“Se impastate il pane con indifferenza, ne avrete un pane amaro che può saziare solo a metà la fame dell’uomo”
Khalil Gibran, Il Profeta

Simbolo di cultura e frutto di lavoro (“guadagnarsi il pane”), ma anche di condivisione e relazioni sociali (quando le famiglie o il vicinato si riunivano per la cottura in forni comuni). Segno di distinzione di ceto sociale o di celebrazioni: pane di frumento per i ricchi (o per le feste e offerte nei templi, come ad esempio nella cultura alimentare degli antichi egizi), pane scuro (da cereali minori) per i poveri.

Il pane è un elemento essenziale per la vita dell’essere umano. E’ un dono della terra che ci nutre. Ricco di significati e di cultura. Legato a valori, tradizioni, riti. Simbolo di morte, ma anche di rinascita e vita: il chicco che viene messo sotto terra (muore) per germinare e nascere a nuova vita (“una spiga metterò e tanti chicchi ti darò” recita anche una filastrocca di Arpalice Cuman Pertile), fornendoci sostentamento.

Ci sono note magiche intorno alla panificazione, che possiamo individuare nelle incisioni sulle pagnotte fatte prime di essere infornate: gesti che possono veicolare messaggi e significati simbolici.

Non si hanno notizie precise su quando l’essere umano abbia cominciato a produrre e consumare il pane. Già gli antichi egizi e babilonesi erano in grado di produrre il pane lievitato (con un avanzo di pasta del giorno precedente: forse gli albori del lievito madre). E la civiltà occidentale si è evoluta assieme a questo alimento, che ha caratterizzato periodi storici. Nel nostro Paese è immancabile con le varie declinazioni che caratterizzano i profumi e i sapori regionali.
Nel tempo, e in particolare nell’ultimo secolo, grazie al miglioramento genetico e alle nuove tecniche di molitura, il pane ha subito profondi cambiamenti. Quello che consumiamo oggi è ben diverso da quello che preparavano i nostri nonni, o meglio ancora i nostri bisnonni. Questo sia per qualità organolettiche, sapori e aromi, sia per valori nutrizionali. C’è stata una tendenza verso pani sempre più “raffinati” e con ingredienti sempre più “sofisticati” (inversamente proporzionali alle qualità nutrizionali).

Simbolo di appartenenza e di evoluzione culturale, il pane è stato per millenni una importante fonte di nutrimento: anche secondo la dietetica antica è un alimento con un perfetto equilibrio nutrizionale.

Le proprietà salutistiche e nutrizionali del pane dipendono dalla materia prima utilizzata (varietà di frumento), ma anche dai processi di trasformazione/raffinazione.

Tornare ad un pane fatto con lievito madre e grani antichi non industrialmente raffinati ci permette di riappropriarci del nostri tempi. Impastare il pane in casa, come facevano i nostri avi, usando le mani e sporcandoci di farina, può trasmettere energia all’impasto, fornendoci un anti stress naturale, donandoci l’opportunità di lasciare andare le nostre tensioni.

Possiamo tornare ad assistere alla magia della lievitazione, imparando ad aspettare e godendo del miracolo dell’attesa. Facendoci inebriare dai profumi del pane appena cotto e la percezione di sapori antichi.

La panificazione potrebbe trasformarsi anche in un rito e un momento conviviale come avveniva nel passato.

Inoltre, preferendo le varietà “antiche” possiamo contribuire a favorire l’economia locale e tutelare la biodiversità.
In Italia, del resto, ci sono tanti piccoli produttori che li stanno riscoprendo e valorizzando.

(Ph Maria de Tullio)



Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.

Dopo una pluriennale esperienza in aziende multinazionali, decido di cambiare vita per ritrovare me stessa. Lascio la carriera per tornare alla natura, ad una vita semplice. Intraprendo quindi gli studi di Naturopatia. Affascinata dalla Medicina Tradizionale Cinese, proseguo con il percorso di Shiatsu, approfondendo successivamente i principi energetici del cibo attraverso lo studio e la pratica dell’Alimentazione Naturale Macrobiotica, in Italia e all'estero. Per migliorare le tecniche di cucina, seguo i corsi di Alta Cucina Naturale presso il Joia Academy, fondata dal maestro Pietro Leemann. Coautrice dei libri Il Cibo della Gratitudine e Medicina da Mangiare, ho collaborato alla stesura del libro Medicina da Mangiare di Franco Berrino, curando la parte relativa alla prevenzione e contribuendo con numerose ricette di “Cibo Medicina”. Ho fondato questo blog http://www.ilcibodellasalute.com allo scopo di divulgare uno stile di vita sano, consapevole e sostenibile. Cuoca (insieme a mio marito Claudio Grazioli) e Docente di Alimentare Naturale Macrobiotica e MTC presso l'Associazione Chicco di Riso, gestisco (insieme a Claudio) il B&B Il B&B Il Melograno Nano, a Barga (LU). Conduco corsi teorici e pratici su tutto il territorio nazionale (e anche all'estero), fornendo suggerimenti e ricette sull'alimentazione, allo scopo di sensibilizzazione e promuovere la cultura del cibo sano e della sostenibilità ambientale. Cerco di approfondire costantemente le tematiche dell'alimentazione, attraverso lo studio di Alimentazione e Gastronomia (a livello universitario: sto studiando per diventare anche Nutrizionista) e Alimentazione Energetica (Dietetica in Medicina Tradizionale Cinese). Il mio sogno? Poterci avviare verso una Consapevolezza, ovvero la via per ritrovare noi stessi, per vivere in armonia con la natura, imparando ad essere artefici della nostra vita e del nostro destino. Per essere in salute, liberi, felici.