Quando si parla di solanacee, ci si riferisce solitamente a pomodori, peperoni, melanzane, patate. Appartengono alla famiglia delle solanacee anche le bacche di goji e piante come la belladonna e il tabacco.

Come sappiamo, il nostro corpo (così anche la nostra mente) cerca l’equilibrio per rimanere in salute.

Secondo la macrobiotica (l’antica “scienza” che, basandosi sull’equilibrio, fornisce indicazioni su come seguire un’alimentazione sana ed equilibrata) le solanacee sono considerate molto yin (espansive, raffreddanti, destrutturanti). Il concetto di Yin e Yang è relativo. Sono Yin rispetto al cereale ad esempio.

Questa qualità energetica può dare origine ad uno squilibrio che ci può portare verso stati di indebolimento.

Se comunque siamo sani, ciò non vuol dire che non bisogna assumere questi cibi (il bello della macrobiotica è proprio quello di renderci liberi e consapevoli). Andrebbero, piuttosto, consumati con parsimonia e in sintonia con le stagioni (in pomodori, per esempio, in estate) e, preferibilmente cotti (o essiccati e salati).

Se però siamo malati, bisognerebbe porre particolare attenzione.

Fermo restando che una qualità energetica può essere modificata in cucina. Ecco che in estate, durante la loro stagione, dopo aver raccolto i pomodori, possiamo yanghizzarli (essiccazione e salatura).

La solanina

Il termine solanacea deriva dalla Solanina, sostanza prodotta da alcune piante di questa famiglia, per difendersi contro funghi e insetti (autentici pesticidi naturali). Tale sostanza è tossica anche in modeste quantità.

Nella patata la solanina si concentra in particolare nelle foglie e nel fusto. Se viene lasciata alla luce e comincia a diventare verde, la quantità di solanina cresce molto: in questo caso è meglio buttarla, o comunque eliminare la parte verde. La solanina, si accumula di solito sotto la buccia. Le patate germogliate, vecchie o rugose, hanno parecchia solanina.

Nel pomodoro e nella melanzana, la sostanza si riduce man mano che i frutti maturano. Il verde ci fa capire se c’è solanina. Nei pomodori rossi la solanina è praticamente assente.

Il problema è che oggi si fa un abuso di solanacee. Mi capita spesso di sentire persone che affermano di mangiare molte verdure…per poi scoprire che si tratta di solanacee (che, tra l’altro, non sono verdure!).

Non è un caso che, spesso, le intolleranze alimentari sono legate a cibi appartenenti alla famiglia delle solanacee. Perché se ne fa un grande uso, per l’appunto.

E’ importante non farne uso quotidiano.

Solanacee e cancro

Per i malati oncologici, il prof. Berrino suggerisce di essere prudenti ed evitare pomodori, melanzane, peperoni in quanto ricchi di poliammine.

Le poliammine sono molecole indispensabili per la proliferazione cellulare (di tutte le cellule, comprese le cancerose), per questo motivo, in caso di neoplasie, nonostante non vi siano dati clinici a supporto, in termini precauzionali si raccomanda di ridurne il consumo. Cibi che ne contengono in buona quantità sono arance e pompelmi, solanacee (pomodori, melanzane peperoni), frutti tropicali e molluschi.

Su questo argomento andrebbero condotti studi approfonditi in merito.

Mentre, è bene fare attenzione alle patate!!! Ci ricorda  Walter C. Willett, professore di Epidemiologia e Nutrizione presso la Harvard School of Public Health, che le patate sono bombe inesplose. Come lo zucchero, il riso bianco e il pane bianco, le patate fanno schizzare la glicemia… Tenere bassa la glicemia ci aiuta a tenere bassa l’insulina e quindi i fattori di crescita.

Solanacee e osteoporosi, artrite,  psoriasi

I pomodori (e le solanacee in genere) contengono acido ossalico che lega il calcio limitandone l’assorbimento a livello intestinale. Attenzione, dunque, in caso di osteoporosi! Ma anche per chi soffre di calcolosi. L’acido ossalico, infatti, può legarsi al calcio urinario e promuovere la formazione di calcoli renali.

