La vitamina B12 è presente solo in alimenti di origine animale. In natura non esistono piante o vegetali che contengano questa vitamina in modo adeguato alle esigenze dell’uomo.

Alghe, il lievito di birra, alcuni cibi non lavati e altri di origine orientale come il tempeh (derivato dai semi di soia) e il Kombucha (the cinese) contengono vitamina B12 ma in porzioni infinitesimali, dunque inutili per il fabbisogno umano, e scarsamente biodisponibile dal nostro organismo.

Chi si alimenta solo con cibi di origine vegetale incorre in pericoli alla salute causati da una carenza di questa vitamina.

Alla carenza di vitamina B12 possono essere associate patologie come Alzheimer, demenza, malattie mentali, perdita di memoria, affaticamento cronico, depressione, sclerosi multipla, autismo... oltre che anemia, malattie cardiovascolari…

Bassi livelli di vitamina B12 possono causare seri danni neurologici, anche irreversibili.

Il nostro corpo non produce la vitamina B12: ciò vuol dire che è fondamentale assumerla attraverso la dieta. Piccole quantità di B12 vengono sintetizzate dalla microflora intestinale, però a livello di intestino crasso, ossia in una porzione dove c’è scarso assorbimento (che si verifica piuttosto nell’intestino tenue). A differenza dei ruminanti, dove la fermentazione microbica avviene nei prestomaci (il rumine è uno di questi), quindi in un tratto preliminare all’assorbimento.

Ecco che è importante curare la propria alimentazione. Coloro che seguono un’alimentazione vegana sono molto a rischio e dovrebbero costantemente controllare i livelli di questa vitamina ed eventualmente integrare. Specie per le donne in gravidanza: una sua carenza può essere molto pericolosa per il nascituro.

Ma anche chi non è vegano potrebbe essere a rischio. Per cui, una dieta antinfiammatoria ed equilibrata rimane molto importante. Infatti, alterazioni della flora batterica intestinale potrebbero comprometterne l’assorbimento. Questo vuol dire basare la nostra alimentazione prevalentemente su cereali non industrialmente raffinati, verdure di stagione (non le patate), legumi e poca frutta (compresa quella oleosa). Prevalentemente vegetale. Ma non esclusivamente. Preferendo pesce pescato di taglia piccola.

Anche i medicinali possono influenzare i livelli di questa vitamina: ad esempio antiacidi. Infatti, L’acidità gastrica è importante per l’assorbimento della vitamina. Oppure chi assume Metformina (ad esempio i diabetici si ammalano di più di Alzheimer).

Si osserva una carenza anche in chi ha subito una gastrectomia o in chi ha una infiammazione della mucosa gastrica  (la vitamina B12 non viene assorbita se manca il fattore intrinseco, una glicoproteina secreta dalla mucosa gastrica)

Il consumo di caffè può ridurre i livelli di vitamina B12: chi beve quattro o più tazze di caffè al giorno produce una riduzione dei livelli di vitamine B12, rispetto a coloro che non bevono caffè.

Seguire una dieta mediterranea (quella vera!) ci può aiutare a mantenere i valori nella norma e a conservare la salute (anche mentale).

👉 Leggi l’articolo su questa vitamina http://www.ilcibodellasalute.com/vitamine-del-gruppo-b-quali-cosa-servono-si-trovano/



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Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.

Dopo una prima laurea in Scienze dell’Informazione e dopo una pluriennale esperienza in aziende multinazionali, decide di cambiare vita per ritrovare se stessa. Intraprende quindi gli studi di Naturopatia. Affascinata dalla Medicina Tradizionale Cinese, proseguo con il percorso di Shiatsu, approfondendo i principi energetici del cibo attraverso lo studio e la pratica dell’Alimentazione Naturale Macrobiotica. Fonda il sito IlCibodellaSalute.com, allo scopo di divulgare uno stile di vita sano, consapevole e sostenibile. Segue i corsi di Alta Cucina Naturale presso il Joia Academy, fondata dal maestro Pietro Leemann. Consegue una seconda laurea in Scienze dell’Alimentazione e Gastronomia. Coautrice dei libri Il Cibo della Gratitudine, ha collaborato alla stesura del libro Medicina da Mangiare di Franco Berrino, curando la parte relativa alla prevenzione e contribuendo con numerose ricette di “Cibo Medicina”. Gestisce il B&B il Melograno Nano, a Barga (LU). Conduce corsi teorici e pratici di cucina e alimentazione.