Nel sangue, il gomasio neutralizza l’acidità e scaccia la stanchezza. Nutre e rafforza il sistema nervoso. Il suo uso quotidiano rafforza l’organismo, aiutando a prevenire le malattie.

Può essere usato in caso di mal di testa, nausea, vomito, mal di mare o macchina, dolori mestruali o mal di denti.

Dove lo troviamo? La cosa migliore è autoprodurselo. In questo modo, potrete calibrare le dosi (il rapporto gomasio-sale marino integrale) in maniera tale da adattarlo alle vostre esigenze (condizioni) e alla stagione. Inoltre, preparato al momento, sarà più fresco, energetico e buono!
E il profumo dal quale verrete avvolti durante la preparazione sarà inebriante!

Una volta preparato, andrebbe conservato in un barattolo, in un luogo fresco e asciutto, e consumato nel giro di una settimana.

Cos’è il gomasio?
E’ un condimento preparato con semi di sesamo (goma) e sale (shio). I semi di sesamo e il sale vengono tostati in maniera separata: infatti i tempi di tostatura sono diversi. Vengono poi schiacciati in un mortaio apposito zigrinato (suribachi), che potete trovare nei negozi di alimenti biologici-macrobiotici, oppure acquistare on line.

E’ impossibile preparare il gomasio senza suribachi. Un macinino da caffè, specie se elettrico, non dà dei risultati altrettanto buoni. In tal caso, non avrà gli effetti sopra descritti, perdendo le sue qualità “magiche” energetiche.

In Occidente lo abbiamo conosciuto grazie alla Macrobiotica.

Preparazione del gomasio
Si tostano i semi di sesamo. La tostatura deve essere leggera, fatta in una padella preferibilmente di acciaio, a fondo spesso. Questo, per evitare la formazione di un gusto amarognolo sgradevole. Il modo migliore, per non bruciare il sesamo, è quello di bagnarlo: assorbe così umidità ed è meno facile che bruci durante la tostatura.

Quindi, bagniamo i semi di sesamo (li laviamo in un colino) e li mettiamo in  padella, inizialmente a fiamma alta, poi (quando vediamo che si sono asciugati), abbassiamo leggermente la fiamma.

I semi di sesamo vanno mescolati continuamente nella padella, altrimenti si bruciano. Saranno pronti quando, utilizzando un cucchiaio d’acciaio, non rimarranno più attaccati allo stesso. Possiamo verificare anche con il metodo macrobiotico tradizionale: se, schiacciando un seme tra due dita, questo si sfarina, allora è pronto.

Trasferite i semi di sesamo tostati in un altro contenitore (freddo) per farli raffreddare.

Come sappiamo dalla Macrobiotica, il sale è l’alimento più Yang. L’energia Yang è quella maschile, più aggressiva di quella femminile (Yin).
In una visione romantica, possiamo pensare al femminile che accoglie il maschile in un magico abbraccio: i semi di sesamo, che, tostati, diventano  più friabili e si aprono più facilmente quando vengono schiacciati nel mortaio, per accogliere il sale e renderlo meno aggressivo.

Il risultato sarà un effetto bilanciato: nella Macrobiotica, il fine è sempre l’equilibrio! Effetto che non sarà possibile utilizzando un macinacaffè.

Si tosta il sale (assicuratevi che sia sale marino integrale!). In realtà, il sale lo si riscalda solo leggermente: è sufficiente metterlo in una padella a fuoco vivo e girarlo, in maniera tale che perda tutta la sua umidità (diventa leggermente grigio). Basta un minuto: il tempo necessario per farlo asciugare.

Passiamo alla fase magica: quella in cui schiacciamo i semi di sesamo e il sale marino integrale.

Mettiamo i semi di sesamo e il sale tostati nel suribachi e, utilizzando un pestello di legno, ruotando in senso orario, schiacciamo il sesamo: questo permette di aprire i semi di sesamo e far penetrare il sale.

Continuiamo, quindi, l’azione lentamente e respirando bene (diventa una forma di meditazione!), schiacciando e ruotando, evitando di esercitare troppa pressione.