La solanina sembrerebbe favorire il prelievo di calcio dalle ossa e il suo deposito in giunture e tessuti molli (anche le arterie, causando arteriosclerosi). Questo peggiorerebbe dolori articolari, artrite, artrosi nei soggetti geneticamente predisposti. La solanina è presente nei pomodori verdi. E si può formare nelle patate (buccia) germogliate ad esempio.

E’ stato ipotizzato anche che il consumo di solanacee peggiori i sintomi della psoriasi e delle artriti.

Ma pomodori, peperoni, melanzane sono molto acidificanti?

Spesso sono i macrobiotici a diffondere queste strane voci. In realtà, la principale FONTE DI ACIDI è di fatto l’anidride carbonica (CO2) prodotta durante il nostro metabolismo (in particolare la respirazione cellulare aerobica, durante la quale produciamo ATP, la nostra fonte di energia).

A livello metabolico, stati di acidosi possono essere causati da un eccessivo metabolismo di Acidi grassi e di amminoAcidi (occhio dunque alle diete iperproteiche).  Oppure se l’organismo perde ioni bicarbonato, come in caso di diarrea.

Quindi, mangiamo bene, in modo equilibrato, senza farci ossessionare più di tanto (condizione spesso tipica dei macrobiotici). Ricordando che uno dei meccanismi di riequilibrio acido-basico è il sistema di ventilazione. Quindi impariamo a respirare. Ma per respirare bene, dovremmo lasciar andare le nostre paure.

Le solanacee fanno bene o fanno male?

Melanzane contengono antociani. Peperoni e Pomodori contengono licopene. Si tratta di sostanze con proprietà antiossidanti.

Valutiamo anche dal punto di vista energetico: piuttosto che parlare di un cibo in termini di bene o male, andrebbe valutato il suo effetto sul nostro organismo.

In ogni caso, come in tutte le cose, non dimentichiamo che la base è sempre l’equilibrio!

Ritrovate questo mio articolo nel libro Medicina da Mangiare.



Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.

Dopo una pluriennale esperienza in aziende multinazionali, decido di cambiare vita per ritrovare me stessa. Lascio la carriera per tornare alla natura, ad una vita semplice. Intraprendo quindi gli studi di Naturopatia. Affascinata dalla Medicina Tradizionale Cinese, proseguo con il percorso di Shiatsu, approfondendo successivamente i principi energetici del cibo attraverso lo studio e la pratica dell’Alimentazione Naturale Macrobiotica, in Italia e all'estero. Per migliorare le tecniche di cucina, seguo i corsi di Alta Cucina Naturale presso il Joia Academy, fondata dal maestro Pietro Leemann. Coautrice dei libri Il Cibo della Gratitudine, ho collaborato alla stesura del libro Medicina da Mangiare di Franco Berrino, curando la parte relativa alla prevenzione e contribuendo con numerose ricette di “Cibo Medicina”. Ho fondato questo blog http://www.ilcibodellasalute.com allo scopo di divulgare uno stile di vita sano, consapevole e sostenibile. Esperta di cucina macro-mediterranea, cucino (insieme a mio marito Claudio Grazioli) ed offro supporto per chi voglia migliorare il proprio benessere attraverso l'alimentazione. Sono Docente di Alimentare Naturale Macrobiotica e MTC presso l'Associazione Chicco di Riso, gestisco (insieme a Claudio) il B&B biologico Il Melograno Nano, a Barga (LU). Conduco corsi teorici e pratici su tutto il territorio nazionale (e anche all'estero), fornendo suggerimenti e ricette sull'alimentazione, divulgando uno stile di vita sano e gustoso, allo scopo di sensibilizzare e promuovere la cultura del cibo sano e della sostenibilità ambientale. Cerco di approfondire costantemente le tematiche dell'alimentazione, attraverso lo studio di Alimentazione e Gastronomia (a livello universitario) e Alimentazione Energetica (Dietetica in Medicina Tradizionale Cinese). Il mio sogno? Poterci avviare verso una Consapevolezza, ovvero la via per ritrovare noi stessi, per vivere in armonia con la natura, imparando ad essere artefici della nostra vita e del nostro destino. Per essere in salute, liberi, felici.