Talvolta sento cardiologi che, in caso di ipercolesterolemia, suggericono di “ELIMINARE” la frittuta.

Quando la frittura è fatta con una pastella di sola acqua e farina (senza l’aggiunta di uovo) risulta del tutto priva di colesterolo. In realtà non solo la frittura non apporta colesterolo ma può addirittura contribuire a farlo diminuire, andando a stimolare l’unica via metabolica che possediamo per eliminarlo: ovvero la produzione e secrezione di bile.

I sali biliari che la compongono, infatti, sono prodotti a partire dal colesterolo; quando mangiamo una frittura il fegato riceve un potente stimolo a secernere bile nell’intestino; di questa, una parte verrà riassorbita, e un’altra sarà eliminata con le feci, contribuendo così alla rimozione di una quota di colesterolo”, si legge sul Gambero Rosso.

In realtà, in questo estratto c’è la falsa credenza che il colesterolo alimentare possa incidere sui livelli di LDL.
Nel mio libro leggiamo il colesterolo alimentare incide solo per il 30%. Oltretutto, dei 300 mg di colesterolo introdotto con gli alimenti, è probabile che ne venga assorbito soltanto il 50% (l’assorbimento è influenzato dalla nostra alimentazione)“.

Ovviamente, la frittura la facciamo in tempura (a immersione), utilizzando esclusivamente olio evo, che ha tanti vantaggi per la salute per la salute. Ad esempio, gli acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi presenti nell’olio evo contribuiscono ad abbassare i livelli delle LDL (colesterolo cattivo). Certo, però, non fa miracoli, Quindi, non pensate che la frittura possa essere la soluzione per il colesterolo alto!

D’altro canto, come riporto nel mio libro, l’olio cotto svolge un’efficace azione coleretica e colagoga, attivando le cellule epatiche (epatociti). In parole semplici, stimola sia la produzione di bile da parte del fegato sia la contrazione della cistifellea favorendo lo svuotamento della bile e il flusso biliare verso l’intestino (duodeno).

In questo modo, oltre a prevenire i calcoli biliari, ci permette anche di eliminare dal corpo tossine liposolubili, favorendo un percorso depurativo.

E poi vi propongono il detox con i beveroni che contengono zuccheri liberi, in particolare fruttosio che invece può favorire la condizione di fegato grasso….


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