Nella preparazione del gomasio, vi suggerisco di sedervi comodamente, mettere il suribachi tra le gambe, rilassarvi e vivere questo momento. Il gomasio è terapeutico, già da questa fase!

Quando sarà pronto? Quando i semi di sesamo risulteranno aperti per circa l’80% (ovvero, quando saranno stati sbriciolati per la maggior parte).

Finora non abbiamo parlato delle quantità! Quanto occorre di semi di sesamo? E quanto di sale? Questo dipende!

Dosi: rapporto semi di sesamo-sale marino integrale
Per la preparazione del gomasio, il rapporto sale – sesamo può variare: dipende dalla nostra condizione e dalla stagione.

Se lo vogliamo utilizzare come condimento, possiamo utilizzare un rapporto 1 a 18-20 (1 cucchiaio di sale e 18-20 di sesamo).

Se siamo in una condizione Yin (siamo deboli, raffreddati, ecc) possiamo ridurre la quantità di sesamo (Yin), fino ad un rapporto 1:10. Questo diventa un rimedio molto Yang.

Se siamo in una condizione Yang (indurimenti, accumuli, rigidità, ipertensione arteriosa, ecc), possiamo ridurre la quantità di sale (Yang) e arrivare ad un rapporto 1:30 o anche 1:40.

Analoghe considerazioni possiamo farle in funzione della stagione, utilizzando meno sale quando fa caldo (rapporto 1:25) e meno sesamo quando fa freddo (1:15-18).

Considerate che il gomasio che trovate in vendita già pronto è piuttosto Yang: solitamente ha un rapporto 1:10.

Come utilizzare il gomasio
Come abbiamo detto, possiamo utilizzarlo come condimento, al posto del sale: questo ci permetterà di assumere meno sale. Possiamo condire le insalate, oppure utilizzarlo su pasta o, meglio, riso integrale. Quasi a mo’ di formaggio! Il sesamo è, di fatto, ricchissimo di calcio e, a differenza del formaggio, non ce lo sottrae!

Se lo uniamo al riso integrale e lo inforniamo otteniamo delle crocchette buonissime.

Nel video seguente vediamo il Prof. Berrino, già Direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano che ci parla del gomasio e ci mostra come si prepara.

 



Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.

Dopo una pluriennale esperienza in aziende multinazionali, decido di cambiare vita per ri-trovare me stessa. Lascio la carriera per tornare alla natura, ad una vita semplice. Intraprendo quindi gli studi di Naturopatia. Affascinata dalla Medicina Tradizionale Cinese, proseguo con il percorso di Shiatsu, approfondendo successivamente i principi energetici del cibo attraverso lo studio e la pratica dell’Alimentazione Naturale Macrobiotica, in Italia e all'estero. Per migliorare le tecniche di cucina, seguo i corsi di Alta Cucina Naturale presso il Joia Academy, fondata dal maestro Pietro Leemann. Coautrice dei libri Il Cibo della Gratitudine e Medicina da Mangiare, collaboro attivamente con La Grande Via, l’associazione fondata dal Dottor Franco Berrino. Ho fondato questo blog IlCibodellaSalute.com allo scopo di divulgare uno stile di vita sano, consapevole e sostenibile. Cuoca e Docente di Alimentare Naturale Macrobiotica e MTC presso l'Associazione Chicco di Riso, gestisco il B&B Il Melograno Nano, a Barga (LU). Conduco corsi teorici e pratici su tutto il territorio nazionale (e anche all'estero). Cerco di approfondire costantemente le tematiche dell'alimentazione, attraverso lo studio di Alimentazione e Gastronomia (a livello universitario) e Alimentazione Energetica (Dietetica in Medicina Tradizionale Cinese). Il mio sogno? Poterci avviare verso una Consapevolezza, ovvero la via per ritrovare noi stessi, per vivere in armonia con la natura, imparando ad essere artefici della nostra vita e del nostro destino. Per essere in salute, liberi, felici. Questo il fine: far si che il messaggio diventi virale. Per un mondo migliore!

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