ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder), sigla per sindrome da deficit di attenzione e iperattività: è un disturbo del comportamento caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria che rende difficoltoso e in alcuni casi impedisce il normale sviluppo e integrazione/adattamento sociale dei bambini.

Siamo sicuri che Psicofarmaci (come prozac!) possa essere la soluzione? Non sarebbe forse utile indagare sulle cause? E magari limitare lo zucchero,  in particolare, le bevande zuccherate? Esattamente come ci suggerisce l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Da ricerche del 1990 (quando ancora l’abuso dello zucchero non era ai livelli attuali) già emergeva che una dose concentrata di zucchero fa salire di 10 volte il livello di adrenalina nel sangue dei bambini portando:
– Ansia
– Irritabilità
– Iperattività o aggressività

Ma come fa lo zucchero a causare questo nervosismo nei bambini (e anche negli adulti)? È fisiologico: iperglicemia, rilascio insulina. Ipoglicemia.

Come ci spiega egregiamente il Prof. Berrino:
Lo zucchero ci crea una situazione di ipoglicemia. Poiché il corpo (il cervello) ha bisogno di zuccheri, quando siamo in ipoglicemia vengono prodotti gli ormoni dello stress, che comandano al fegato di mettere zucchero nel sangue per cercare di ristabilire la situazione. Quindi l’ipoglicemia causa un aumento di produzione di epinefrina (adrenalina) e quindi di nervosismo sia nei bambini sia negli adulti“.

Ulteriori studi hanno esaminato la correlazione tra consumo di assunzione di zucchero da parte degli studenti di quinta elementare nelle scuole primarie e sviluppo del Disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3133757/).
Per cui, fisiologia a parte, i riscontri scientifici parlano chiaro. A nulla serve nascondere la testa sotto la sabbia e far finta di niente. Oppure, addirittura, continuare a credere alla pubblicità degli anni Ottanta “Lo zucchero fa bene al cervello!”

Certo, il cervello ha bisogno di glucosio per funzionare. Ma, come ci riportano anche studi scientifici (ma anche questa è fisiologia!) alti livelli di glucosio nel sangue possono provocare una riduzione delle funzioni cognitive.
Troppo zucchero fa male al cervello, perché induce appunto uno stato di ipoglicemia, mentre il cervello ha bisogno di un livello glicemico costante.

Il consumo eccessivo (come avviene oggi) di zuccheri semplici (nei cibi processati ad esempio), in particolare attraverso l’assunzione di bevande zuccherate, è considerato oltretutto un potenziale fattore di rischio per obesità, carie dentali e diabete.

Non a caso, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha proposto che la proporzione di calorie giornaliere ottenute da zuccheri semplici  venga ridotta al 10% o anche meno meno. Sempre l’OMS suggerisce di eliminare le bevande zuccherate e limitare i cibi ad alta densità calorica.

In una lattina di coca cola ad esempio ci sono dalle 7 alle 9 bustine di zucchero (dai 6 ai 12 cucchiaini di zucchero). Che superano di ben 2 grammi la quantità zucchero suggerita dall’OMS (che è di 25 grammi).

Proteggiamo la nostra salute. In particolare quella dei bambini!


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