Quando si parla di solanacee, ci si riferisce solitamente a pomodori, peperoni, melanzane, patate. Appartengono alla famiglia delle solanacee anche le bacche di goji e piante come la belladonna e il tabacco.

Come sappiamo, il nostro corpo (così anche la nostra mente) cerca l’equilibrio per rimanere in salute.

Secondo la macrobiotica (l’antica scienza che, basandosi sull’equilibrio, fornisce indicazioni su come seguire un’alimentazione sana ed equilibrata) le solanacee sono considerate molto yin (espansive, acide). Questa qualità energetica può dare origine ad uno squilibrio che ci può portare verso stati di indebolimento.

Se comunque siamo sani, ciò non vuol dire che non bisogna assumere questi cibi (il bello della macrobiotica è proprio quello di renderci liberi e consapevoli). Andrebbero, piuttosto, consumati con parsimonia e in sintonia con le stagioni (in pomodori, per esempio, in estate) e, preferibilmente cotti (o essiccati e salati).

Se però siamo malati, bisognerebbe porre particolare attenzione.

Siamo comunque liberi di scegliere 😉

La solanina

Il termine solanacea deriva dalla Solanina, sostanza prodotta da alcune piante di questa famiglia, per difendersi contro funghi e insetti (autentici pesticidi naturali). Tale sostanza è tossica anche in modeste quantità.

Nella patata la solanina si concentra in particolare nelle foglie e nel fusto. Se viene lasciata alla luce e comincia a diventare verde, la quantità di solanina cresce molto: in questo caso è meglio buttarla, o comunque eliminare la parte verde. La solanina, si accumula di solito sotto la buccia. Le patate germogliate, vecchie o rugose, hanno parecchia solanina.

Nel pomodoro e nella melanzana, la sostanza si riduce man mano che i frutti maturano. Il verde ci fa capire se c’è solanina.

Il problema è che oggi si fa un abuso di solanacee. Mi capita spesso di sentire persone che affermano di mangiare molte verdure…per poi scoprire che si tratta di solanacee (che, tra l’altro, non sono verdure!).

Non è un caso che, spesso, le intolleranze alimentari sono legate a cibi appartenenti alla famiglia delle solanacee.

E’ importante non farne uso quotidiano. Infatti, oltre alla tossicità acuta è stata esaminata anche la tossicità cronica, legata anche a basse e prolungate assunzioni negli anni.

Solanacee e cancro

Per i malati oncologici, il prof. Berrino suggerisce di essere prudenti ed evitare pomodori, melanzane, peperoni in quanto ricchi di poliammine, sostanze indispensabili alla proliferazione cellulare.
Inoltre, non dimentichiamo che le patate hanno un alto indice glicemico: tenendo bassa la glicemia, ci aiuta a tenere bassa l’insulina e quindi i fattori di crescita.

Solanacee e osteoporosi, artrite,  psoriasi

I pomodori (e le solanacee in genere) contengono acido ossalico che lega il calcio limitandone l’assorbimento a livello intestinale. Attenzione, dunque, in caso di osteoporosi!

La solanina sembrerebbe favorire il prelievo di calcio dalle ossa e il suo deposito in giunture e tessuti molli (anche le arterie, causando arteriosclerosi). Questo peggiorerebbe dolori articolari, artrite, artrosi nei soggetti geneticamente predisposti.

E’ stato ipotizzato anche che il consumo di solanacee peggiori i sintomi della psoriasi e delle artriti.

Il Dott. Norman Childers, professore di orticoltura presso il Cook College del New Jersey, che si è occupato di solanacee da tutta una vita, ha reso noto che il consumo sistematico di pomodori, patate e melanzane è una delle principali cause di artrite, e che i sintomi di questa malattia, che può ridurre all’immobilità, scompaiono abitualmente in capo a qualche settimana o a qualche mese se il paziente cessa di consumare questi alimenti” (Fonte: Norman Childers, Le cause sconosciute di alcune malattie, N.J., 1977).

Molto interessante il libro del Dott. Paolo Pigozzi, medico omeopata, perfezionato in Nutrizione clinica e Dietetica e in Fitoterapia, “Varie Cause del Mal di Schiena

solanacee

Le solanacee fanno bene o fanno male?

Spesso vediamo articoli che osannano le proprietà del pomodoro, per la presenza del licopene, un antiossidante appartenete alla famiglia dei carotenoidi (che, oltretutto, vengono assorbiti meglio dall’organismo se l’alimento che li contiene viene cotto).

Valutiamo in ogni caso che, piuttosto che parlare di un cibo in termini di bene o male, andrebbe valutato il suo effetto sul nostro organismo.

In ogni caso, come in tutte le cose, non dimentichiamo che la base è sempre l’equilibrio!

Ritrovate questo mio articolo nel libro Medicina da Mangiare.



Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.

Dopo una pluriennale esperienza in aziende multinazionali, decido di cambiare vita per ri-trovare me stessa. Lascio la carriera per tornare alla natura, ad una vita semplice. Intraprendo quindi gli studi di Naturopatia. Affascinata dalla Medicina Tradizionale Cinese, proseguo con il percorso di Shiatsu, approfondendo successivamente i principi energetici del cibo attraverso lo studio e la pratica dell’Alimentazione Naturale Macrobiotica, in Italia e all'estero. Per migliorare le tecniche di cucina, seguo i corsi di Alta Cucina Naturale presso il Joia Academy, fondata dal maestro Pietro Leemann. Coautrice dei libri Il Cibo della Gratitudine e Medicina da Mangiare, collaboro attivamente con La Grande Via, l’associazione fondata dal Dottor Franco Berrino. Ho fondato questo blog IlCibodellaSalute.com allo scopo di divulgare uno stile di vita sano, consapevole e sostenibile. Cuoca e Docente di Alimentare Naturale Macrobiotica e MTC presso l'Associazione Chicco di Riso, gestisco il B&B Il Melograno Nano, a Barga (LU). Conduco corsi teorici e pratici su tutto il territorio nazionale (e anche all'estero). Cerco di approfondire costantemente le tematiche dell'alimentazione, attraverso lo studio di Alimentazione e Gastronomia (a livello universitario) e Alimentazione Energetica (Dietetica in Medicina Tradizionale Cinese). Il mio sogno? Poterci avviare verso una Consapevolezza, ovvero la via per ritrovare noi stessi, per vivere in armonia con la natura, imparando ad essere artefici della nostra vita e del nostro destino. Per essere in salute, liberi, felici. Questo il fine: far si che il messaggio diventi virale. Per un mondo migliore!