E’ dall’India e dalla Cina che lo zucchero (quello integrale vero per intendersi, e non il grezzo raffinato) approda prima in Medio Oriente.

Siamo nel Medio Evo, quando arriva anche in “Europa”. Nel XIV secolo vi erano già delle ricette… Ma era un ingrediente presente unicamente nella cucina delle classi ricche.

1492: Colombo scopre l’America. E ammirando questa sconfinata terra pensa: “Qui ce famo piantagioni!!!!”.

E fu così che lo zucchero viene portato nel Mondo Nuovo. Ma serviva chi lavorasse in queste piantagioni: ci pensò la Tratta atlantica degli schiavi africani, con mano d’opera a costo nullo… o quasi.

Una maggiore offerta di questo ingrediente fece si che il costo diventasse più “accessibile”. Non si aspettò molto prima che il suo consumo triplicasse. Siamo tra il XVII e XVIII sec.

Ma poi arriva Napoleone e dice basta!!! Aveva a cuore la salute, vi chiederete voi? Macché, semplicemente impose blocchi navali sullo zucchero d’oltreoceano, incentivando piuttosto la produzione di zucchero bianco.
Si perché, nel frattempo, un chimico tedesco ed il suo allievo ottennero il “sale” bianco, non dal mare, bensì dalla barbabietola.

Ed ecco che nacque la prima raffineria… non di petrolio, ma di saccarosio. Un processo chimico un po’ laborioso… ma in compenso non ci fu più commercio degli schiavi.

Il prezzo dello zucchero, prima elemento di distinzione sociale, scese e se ne diffuse l’utilizzo.

Nel 1912, il dentista Boesler fa presente che con questo zucchero “sono arrivate malattie del tutto nuove. L’alcol consumato per migliaia di anni non ha causato la stessa degenerazione di un’intera razza…”

Per incentivare la sua diffusione, si inventarono la favoletta che faceva bene al cervello. Peccato che più cresceva il suo consumo, maggiore era la sofferenza per il cervello.

Ma la storia non finisce qui.
Oggi se ne fa un grande abuso.
E oltre al cervello, ad andare in fumo è anche la salute...



Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.

Dopo una pluriennale esperienza in aziende multinazionali, decido di cambiare vita per ritrovare me stessa. Lascio la carriera per tornare alla natura, ad una vita semplice. Intraprendo quindi gli studi di Naturopatia. Affascinata dalla Medicina Tradizionale Cinese, proseguo con il percorso di Shiatsu, approfondendo successivamente i principi energetici del cibo attraverso lo studio e la pratica dell’Alimentazione Naturale Macrobiotica, in Italia e all'estero. Per migliorare le tecniche di cucina, seguo i corsi di Alta Cucina Naturale presso il Joia Academy, fondata dal maestro Pietro Leemann. Coautrice dei libri Il Cibo della Gratitudine, ho collaborato alla stesura del libro Medicina da Mangiare di Franco Berrino, curando la parte relativa alla prevenzione e contribuendo con numerose ricette di “Cibo Medicina”. Ho fondato questo blog http://www.ilcibodellasalute.com allo scopo di divulgare uno stile di vita sano, consapevole e sostenibile. Esperta di cucina macro-mediterranea, cucino (insieme a mio marito Claudio Grazioli) ed offro supporto per chi voglia migliorare il proprio benessere attraverso l'alimentazione. Sono Docente di Alimentare Naturale Macrobiotica e MTC presso l'Associazione Chicco di Riso, gestisco (insieme a Claudio) il B&B biologico Il Melograno Nano, a Barga (LU). Conduco corsi teorici e pratici su tutto il territorio nazionale (e anche all'estero), fornendo suggerimenti e ricette sull'alimentazione, divulgando uno stile di vita sano e gustoso, allo scopo di sensibilizzare e promuovere la cultura del cibo sano e della sostenibilità ambientale. Cerco di approfondire costantemente le tematiche dell'alimentazione, attraverso lo studio di Alimentazione e Gastronomia (a livello universitario) e Alimentazione Energetica (Dietetica in Medicina Tradizionale Cinese). Il mio sogno? Poterci avviare verso una Consapevolezza, ovvero la via per ritrovare noi stessi, per vivere in armonia con la natura, imparando ad essere artefici della nostra vita e del nostro destino. Per essere in salute, liberi, felici.