Sono anni che lo sappiamo. E abbiamo sempre più evidenze scientifiche… la vitamina D non è solo per le ossa!!
Livelli ematici bassi di vitamina D sono associati a un aumento del rischio di tumori tra cui cancro al seno, al colon, al polmone, al linfoma, al pancreas, alle ovaie e alla prostata.
La maggior parte degli studi randomizzati e controllati che utilizzano dosi appropriate di vitamina D hanno suggerito che il miglioramento dello stato della vitamina D riduce il rischio di diversi tumori.
Quella che dosiamo nel sangue è la 25(OH)D3 (prodotto da fegato a partire dal colecalciferolo) che poi il rene trasforma in 1,25(OH2)D3 (calcitriolo) ovvero l’ormone che controlla i nostri geni.
Ma il 25(OH)D3 può entrare in un’ampia varietà di cellule nel corpo ed essere convertito in calcitriolo.
Il metabolita attivo (calcitriolo) riduce notevolmente la proliferazione cellulare, in particolare delle cellule maligne che hanno un recettore della vitamina D.
Ha anche azione anti-angiogenica e pro-apoptotica e svolge anche un ruolo nel ridurre la crescita e la diffusione delle cellule maligne.
Pertanto, il miglioramento dello stato della vitamina D con un’esposizione solare ragionevole, l’integrazione di vitamina D e l’ingestione di alimenti contenenti vitamina D è una strategia ragionevole per ridurre il rischio di tumori maligni.
PMID: 29159099
P.S. Per valori bassi di vitamina D si intende inferiori a 45 ng/ml.
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