Vi racconto una storia.
Tutto cominciò un giorno (ma forse anche prima) quando la maestra ci propose a scuola il seguente tema: “Che tipo di lavoro vi piacerebbe fare da grandi? Uno che vi dia sicurezza, o un lavoro che vi dia libertà”.
Lo svolgimento del mio tema fu: “Entrambi”. La maestra valutò il mio lavoro pienamente insufficiente, perché non avevo capito il tema: le due opzioni erano mutuamente esclusive. O sicurezza o libertà.

Io mi chiedevo: possibile che per essere liberi si debba rinunciare alla sicurezza e che se scelgo un lavoro sicuro (cosa vuol dire poi sicuro?) sarò costretta a rinunciare alla mia libertà?

Lo compresi qualche anno dopo quando cominciai a lavorare. In realtà anche prima, quando scelsi l’università. Optai per un percorso che mi potesse offrire uno sbocco lavorativo. Si, è vero! Una scelta intelligente di questi tempi. Ma cosa avrei voluto fare in realtà?

Laureata con il massimo dei voti (per giunta con lode!), cominciai subito a lavorare. E qui iniziai  a vedere il lavoro che veniva fatto su di me. Quel lavoro graduale di adeguamento agli schemi. Quel lavoro di condizionamento, iniziato anni prima già dalla società, dalla famiglia. Quell’uniformarsi a modelli che sono stereotipi e che ci allontanano dalla nostra unicità. Modelli a cui mi ero da sempre ribellata.

Si certo, il lavoro interessante. La retribuzione anche. Ma la mia vita? Incanalata nella routine. Sottostare a regole che non ti appartengono. Avevo scelto la sicurezza. Ma era solo di tipo economico. Ed era una sicurezza reale o apparente? Visto che mi allontanava da quella sicurezza che esiste solo nel profondo e che si chiama “Io sono”. Per essere ho bisogno di scegliere! E per scegliere ho bisogno di libertà. Libertà di essere me stessa.

La vita non vuol dire rinunciare a sé stessi. Ma ritrovare quella parte di noi, quella parte vera e reale da cui la società di oggi, giorno per giorno, costantemente, ci allontana.
Per darci l’illusione di una vita stabile.

Ogni tanto ripenso a quella storia. Forse è stato uno spunto di riflessione per comprendere come sia difficile, a volte, cogliere il senso della Vita.

Baci Silvia



Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.

Dopo una pluriennale esperienza in aziende multinazionali, decido di cambiare vita per ri-trovare me stessa. Lascio la carriera per tornare alla natura, ad una vita semplice. Intraprendo quindi gli studi di Naturopatia. Affascinata dalla Medicina Tradizionale Cinese, proseguo con il percorso di Shiatsu, approfondendo successivamente i principi energetici del cibo attraverso lo studio e la pratica dell’Alimentazione Naturale Macrobiotica, in Italia e all'estero. Per migliorare le tecniche di cucina, seguo i corsi di Alta Cucina Naturale presso il Joia Academy, fondata dal maestro Pietro Leemann. Collaboro attivamente con La Grande Via, l’associazione fondata dal Dottor Franco Berrino. Ho fondato questo blog IlCibodellaSalute.com allo scopo di divulgare uno stile di vita sano, consapevole e sostenibile. Cuoca e Docente di Alimentare Naturale Macrobiotica e MTC presso l'Associazione Chicco di Riso, gestisco il B&B Il Melograno Nano, a Barga (LU). Conduco corsi teorici e pratici su tutto il territorio nazionale (e anche all'estero). Il mio sogno? Poterci avviare verso una Consapevolezza, ovvero la via per ritrovare noi stessi, per vivere in armonia con la natura, imparando ad essere artefici della nostra vita e del nostro destino. Per essere in salute, liberi, felici. Questo il fine: far si che il messaggio diventi virale. Per un mondo migliore!

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