La stevia è una pianta (la Stevia rebaudiana). Il potere dolcificante è presente nelle foglie. E’ strano come le foglie siano VERDI, eppure la stevia oggi in commercio ha un colore BIANCO. Questo ci fa comprendere che ha subito processi di trasformazioni e raffinazione, che ne hanno denaturato il prodotto originario.

Dal punto di vista del sapore, quello della stevia è un sapore molto dolce, quaranta volte più dello zucchero.
Per la polvere bianca in commercio, da questa foglia verde viene estratto Il composto responsabile del sapore dolce, lo stevioside, di formula C38H60O18, che è 200 volte più dolce del saccarosio. Usato da solo, lo stevioside presenta un retrogusto che ricorda quello della liquirizia.

Ce lo propongono a CALORIE=0 e INDICE GLICEMICO=0. Peccato che la glicemia salga anche per l’intensità del sapore dolce.

Il sapore dolce, infatti, è rilevato da un recettore eterodimero composto da due subunità T1R2 e T1R3. Questa percezione avviene già in bocca (dove ci sono le papille gustative). I recettori sono comunque anche lungo il tratto gastrointestinale, nel pancreas e in altri organi. Tutte le molecole dal sapore dolce, compresi gli edulcoranti monocalorici, vengono rilevati attraverso l’attivazione di questo recettore. Questo apre le porte all’assorbimento del glucosio. Con innalzamento dei livelli di glucosio ematico.

Maggiore sarà la percezione del sapore dolce, maggiore sarà l’aumento del glucosio ematico (glicemia).

A proposito, in giro c’è anche lo zucchero di canna (che il tropicale fa tanto “in”…), chiaramente grezzo (quindi raffinato), a cui è stata aggiunta la stevia.
Perché siccome il saccarosio non è abbastanza dolce… abbiamo bisogno di amplificare la dolcezza… tanto per innalzare maggiormente la nostra glicemia.

Tanto la sindrome metabolica fa girare l’economia.

Non serve cercare disperatamente alternative allo zucchero! Quello zucchero di cui l’industria ci ha reso schiavi. Ciò che ci serve è disintossicarci da questa dipendenza… E tornare ad essere liberi…

Non credete?



Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.

Dopo una pluriennale esperienza in aziende multinazionali, decido di cambiare vita per ritrovare me stessa. Lascio la carriera per tornare alla natura, ad una vita semplice. Intraprendo quindi gli studi di Naturopatia. Affascinata dalla Medicina Tradizionale Cinese, proseguo con il percorso di Shiatsu, approfondendo successivamente i principi energetici del cibo attraverso lo studio e la pratica dell’Alimentazione Naturale Macrobiotica, in Italia e all'estero. Per migliorare le tecniche di cucina, seguo i corsi di Alta Cucina Naturale presso il Joia Academy, fondata dal maestro Pietro Leemann. Coautrice dei libri Il Cibo della Gratitudine, ho collaborato alla stesura del libro Medicina da Mangiare di Franco Berrino, curando la parte relativa alla prevenzione e contribuendo con numerose ricette di “Cibo Medicina”. Ho fondato questo blog http://www.ilcibodellasalute.com allo scopo di divulgare uno stile di vita sano, consapevole e sostenibile. Cuoca (insieme a mio marito Claudio Grazioli) e Docente di Alimentare Naturale Macrobiotica e MTC presso l'Associazione Chicco di Riso, gestisco (insieme a Claudio) il B&B Il B&B Il Melograno Nano, a Barga (LU). Conduco corsi teorici e pratici su tutto il territorio nazionale (e anche all'estero), fornendo suggerimenti e ricette sull'alimentazione, allo scopo di sensibilizzazione e promuovere la cultura del cibo sano e della sostenibilità ambientale. Cerco di approfondire costantemente le tematiche dell'alimentazione, attraverso lo studio di Alimentazione e Gastronomia (a livello universitario: sto studiando per diventare anche Nutrizionista) e Alimentazione Energetica (Dietetica in Medicina Tradizionale Cinese). Il mio sogno? Poterci avviare verso una Consapevolezza, ovvero la via per ritrovare noi stessi, per vivere in armonia con la natura, imparando ad essere artefici della nostra vita e del nostro destino. Per essere in salute, liberi, felici.