Un tempo, quando bevevo circa 10 caffè al giorno, pensavo che il caffè fosse fondamentale per svegliarmi e attivarmi al mattino. Ed ecco che più ne bevevo, più in realtà mi sentivo stanca e più avevo bisogno di berne. Insomma… un circolo vizioso.

Allora, come attivarci al mattino? In realtà, molto dipende da come abbiamo dormito (la qualità del sonno è importante), da quello che mangiamo durante la giornata (in particolare la sera) e dalla colazione che facciamo.

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, il ritmo sonno-veglia è correlato all’equilibrio yin/yang del nostro organismo. Il sonno è la fase yin, di riposo, nutrimento, che genera la fase yang di attivazione, veglia. Ecco che la qualità dello Yang (veglia) può essere messo in correlazione con la qualità dello Yin (sonno).

Il ritmo sonno veglia è assicurato dall’energia wei (Wei Qi). Questa energia, durante il giorno (fase yang) scorre sulla superficie del corpo, ci difende (funzione yang) dagli attacchi esterni dell’energia perversa (le aggressioni provenienti dall’esterno). Durante la notte (fase yin), va verso l’interno, a protezione (funzione yin) dei nostri organi vitali. Al risveglio, la Wei Qi, dopo l’apertura delle palpebre, riemerge in superficie dal punto 1 del meridiano di Vescica Urinaria (si trova nel lato interno degli occhi): è così che si fa aprire gli occhi e ci permette di svegliarci al mattino.

Se la Wei Qi, durante la notte, non sarà riuscita a nutrire i nostri organi, al mattino ci sentiremo stanchi. Questo può accadere, ad esempio, se la sera mangiamo tardi e in modo abbondante: il Fegato, che gestisce la Wei Qi, sarà piuttosto impegnato nella digestione e questa energia non potrà svolgere la sua funzione Yin di nutrimento.

Ecco che è importante che la nostra cena sia parca e avvenga in un orario che ci consenta di digerire prima di andare a letto.

Come dovrebbe essere invece la colazione?
E’ bene che sia in grado attivare lo Yang. Dovrebbe essere riscaldante. Calda e cucinata. Con un sapore che possa muovere la nostra energia, come quello aromatico. Bene tonificare la nostra energia con un sapore dolce che nutre (il dolce dei cereali cucinati, come miglio, riso ecc; chiaramente non raffinati).  Meglio succo di arancia: il rischio potrebbe essere quello di spegnere lo Yang. Oltre che assumere troppi zuccheri liberi.

Al mattino dobbiamo portare l’energia che ci attiva in superficie. L’acido tiene dentro.

Cosa bere? Interessante potrebbe essere un kukicha (tè verde naturalmente senza teina) con zenzero o menta.

Cosa c’è di peggio per iniziare la giornata?
Un caffè appena alzati è sicuramente una delle scelte peggiori che possiamo fare: in tal caso, andremo ad attingere alle nostre riserve energetiche (gluconeogenesi), rischiando di dissipare le nostre energie (jing di Reni). La caffeina stimola il rilascio di adrenalina, che è la risposta “lotta o fuga”, un meccanismo di sopravvivenza che ci costringe di combattere, reagire di fronte a una minaccia. Il meccanismo di lotta o fuga elude il pensiero razionale a favore di una risposta più veloce. L’adrenalina fa aumentare i livelli di glucosio nel sangue, attingendo alle nostre riserve. Il rischio è che ad una condizione di aumento di glucosio segua un calo, con conseguente stanchezza e necessità di assumere nuovamente caffè… Ovvero ci rende schiavi. E il nostro obiettivo è vivere la nostra vita in libertà.

Quindi, se il nostro stile di vita è sano e il ritmo sonno veglia corretto, non abbiamo bisogno di eccitanti.
Terminato il lavoro di nutrimento notturno, la nostra energia di difesa al mattino ritorna in superficie e ci consente di svegliarci freschi e riposati. Se così non fosse, probabilmente stiamo abusando del nostro fegato. Oppure dissipando troppe energie… Rivedere le nostre abitudini potrebbe essere di aiuto

Buona attivazione a tutti!



Immagini prese dalla rete e RIMOVIBILI su semplice richiesta

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.


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Dopo una prima laurea in Scienze dell’Informazione e dopo una pluriennale esperienza in aziende multinazionali, decide di cambiare vita. Intraprende quindi gli studi di Naturopatia, approfondendo i principi energetici del cibo attraverso lo studio e la pratica dell’Alimentazione Naturale Macrobiotica, frequentando anche l'Istituto Macrobiotico del Portogallo, fondato da Francisco Varatojo. Segue i corsi di Alta Cucina Naturale presso il Joia Academy, fondata dal maestro Pietro Leemann. Crea il sito IlCibodellaSalute.com, allo scopo di divulgare uno stile di vita sano, consapevole e sostenibile. Consegue una seconda laurea in Scienze dell’Alimentazione e Gastronomia, proseguendo con lo studio magistrale di Nutrizione Umana. 
Coautrice del libro Il Cibo della Gratitudine, ha collaborato alla stesura del libro Medicina da Mangiare di Franco Berrino, curando la parte relativa alla prevenzione e contribuendo con numerose ricette di “Cibo Medicina”. Gestisce il B&B il Melograno Nano, a Barga (LU). Conduce corsi teorici e pratici di cucina e alimentazione.