Sul tema del dimagrire, sono sempre in molti a cimentarsi. Ogni giorno qualcuno si inventa qualcosa di nuovo.

La dieta dell’ananas, che in realtà, più che bruciare i grassi, permetterebbe di bruciare alcune proteine, in particolare quelle antiinfiammatorie, per il contenuto di bromelina. Ma, in tal caso, non converrebbe evitare di assumere queste proteine antiinfiammatorie?

La dieta iperproteica o low-carb: si suggerisce di ridurre l’apporto di carboidrati, aumentando quello proteico (con oltre il 40-50% di calorie provenienti dalle proteine). Il principio è quello (in carenza di zuccheri assunti attraverso la dieta) di costringere il corpo ad attingere alle nostre riserve di proteine e grassi. Ovvero, il nostro corpo attiva il processo di gluconeogenesi (composti non glucidici vengono convertiti in glucosio) per mantenere i valori della glicemia nella norma (omeostasi del glucosio). Questo processo ci fa si consumare le riserve di grasso immagazzinato, ma attinge anche dagli amminoacidi. Può accadere dunque di perdere peso sotto forma di massa muscolare.

Questa dieta si definisce anche dieta chetogenica, in quanto dà origine alla formazione di corpi chetonici (che si originano anche durante il digiuno), ovvero  molecole acide (rifiuti tossici che riducono anche il nostro appetito in quanto il centro ipotalamico dell’appetito si intossica) che, se prodotte in eccesso, riducono il pH ematico. Questi corpi chetonici hanno un grosso potere osmotico e, per poter essere espulsi con le urine, hanno bisogno di grandi quantitativi di acqua. Ciò può portare alla disidratazione (ecco perché si suggerisce di bere molto in tali regimi alimentari).

Le conseguenze sono un aggravio per fegato e reni, con il rischio di provocare danni. Oltretutto, un eccesso di proteine, in particolare ad alto valore biologico (quindi da fonti animali in genere. Ma un eccesso anche da fonti vegetali) è correlato ad un aumentato rischio di tumori. Sappiamo che le proteine sono costituite da amminoacidi (i mattoncini che le compongono) e tra questi ci sono alcuni amminoacidi essenziali (così detti perché è essenziale assumerli dal cibo) che, se in eccesso, possono indurre un incremento di produzione di insulina (la stessa che viene prodotta a fronte di assunzione di cibi ad alto indice glicemico). Questi amminoacidi essenziali sono valina, leucina, isoleucina, conosciuti come amminoacidi catena ramificata (BCAA).
L’aumento di insulina  può causare rischio di disordini metabolici, come diabete tipo 2, obesità. E induce anche l’attivazione dell’oncogene m-TOR, che svolge un ruolo essenziale nella proliferazione cellulare, favorendo anche la crescita di tumori.
Ecco perché il suggerimento per uno stile di vita sano è quello di non esagerare con le proteine!

Inoltre, alterano il metabolismo del calcio (ne aumentano l’escrezione attraverso le vie urinarie). Ci causano una condizione di avitaminosi (non è un caso che molte di queste diete propongono anche integratori). Possono indurre stipsi.

Le diete ad alto contenuto di proteine, ci predispongono ad ingrassare: terminato il “periodo” di dieta riprenderemo tutti i kg che avevamo perso, con gli interessi. Terminata la stessa infatti, si rischia di continuare ad introdurre molte proteine, non necessarie ad intossicare il centro dell’ipotalamo, ma sufficienti a causare una condizione di ipoglicemia (basso livello di zuccheri nel sangue), stimolando un maggior appetito e ingrassare.

Chi promuove queste diete condiziona la nostra mente, facendoci credere che i carboidrati siano dannosi per la nostra salute. Eppure il glucosio è essenziale per la vita: è la principale fonte di energia per le cellule del nostro corpo. E’ fondamentale per il funzionamento del nostro nostro cervello! Ecco perché è essenziale che il suo livello nel sangue rimanga costante. In assenza di un’adeguata assunzione attraverso la dieta, il nostro corpo metterà in atto meccanismi per riportarlo ad un livello di equilibrio. Da cui l’importanza di assumere cereali integrali: questi, uniti a verdure, legumi, semi oleaginosi ci consentiranno di assorbire i carboidrati lentamente, senza causarci sbalzi glicemici.

La corretta interpretazione di dieta

L’errore consiste sostanzialmente nella interpretazione della parola “dieta“, che viene dai più inteso come un periodo di sofferenza e privazioni, limitato nel tempo, dopo il quale è lecito riprendere a mangiare come ci pare. Non è questa la soluzione per dimagrire. In questo modo si ci continua solo a perpetrare l’oltraggio nei confronti del nostro corpo. Per poi tornare a “metterci” a dieta e dare un ulteriore colpo alla nostra salute.

Quando in realtà dieta si riferisce ad uno “stile di vita” finalizzato al mantenimento di un buon stato di salute.

Questo errore è voluto: una trovata pubblicitaria per promuovere e vendere proposte insensate, dandoci l’illusione che possano aiutarci nel nostro intento. Ma qui l’incantesimo che trasforma Cenerentola in una principessa e la zucca in una carrozza non funziona come vorrebbero farci credere. Del resto, a mezzanotte, questo svanisce e il rischio è che svanisca anche il nostro benessere fisico e psichico.

Impariamo a rispettarci

Ciò che dovremmo imparare è ad avere innanzitutto rispetto per noi stessi. Evitando di farci ingannare dai mercanti nel tempio, che non fanno sicuramente i nostri interessi.

Le insidie sono subdole e spesso ci caschiamo anche e soprattutto per pigrizia. E così semplice prendere una pillolina o un beverone, oppure “metterci a regime” per un periodo ristretto di tempo, senza pensare alle conseguenze  che ne possono derivare.

Certo, una soluzione ci sarebbe: cambiare. Ma chi ha voglia di farlo? Chi è disposto ad uscire dalla propria zona di comfort, a lasciare andare le proprie abitudini (a volte anche malsane) che ci danno in qualche modo un senso di sicurezza (seppure effimera)? La vera sicurezza è quella che si acquisisce attraverso un percorso di consapevolezza che ci porta a riprendere il controllo della nostra vita. Senza condizionamenti e paure.

Ritrovate questo mio articolo nel libro Medicina da Mangiare.


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