Facciamo attenzione ai fuffa guru della rete. Ci allontano dalla salute. Verdura e frutta non ci avvelenano. Andrebbero mangiati ogni giorno.
Una recente meta-analisi e revisione sistematica (pubblicata su Advances in Nutrition nel 2023) ha valutato l’associazione tra il consumo a lungo termine di 10 gruppi di alimenti e la mortalità cardiovascolare.
E’ emerso che un consumo a lungo termine di cereali integrali, frutta e verdura, frutta secca ha ridotto significativamente la mortalità cardiovascolare.
Un incremento nel consumo giornaliero di cereali integrali è stato associato a una riduzione del rischio di mortalità cardiovascolare (-4% a fronte di ogni incremento di 10 gr). Per quanto riguarda i legumi, ogni aumento di 10 gr nella loro assunzione settimanale è risultato associato a una riduzione dello 0,5% della mortalità cardiovascolare.
Al contrario un incremento nel consumo giornaliero di carne rossa/lavorata è stato associato a un aumento di tale rischio (+1,8% ad ogni aumento di 10 gr).
Un maggiore apporto di fibre alimentari è associato a un minor rischio di numerose malattie croniche, in particolare quelle cardiovascolare (ma anche cancro al pancreas e diverticolosi).
Una recente revisione sistematica ha analizzato i risultati di 80 studi clinici controllati che hanno valutato l’impatto degli interventi dietetici sulla composizione del microbiota intestinale e sui biomarcatori biologici in soggetti adulti, sia sani sia con condizioni cliniche (PMID: 41501909)
Modelli come la dieta Mediterranea, Giapponese e Coreana, le diete ipocaloriche, quelle ricche di fibre o polifenoli e le diete plant based, low fat e low protein, sono risultati associati a una maggiore abbondanza di batteri produttori di acidi grassi a catena corta o di acido lattico, insieme a una riduzione di microrganismi opportunisti potenzialmente patogeni. Al contrario, alcuni modelli dietetici, tra cui dieta Occidentale, animal-based, low FODMAP, chetogenica e gluten free, sono stati associati a una ridotta presenza di batteri produttori di acidi grassi a catena corta.
Per quanto riguarda i biomarcatori biologici, alcune delle diete associate a un profilo microbico più favorevole hanno mostrato anche una riduzione di marcatori infiammatori.
TI VA DI AIUTARMI A SOSTENERE QUESTO SITO?
Se acquisti ingredienti o libri o altro sul sito Macrolibrarsi, puoi inserie il codice partner 5496 (fase 4 del carrello), ricambiando la condivisione delle informazioni divulgate sul sito. In questo modo, puoi aiutarmi a sostenere le spese del blog.
GRAZIE!
HAI BISOGNO DI UNA CONSULENZA NUTRIZIONALE PERSONALIZZATA?
Puoi richiederla a questo link .


