Gli uomini dell’Alta Antichità
erano osservanti della Via;
si regolavano sullo Yin/Yang…
Bevevano e mangiavano con misura
,
lavoravano e si riposavano con regolarità,
non si estenuavano in attività sconsiderate.
Potendo così mantenere l’unione del corpo e degli spiriti,
arrivavano alla fine dell’età naturale
e, centenari, se ne andavano.
Huangdi Neijing Su Wen – Capitolo 1

Il segreto per vivere a lungo? Di fatto non esiste un segreto in assoluto. La durata della nostra vita, ci insegna la Medicina Tradizionale Cinese, è determinata anche del quantitativo energetico che riceviamo all’atto della nascita. Abbiamo visto il Jing quando abbiamo parlato dei Reni: ovvero quella carica energetica che determina la quantità e qualità della nostra vita. Un’energia che non può essere nutrita, ma può essere integrata con ‘fonti alternative’ (cibo e aria) per dissiparla il meno possibile.

Quindi, se mangiamo meglio e respiriamo meglio (anche sul respiro oggi si fa molta fatica, visto che siamo spesso in apnea), possiamo contribuire a migliorare la qualità della nostra vita.

Ecco che più che vivere più a lungo, ha senso parlare di vivere meglio. Ovvero di godere appieno della nostra vita, senza sprecarla in sofferenze e lunghe malattie. Ed è questo che ci insegna la Macrobiotica, ovvero la Macros Bios: da intendersi a questo punto non tanto come lunga vita (visto che la durata della nostra vita non dipende solo da noi), quanto come GRANDE VITA.

Poco senso ha dunque parlare di Elisir di Lunga Vita. La pietra filosofale, che l’uomo ha sempre cercato, quella in grado di trasformare i metalli vili in oro, sarà quella che potrà garantire l’immortalità non tanto del nostro corpo, quanto del nostro spirito. E probabilmente potremo trovarla dentro di noi. L’oro filosofale sarà conoscenza e consapevolezza.

Ed ecco che materia e spirito sono inscindibili. Chi guarda solo alla materia e perde di vista lo spirito, probabilmente è destinato a fallire. E forse qui sta il segreto della salute.

Dunque cosa vuol dire seguire la Macrobiotica? Forse è mangiare riso integrale, zuppa di miso e umeboshi? O, come ne parla chi non la conosce, mangiare solo cibo stracotto (è evidente che questa non è Macrobiotica!)? Non esattamente. E’ qualcosa di più profondo. E’ una ricerca di equilibrio che parte dal cibo, ma si astrae dallo stesso e ci permette nel tempo di raggiungere livelli di libertà.

Importante, in questo processo, è non diventare troppo rigorosi: probabilmente è questo uno dei motivi per cui dopo qualche anno qualcuno l’abbandona oppure altri diventano troppo rigidi e schiavi delle regole. Uno dei rischi oggigiorno è l’ortoressia: è una forma di ossessione che annoda il nostro Qi, la nostra energia. Ed è essa stessa che ci può fare ammalare.

Imparare è conoscenza, cultura, consapevolezza. E la conoscenza è ciò che rimane della nostra conoscenza (come diceva spesso anche un mio professore all’università). Riuscire a fare il salto quantico per elevare il nostro giudizio…

Il che vuol dire anche riuscire a perdonare noi stessi e ad accettarci per quello che siamo: semplicemente imperfetti nella nostra perfezione… O il contrario? In ogni caso… perfettibili!

Vuol dire “mantenere l’unione del corpo e degli spiriti”.
Vuol dire ascoltarsi.
Vuol dire essere consapevoli delle nostre imperfezioni e cercare di migliorare.
Vuol dire imparare a perdonarsi e accettarsi.
Vuol dire imparare ad amarsi.

 



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Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.


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