A seguito di un’intervista fatta a Novak Djokovic più di 3 anni fa in cui riportava un esempio di ciò che mangiava, qualcuno ha pensato bene di stilare una dieta, con la colazione del campione (la passeranno alla Ferrero probabilmente).

Lui lo dice chiaramente nell’intervista: al mattino ha bisogno di carboidrati, zuccheri semplici, perché si allena. Quindi fruttlati, tanta frutta e miele.
Si però lui si allena.

Poi hanno messo a pranzo: Quinoa, riso, patate e verdure varie.
A cena: Tofu, panna o zuppe.

Quindi se tutti magiassero in questo modo avremmo un esercito di persone obese, con steatosi epatica non acolica e con colesterolo alto.

E qualcuno ha avuto anche la brillante idea di mettere la dieta del campione sulla propria bacheca.. tanto per creare confusione.
In particolare i vegani, anche se non si sono accorti che c’era il miele.

Si, qualche vegano l’ha anche insultato e definito “incoerente”. Peccato che lui sia stato molto chiaro. Non ha mai definito la sua alimentazione come “vegan” (termine da lui MAI utilizzato) ma plant based, che vuol dire prevalentemente vegetale. Del resto, il suo è un approccio sostenibile, contrario agli allevamenti intensivi.

Tornando alla sua dieta, questa conferma che ad un atleta servano più carboidrati… perché brucia. Mentre la pubblicità “per chi ama brucia” non è adatta per chi fa vita sedentaria.

Certo, il campione non consuma prodotti della GDO. Da qui un approccio consapevole, con attenzione all’ambiente ed alla salute.

Per quanto riguarda la nostra dieta, come ci suggerisce il WCRF, dovrebbe essere plant based ovvero prevalentemente vegetale. Quindi, prevalentemente cereali non raffinati, legumi, verdura e POCA frutta.
Prevalentemente. Ma non esclusivamente.

Plant Based è lo stile di vita che l’essere umano ha seguito per millenni, senza cercare etichette di sorta per differenziarsi dagli altri o per definirsi migliore oppure etico (quasi che chi faccia scelte diverse sia automaticamente poco etico).

Ognuno faccia le proprie scelte. Ma senza etichette.
Considerando che per la nostra salute e quella del pianeta non è necessario fare scelte estreme. Che possono comportare carenze nutrizionali che poi è necessario integrare… e l’industria degli integratori ringrazia…


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