Tante sono le ossessioni (oggi pare oltretutto amplificate)…  anche nel cibo che abbiamo mangiato per millenni.

Insomma, stando a certi approcci “dietetici”, ad oggi la razza umana dovrebbe essere già estinta. Ma a quanto pare, le patologie oggi più diffuse (quelle metaboliche) non erano tanto in voga ai tempi in cui si mangiava meglio e ci ossessionava meno.

Una delle tante ossessione è  quella delle saponine.
Si tratta di sostanze prodotte da alcune piante per difendersi da patogeni (grazie al loro sapore amaro).

Sono presenti ad esempio nei legumi (la soia ha il contenuto maggiore) e in cereali come miglio, quinoa, amaranto.
A contatto con l’acqua formano un composto schiumoso (questo grazie alla loro struttura chimica anfipatica, ovvero con una parte una parte idrofila ed una idrofoba) [1].  Abbiamo ad esempio provato ad osservare la schiuma che si forma quando si lavano le lenticchie rosse oppure il miglio?

Ci sono approcci dietetici che demonizzano i legumi o comunque i vegetali che contengono queste sostanze perché potrebbero causare
Causare emolisi ovvero lisi (rottura) dei globuli rossi. Ma questo avverrebbero se ce le iniettassimo direttamente in vena (ovvero se entrassero in contatto diretto con i globuli rossi). Attraverso l’ingestione, il nostro sistema digerente ha i mezzi (che ci ha fornito madre natura) per degradarle (come abbiamo fatto per millenni).
Aumentare la permeabilità intestinale. Questo è strato dimostrato in vitro, ma NON in VIVO [2].

Sta di fatto comunque che tali sostanze vengano neutralizzate attraverso il lavaggio prima del consumo. Oltretutto, la cottura, la germinazione, la fermentazione (nel caso di cibi fermentati ovviamente) sono in grado di abbassare il contenuto di saponine fino al 66% (come avviene del resto anche con i fitati e le lectine) [3].

Senza considerare che hanno effetti benefici sulla
riduzione del tasso ematico di colesterolo, con riduzione del rischio cardiovascolare [4] [5]. L’azione ipocolesterolemizzante dei legumi si ricollega probabilmente anche agli alti livelli di fibra. Ne consegue una riduzione dello sviluppo di patologie come sindrome metabolica e diabete di tipo 2.
Protezione contro i tumori [6], [7], [8], [9] (come avviene anche nel caso dei fitati).
Azione antiossidante [10] ed immunostimolante [11].

Come sempre, prevale la legge dell’equilibrio.
Rimane confermato che la nostra dieta mediterranea è un approccio ottimale per la salute. Purché, ovviamente sia la vera DM!

[1] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/9972256/
[2] https://www.cambridge.org/…/F3F2F8ED34358629785107BC81E99E90
[3] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15117556/
[4] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/3676181/
[5] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/2191861
[6] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11454696/
[7] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10972198/
[8] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11606030/
[9] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/7884557/
[10] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11958627
[11] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10722052/



Immagini prese dalla rete e RIMOVIBILI su semplice richiesta

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.


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