Il licopene è una sostanza naturale appartenente alla famiglia dei carotenoidi (come per esempio il beta carotene che troviamo ad esempio nelle carote o nelle foglie verdi).

Ha proprietà antiossidanti: utile quindi nel rallentare l’invecchiamento cellulare.

Il licopene è il pigmento principale responsabile del colore rosso intenso dei frutti di pomodoro maturo e derivati del pomodoro. Ma lo troviamo anche nel pompelmo rosa, arance rosse, carote, albicocche e cocomeri.

Il consumo di pomodoro e derivati del pomodoro contenenti licopene è associato ad un ridotto rischio di malattie croniche come il cancro (in particolare alla prostata).

Studi hanno dimostrato che la cottura del pomodoro aumenta la biodisponibilità del licopene (come avviene, del resto, per il beta carotene, che possiamo trovare ad esempio nelle carote).

Le proprietà anti-proliferative del licopene, oltre che al cancro alla prostata, possono estendersi ad altri tipi di neoplasie.

Inoltre, il licopene può essere utile per prevenire malattie cardiovascolari. Inibisce, infatti, la sintesi del colesterolo e riduce la concentrazione delle lipoproteine a bassa densità (ovvero, le LDL, quelle che portano il colesterolo dal fegato verso le arterie, intasandole; al contrario delle HDL che portano il colesterolo verso il fegato, affinché venga smaltito).

Il licopene ha inoltre proprietà antinfiammatorie.

Il pomodoro contiene anche luteina e la zeaxantina, importanti per una buona visione e per contrastare la degenerazione maculare dell’occhio. Con proprietà antiossidanti.

I pomodori, tuttavia, sono solanacee, quindi contengono solanina, una sostanza prodotta da alcune piante di questa famiglia per difendersi contro funghi e insetti (è un autentico pesticida naturale). Tale sostanza, però, è per noi tossica anche in modeste quantità.

Nel pomodoro, la sostanza si riduce man mano che i frutti maturano. Il verde ci fa capire che c’è solanina. Nei pomodori maturi è praticamente assente.  Quindi, meglio evitare pomodori non maturi. E meglio non esagerare.

La solanina si riduce in cottura (quando aumenta oltretutto la biodisponibilità del licopene).

Quindi è un cibo che fa bene o male? Spesso l’approccio odierno è in chiave binaria. Acceso/spento. In realtà, è necessario valutarlo in base alla nostra condizione.

E in ogni caso, bene seguire la stagionalità.
C’è gente, del resto, che mangia pomodori freschi tutto l’anno. Ciò ha decisamente un impatto sull’ambiente.

E ricordiamo di scegliere cibo da agricoltura biologica. O, meglio, biodinamica.



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Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.

Dopo una prima laurea in Scienze dell’Informazione e dopo una pluriennale esperienza in aziende multinazionali, decide di cambiare vita per ritrovare se stessa. Intraprende quindi gli studi di Naturopatia. Affascinata dalla Medicina Tradizionale Cinese, proseguo con il percorso di Shiatsu, approfondendo i principi energetici del cibo attraverso lo studio e la pratica dell’Alimentazione Naturale Macrobiotica. Fonda il sito IlCibodellaSalute.com, allo scopo di divulgare uno stile di vita sano, consapevole e sostenibile. Segue i corsi di Alta Cucina Naturale presso il Joia Academy, fondata dal maestro Pietro Leemann. Consegue una seconda laurea in Scienze dell’Alimentazione e Gastronomia. Coautrice dei libri Il Cibo della Gratitudine, ha collaborato alla stesura del libro Medicina da Mangiare di Franco Berrino, curando la parte relativa alla prevenzione e contribuendo con numerose ricette di “Cibo Medicina”. Gestisce il B&B il Melograno Nano, a Barga (LU). Conduce corsi teorici e pratici di cucina e alimentazione.