I dolcificanti non calorici (saccharina, aspartame, sucralosio, stevia e gli altri) potrebbero interferire con il microbiota intestinale, con potenziali implicazioni a lungo termine sul rischio cardiometabolico.

È quanto riporta una recente review pubblicata su Current Atherosclerosis Reports (PMID: 42347889).

Una meta-analisi di studi clinici randomizzati (RCT) in cui i ricercatori hanno confrontato i dolcificanti non calorici (NNS) con controlli anch’essi privi di calorie (ad esempi acqua) suggerisce che gli NNS abbiano effetti dannosi sull’omeostasi glucosio-insulina, inclusi l’insulina a digiuno, l’HbA1c (emoglobina glicata). Ciò poteebbe essere attribuibile agli effetti sulla composizione e sul potenziale funzionale del microbiota intestinale.

L’insieme delle evidenze supporta il potenziale rischio a lungo termine di malattie cardiometaboliche associato all’assunzione di NNS e gli effetti dannosi a breve termine degli NNS sulla glicemia.

Futuri studi clinici sugli effetti fisiologici e sui meccanismi molecolari rafforzeranno le interpretazioni e le inferenze causali. Dato il potenziale di danno, è necessaria cautela nell’uso di NNS.

Ne parliamo nel prossimo libro 📕 su colesterolo e microbiota.


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