C’era una volta la macrobiotica che parlava di giudizio supremo (o meglio livelli di consapevolezza). Un giudizio libero dal giudizio. Il più alto livello di giustizia, basato sul rispetto e su sentimenti come la Gratitudine.
Parlava di condivisione, sinergia, armonia.

Poi arrivò l’ego… E nacquero le divisioni, la competizione, le invidie, le gelosie.

C’era una volta la macrobiotica… che insegnava la felicità, la libertà.
Una visione che partiva dal cibo per ritrovare l’equilibrio nel microcosmo e nel macrocosmo.
Una scelta del cibo basata non su una sorta di divinazione, come riporta Wikipedia, ma su un approccio consapevole, etico, sostenibile. Il che ci porterebbe a scegliere cibo vero, coltivato senza aggiunta di prodotti di sintesi, come natura crea, non trattato industrialmente, di stagione, del proprio clima.
Quel cibo che l’essere umano ha mangiato per millenni, prima che arrivasse l’industria a cambiare le nostre abitudini, rendendole talmente strane da pensare che mangiare cibo vero sia una forma di misticismo.

Una guida all’equilibrio e alla salute che è stata poi confermata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Al di là di ogni divinazione.

Poi arrivò l’ossessione.
Quella che si fa dettare dalla mente più che dal cuore.
Quella che crea delle regole tali per cui il riso a chicco lungo solo in estate e quello a chicco tondo solo in inverno.
Quella che crea demoni Yin, tale da bandire i pomodori e continuare a yanghizzarsi di ume-sho-kuzu. A tal punto da rischiare di andare verso lo squilibrio opposto e diventare rigidi, intolleranti, aggressivi, intransigenti.

C’era una volta la macrobiotica…
La filosofia che credeva che un mondo di pace e amore fosse possibile…

Un augurio che finisca il tempo per l’ego. Finisca il tempo del giudizio e dell’estremismo che si trasforma in integralismo delirante e che trionfi la ricerca dell’equilibrio.
Quell’equilibrio dove Yin e Yang vivono in armonia e si trasformano a vicenda.
Quell’equilibrio che nasce dal nutrimento profondo, coltivando sentimenti come Amore e Gratitudine.
Quell’equilibrio che nasce dall’incontro con il lato luminoso del nostro Io.



Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.

Dopo una pluriennale esperienza in aziende multinazionali, decido di cambiare vita per ritrovare me stessa. Lascio la carriera per tornare alla natura, ad una vita semplice. Intraprendo quindi gli studi di Naturopatia. Affascinata dalla Medicina Tradizionale Cinese, proseguo con il percorso di Shiatsu, approfondendo successivamente i principi energetici del cibo attraverso lo studio e la pratica dell’Alimentazione Naturale Macrobiotica, in Italia e all'estero. Per migliorare le tecniche di cucina, seguo i corsi di Alta Cucina Naturale presso il Joia Academy, fondata dal maestro Pietro Leemann. Coautrice dei libri Il Cibo della Gratitudine, ho collaborato alla stesura del libro Medicina da Mangiare di Franco Berrino, curando la parte relativa alla prevenzione e contribuendo con numerose ricette di “Cibo Medicina”. Ho fondato questo blog http://www.ilcibodellasalute.com allo scopo di divulgare uno stile di vita sano, consapevole e sostenibile. Cuoca (insieme a mio marito Claudio Grazioli) e Docente di Alimentare Naturale Macrobiotica e MTC presso l'Associazione Chicco di Riso, gestisco (insieme a Claudio) il B&B Il B&B Il Melograno Nano, a Barga (LU). Conduco corsi teorici e pratici su tutto il territorio nazionale (e anche all'estero), fornendo suggerimenti e ricette sull'alimentazione, allo scopo di sensibilizzazione e promuovere la cultura del cibo sano e della sostenibilità ambientale. Cerco di approfondire costantemente le tematiche dell'alimentazione, attraverso lo studio di Alimentazione e Gastronomia (a livello universitario: sto studiando per diventare anche Nutrizionista) e Alimentazione Energetica (Dietetica in Medicina Tradizionale Cinese). Il mio sogno? Poterci avviare verso una Consapevolezza, ovvero la via per ritrovare noi stessi, per vivere in armonia con la natura, imparando ad essere artefici della nostra vita e del nostro destino. Per essere in salute, liberi, felici.