L’influenza è alle porte!!!
È il grido di guerra di questi giorni.
Si prevede, come ogni anno, che dopo Natale vi sia una diffusione di casi di influenza.

Ma Come mai? Perché proprio dopo Natale? E non magari prima?
Forse perché i virus dell’influenza nascono in una grotta riscaldati dal bue e l’asinello?
Nessuno ce lo dice.

Eppure basterebbe poco. Basterebbe non ingozzarsi di tutto questo zucchero che deprime il nostro sistema immunitario: è così che ci indeboliamo e diventiamo terreno fertile per l’influenza.

Quindi, piuttosto che fare Sana prevenzione (quella primaria non conviene: poi la gente non si ammala), ci propongono un bel vaccino antinfluenzale. Quello si che è un affare.

Ma un vaccino antinfluenzale può proteggerci dalle malattie invernali?

Certo che no! Visto che ci si può comunque ammalare. Si potrebbe venire infatti in “contatto” con virus non inclusi nel vaccino stagionale.

L’efficacia media del vaccino antinfluenzale nell’inverno 2019  è stata del 44% (Sah P et al. Proc Natl Acad Sci USA 2019;116:20786-92). In pratica, il vaccino è riuscito  a prevenire meno della metà dei casi di influenza vera.

Effetti collaterali?
Può portare a malessere generale, talvolta anche febbre e dolori muscolari, reazioni allergiche. La vaccinazione potrebbe essere associata anche alla sindrome di Guillain-Barré (una patologa neurologica dovuta a demielinizzazione, ovvero degenerazione delle guaine mieliniche che rivestono le fibre nervose). Ma tranquilli, il rischio assoluto è molto basso. Se proprio siete sfigati, rientrate in 1-2 di quei casi per milione di persone vaccinate.

E per gli anziani?

Una delle più rigorose riviste scientifiche, la Cochrane, ha pubblicato nel 2018 una revisione sulle complicazioni del vaccino antinfluenzale, documentando che gli studi finora condotti non sono in grado di determinare l’impatto dei vaccini su sicurezza o efficacia dei vaccini antinfluenzali per le persone di età pari o superiore a 65 anni.

👉 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29388197/

Di fatto, l’evidenza disponibile non fornisce indicazione per quanto riguarda la sicurezza e l’efficacia dei vaccini antinfluenzali per le persone dai 65 anni in su.
👉 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17897608
👉 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20166072

L’epidemiologo Tom Jefferson, esperto di vaccini, responsabile del gruppo vaccini della Cochrane Collaboration, asserisce

“Il vaccino ci immunizza da certi virus, contro cui è mirato, che si presuppone circoleranno, ma non ci protegge dalla miriade di agenti infettivi, circa 300, responsabili delle sindromi influenzali che rappresentano di gran lunga la fetta più grande. …
Agitare lo spauracchio della pandemia influenzale, giocando sull’equivoco che vaccinandosi ci si protegge da tutti i virus dell’influenza, serve solo a vendere più vaccini”.

Del resto, il rischio di contrarre l’influenza con un vaccino si riduce da poco più del 2% a poco meno dell’1%. Dunque, un vantaggio pressoché irrisorio.
Fermo restando che un conto è l’influenza, un altro un raffreddore o la tosse non virali.

E dall’analisi costi/benefici, cosa emerge?

Alla fine, mi vaccino, potrei comunque avere effetti collaterali (anche gravi. Vabbè… ci dicono che la probabilità è molto bassa, anche se comunque tale probabilità sussiste), e potrei comunque contrarre sindromi influenzali.
Quindi, se anche sto vaccino funzionasse, siamo certi di non ammalarci? Mal di gola o catarro? E qui scatta il punto chiave: questo dipende in buona parte da quello che mangiamo.

Ma poi, c’è pure da chiedersi: come mai tutto questo interesse se qualcuno si prende l’influenza?

E c’è anche un piano di marketing associato!!!!

Piuttosto, c’è da chiedersi, c’è qualcuno a cui importa che vi siano sempre più casi di obesità? Anche tra i bambini, poveri innocenti!!!

Perché nessuno ha avuto interesse nella sugar tax, quanto meno per lanciare un messaggio sullo zucchero?
Anzi, vi è stato interesse nel negare questo approccio informativo. E sono scesi in piazza per protestare!!! Ma parliamo di salute o mero business? Che tristezza 😢

Ci rendiamo conto che la principale causa di morte è legata alle malattie cardiovascolari, che sono di fatto ampiamente gestibili attraverso la nostra alimentazione (e non certo grazie all’olio cuore)?

Perché non c’è altrettanta veemenza nell’affrontare tale argomento?
Forse perché si tratta semplicemente di limitare il consumo dei cibi trash? E questo non conviene?

Allora cosa fare?

Visto che la causa è di fatto principalmente legata alla nostra alimentazione, prendersi cura realmente della nostra salute sarebbe così grave?

Ma si sa, viviamo in mondo senza senso.
Si preferisce dunque affrontare una coda per accaparrarsi biscotti alla nutella pensando che ci sia un rimedio magico che ci protegga.

Percorsi di educazione alimentare in Ricette di Cucina Consapevole



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Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.

Dopo una prima laurea in Scienze dell’Informazione e dopo una pluriennale esperienza in aziende multinazionali, decide di cambiare vita per ritrovare se stessa. Intraprende quindi gli studi di Naturopatia. Affascinata dalla Medicina Tradizionale Cinese, proseguo con il percorso di Shiatsu, approfondendo i principi energetici del cibo attraverso lo studio e la pratica dell’Alimentazione Naturale Macrobiotica. Fonda il sito IlCibodellaSalute.com, allo scopo di divulgare uno stile di vita sano, consapevole e sostenibile. Segue i corsi di Alta Cucina Naturale presso il Joia Academy, fondata dal maestro Pietro Leemann. Consegue una seconda laurea in Scienze dell’Alimentazione e Gastronomia. Coautrice dei libri Il Cibo della Gratitudine, ha collaborato alla stesura del libro Medicina da Mangiare di Franco Berrino, curando la parte relativa alla prevenzione e contribuendo con numerose ricette di “Cibo Medicina”. Gestisce il B&B il Melograno Nano, a Barga (LU). Conduce corsi teorici e pratici di cucina e alimentazione.