batteri, saranno essi stessi colpiti dall’azione dell’antibiotico. Insomma, un po’: “metti la cera, togli la cera“. Ed è così che

Ogni mattina un fermento lattico si sveglia e sa che dovrà correre più veloce  dell’azione dell’antibiotico. Altrimenti, verrà ucciso.

Durante una terapia antibiotica, sarebbe decisamente più saggio, piuttosto, ricorrere a probiotici che non siano batteri, quanto piuttosto lieviti.

Un lievito probiotico molto interessante è ad esempio il Saccharomyces boulardii, utile per il riequilibro della microflora intestinale.

Sappiamo che c’è anche una demonizzazione dei lieviti. Molto probabilmente a causa delle sempre più frequenti disbiosi fungine: ma queste derivano da una alimentazione ricca di zucchero e cibi raffinati, che incrementano il metabolismo fermentativo alcolico dei lieviti, per l’appunto.
A discapito del metabolismo fermentativo lattico dei batteri che invece si nutrono di fibra solubile (quella che manca nella dieta di gran parte delle persone).

Il Saccharomyces boulardii, essendo un lievito, dunque, non viene inibito dall’azione degli antibiotici, che sono farmaci ad attività antibatterica. Risulta dunque molto interessante anche durante una terapia antibiotica.

Favorisce il ripristino del normale ecosistema intestinale, agevolando inoltre la produzione di vitamine del gruppo B.

E’ in grado di contrastare la proliferazione di ceppi di altri lieviti dannosi (in particolare la candida)

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Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.


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