Nel mio libro “Questa non me la mangio” leggiamo
“L’azione della cannella è simile a quella della metformina (Farmaco orale utilizzato nel trattamento del diabete mellito di tipo 2), ovvero aumenta la sensibilità all’insulina, favorendone l’azione a livello dei tessuti bersaglio.
Sembrerebbe, infatti, che la cannella faciliti l’ingresso del glucosio ematico nelle cellule e la sua utilizzazione da parte delle stesse [PMID: 37818728].
Nello specifico, la cannella favorisce la traslocazione del trasportatore del glucosio GLUT4 sulla membrana plasmatica, incrementando la captazione del glucosio.
In altre parole, agevola la funzione dell’insulina che funge da chiave per aprire le porte per l’ingresso del glucosio nelle cellule. La porta è proprio il trasportatore GLUT4 che, per far entrare il glucosio nelle cellule deve essere trasferito sulla superficie della cellula stessa (ovvero sulla membrana plasmatica).
A seguito dell’ingresso del glucosio dal sangue alle cellule, si ridurranno i livelli di glucosio ematico. Per questo si dice che la cannella funziona come ipoglicemizzante”.
La cannella può curare il diabete?
Se si cercano rimedi magici… ma sappiamo che non esistono. Dal diabete t2 ci può essere remissione… cambiando dieta, seguendo una alimentazione antinfiammatoria con cereali intgegrali, legumi, verdura.
In un’intervista, un medico ha parlato di una riduzione di 20 ml per la glicemia. Che vuol dire? NULLA!!
La glicemia (il livello di glucosio nel sangue) si misura in mg/dl. Ovvero andiamo a vedere quanti millligrammi di glucosio ci sono in 1 decilitro di sangue. Quindi 20 ml è un’espressione del tutto non significativa per la misurazione della glicemia.
La cannella può ridurre i valori ematici di emoglobina glicata?
In realtà no. Non vi sono effetti significativi sull’emoglobina glicata (che ci racconta l’andamento della glicemia negli ultimi 3 mesi).
Una meta analisi di studi randomizzati controllati ha concluso che la cannella non ha modificato significativamente i livelli sierici di insulina (PMID: 37818728).
La cannella ha effetti collaterali?
Nella stessa intervista, il medico dice di no. Ma non è proprio così.
Va considerato che in caso di terapia anticoagulante non è opportuna la varietà Cassia (più ricca in cumarina, composto che, ad alti dosaggi, può avere un effetto epatotossico, ovvero nocivo per il fegato).
E’ invece preferibile la cannella di Ceylon, con un contenuto trascurabile di cumarina. E’ una varietà di cannella più pregiata, detta anche “vera cannella”.
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