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La depressione è associata alla carenza di neutrotrasmettitori quali:

  • serotonina
  • dopamina
  • noradrenalina

Il nostro cibo può contribuire a peggiorare oppure a migliorare la depressione.

Zucchero e cibi raffinati peggiorano l’umore

Si è osservato che soggetti depressi hanno livelli elevati di citochine pro-infiammatorie quali PCR (Proteina C Reattiva), IL-6, TNF-alfa. Patologie infiammatorie sono, infatti, correlate a livelli più alti di depressione.

Le citochine pro-infiammatorie, infatti, possono influenzare il tono dell’umore in quanto in grado di agire sui neurotrasmettitori, degradando la serotonina.

Una alimentazione che fa uso di zucchero e cibi raffinati, ovvero alimenti ad alto impatto glicemico, favorisce l’infiammazione. L’iperglicemia, infatti, provoca un aumento di secrezione di citochine proinfiammatorie.
E questo determina un peggioramento dell’umore.

Effetto antidepressivo del cibo

Ci sono, poi, alimenti che possono aumentare la biodisponibilità dei neutrotrasmettitori serotonina, dopamina e noradrenalina, ovvero cibi che contengono

  • Triptofano: ne sono ricche le uova, ma anche legumi, frumento (ovviamente preferendo le varietà antiche), mandorle, ecc. Il triptofano è un amminoacido essenziale, ovvero il nostro corpo non è in grado di sintetizzare, e deve essere assunto attraverso la dieta. Questo amminoacido è il precursore della serotonina.
    Studi dimostrano che una dieta carente di triptofano può avere effetti negativi sull’umore, ma anche sulla memoria, sulle capacità cognitive e sulla qualità del sonno.
  • Vitamina B6, presente in avena, grano saraceno, legumi. Questa vitamina è implicata nella sintesi della serotonina.
  • Vitamina B12 e folati, presenti nei cibi di origine animale (la vitamina B12) e nei legumi e foglie verdi (i folati). Favoriscono la sintesi della dopamina. Queste vitamine, inoltre sono coinvolte nella prevenzione dei disturbi cardiaci attraverso la riduzione dei livelli di omocisteina (B12 e folati sono partecipano alla trasformazione di omocisteina in metionina).
    Livelli bassi di B12 e folati possono favorire alti livelli di omocisteina, interferendo con la produzione di serotonina, dopamina e noradrenalina.

Gli acidi grassi essenziali, in particolare gli omega-3, sono importanti per il buon funzionamento del sistema nervoso centrale. Gli omega-3 sono antinfiammatori.

E’ stato osservato inoltre che

  • la curcumina può alleviare i sintomi di depressione, proteggendo dalla degenerazione neuronale;
  • esiste una correlazione tra il tè verde ed una migliore performance cognitiva. Questo per la presenza del polifenolo dell’epigallocatechina gallato, abbondante nel tà verde.

Ricodiamo che la serotonina è prodotta principalmente a livello intestinale (per il 90% circa) e sono in minina parte dal sistema nervoso centrale (5%). Per cui, è fondamantale conservare una condizione di eubiosi del microbiota, per poter favorire una corretta sintesi di serotonina.



Immagini prese dalla rete e RIMOVIBILI su semplice richiesta

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.


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