Uno studio dell’American Cancer Society ha evidenziato che circa il 30-38% dei tumori è riconducibile al nostro stile alimentare. Uno stile alimentare che è cambiato, sin dai primi del 1900, portando a registrare un’incidenza di tumori così alta da far si che il cancro sia una delle prime cause di morte precoce.

Dunque, circa 4 casi su 10 di tumore potrebbero essere evitati semplicemente scegliendo diversamente il nostro cibo.

Tornando a sane abitudini alimentari.

Tutto sta a capire quali siano queste sane abitudini. E districarsi nel mare magnum di confusione che c’è in giro. Il che non è facile!!!

Il tutto non si riduce nel mangiare biologico o vegano. Oppure nel mangiare in base al nostro gruppo sanguigno (mi chiedo come abbiano fatto i nostri antenati a sopravvivere senza questa conoscenza!).

E non è sensato neppure tornare ad un’alimentazione paleolitica (forse se vivessimo in caverne, senza riscaldamento, e andassimo a caccia con arco e frecce potrebbe avrebbe un senso). Visto che una delle raccomandazioni scientifiche è quella di limitare il consumo di carni rosse. Questo indipendentemente anche dal nostro gruppo sanguigno.

E non vuol dire mangiare solo crudo crudo. Già perché tra le tante cose che si sentono in giro, c’è anche quella che ci induce a credere che cotto sia uguale a cibo morto. Ma forse chi lo dice non è al corrente che sia stata la scoperta del fuoco a determinare la nostra evoluzione. Cucinare il nostro cibo ha consentito di renderlo più digeribile: è stato decisivo per lo sviluppo del nostro cervello. E’ proprio la cottura che ha permesso il balzo del genere Homo.

Senza dimenticare che la cottura rende più disponibili anche certe vitamine, come ad esempio il betacarotene (precursore della Vitamina A) nella carota.
E’ chiaro che è sensato pensare che la nostra alimentazione possa contenere cibo cotto e crudo, distribuiti in base anche al clima.

Queste sane abitudini alimentari di cui si parlava all’inizio dovrebbero essere note a tutti a questo punto. Perché sono talmente semplici da essere di facile intuizione: pensiamo a cosa si mangiava un tempo, prima dell’avvento della chimica.
Cosa hanno mangiato i nostri antenati per millenni? Non è difficile. Non servono tante teorie su diete fantascientifiche.

Non servirebbero neppure dimostrazioni scientifiche. Eppure ci sono. E ciononostante ci sono ancora persone che considerano queste solo teorie inutili.

Certo, non tutti studiano biochimica (a parte medici o biologi ad esempio). Ma le pubblicazioni scientifiche sono disponibili per tutti.

Sappiamo (e taluni dovrebbero saperlo ancora di più) che i tumori utilizzano meccanismi alternativi per produrre energia e per fare questo si nutrono di grandi quantità di glucosio: ecco che è importante mantenere bassa la glicemia (glucosio) nel sangue. E per far questo, è importante fare attenzione ai cibi ad alto indice glicemici.

E’ bene inoltre  mantenere bassa l’infiammazione. L’infiammazione è una difesa dell’organismo che stimola la proliferazione cellulare. Cosa aumenta l’infiammazione? Cibo animale (ad eccezione del pesce). Glicemia alta.

Sappiamo che un eccesso di proteine stimola la sintesi di IGF1 (insulin-like growth factor), l’ormone che promuove la proliferazione cellulare, e attiva mTOR, un gene che promuove i fattori di crescita e la proliferazione cellulare, favorendo anche la crescita di tumori. Ecco che è importante non esagerare con le proteine (indipendentemente dal nostro gruppo sanguigno).

Sappiamo anche che l’OMS ci ha messo in guardia dall’eccesso di proteine e dai cibi ad alto indice glicemico. Infatti ci suggerisce di mangiare prevalentemente cereali non industrialmente raffinati, verdure e legumi.

Ma, ripeto, queste dimostrazioni scientifiche non servirebbero neppure. Perché quello che ci suggerisce l’OMS è esattamente quello che i nostri antenati hanno mangiato per millenni. Cibo vero, non industrialmente raffinato, prevalentemente vegetale.

Allora, possiamo fare qualcosa.
Possiamo scegliere.




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Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.


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Dopo una prima laurea in Scienze dell’Informazione e dopo una pluriennale esperienza in aziende multinazionali, decide di cambiare vita. Intraprende quindi gli studi di Naturopatia, approfondendo i principi energetici del cibo attraverso lo studio e la pratica dell’Alimentazione Naturale Macrobiotica, frequentando anche l'Istituto Macrobiotico del Portogallo, fondato da Francisco Varatojo. Segue i corsi di Alta Cucina Naturale presso il Joia Academy, fondata dal maestro Pietro Leemann. Crea il sito IlCibodellaSalute.com, allo scopo di divulgare uno stile di vita sano, consapevole e sostenibile. Consegue una seconda laurea in Scienze dell’Alimentazione e Gastronomia, proseguendo con lo studio magistrale di Nutrizione Umana. 
Coautrice del libro Il Cibo della Gratitudine, ha collaborato alla stesura del libro Medicina da Mangiare di Franco Berrino, curando la parte relativa alla prevenzione e contribuendo con numerose ricette di “Cibo Medicina”. Gestisce il B&B il Melograno Nano, a Barga (LU). Conduce corsi teorici e pratici di cucina e alimentazione.