I semi di lino sono un’ottima fonte di lignani,  fitoestrogeni di grande interesse in campo medico: potrebbero infatti avere un ruolo come fattore di protezione, in particolare, per alcuni tipi di tumore ormono-sensibili, come quelli della prostata e della mammella.

Sono inoltre molto ricchi di  Acido Alfa  Linolenico – ALA (un acido grasso della famiglia degli omega-3), con effetto antinfiammatorio. Gli omega-3 sono presenti anche nelle alghe e nel pesce azzurro.

Oggigiorno si assiste ad uni squilibrio tra il consumo di omega-3 e omega-6 (sempre più presenti grazie all’abbondante uso di cibi di origine animale e di oli di semi). Tale squilibrio fa si che il nostro organismo sia sbilanciato verso i processi infiammatori, una condizione favorevole perché la cellula cancerosa cresca bene.

Ecco perché sarebbe saggio riportare la nostra dieta verso il giusto rapporto tra omega-6 e omega-3, riducendo i primi ed aumentando i secondi.

In commercio possiamo trovare anche l’olio di lino, ma bisognerebbe fare attenzione che sia venduto in frigo e non sia stata interrotta la  catena del freddo.

I semi di lino hanno anche la loro capacità di assorbire acqua: possono quindi aiutare in caso di stipsi, per rendere le feci più morbide.

A causa della presenza dei grassi omega-3 (piuttosto instabili), i semi di lino, una volta aperti (tritati) andrebbero mangiati al momento e NON sottoposti a trattamenti termici (ovvero non vanno cotti)! Questi grassi infatti possono essere soggetti ad irrancidimento ossidativo con creazione di composti instabili che potrebbero causare problemi alla salute di chi li consuma.

La natura infatti non a caso ha rinchiuso questi oli così delicati in un guscio così coriaceo: per proteggerli dall’ossidazione.

Quindi, bene evitare ricette con farine di lino o semi di lino tritati (già ossidati), per di più  in impasti cotti al forno o comunque sottoposti a trattamenti termici.

Per il pesce il discorso è analogo. Fintanto che l’olio è nel pesce non ci sono problemi. Ma se estraiamo l’olio, questo è piuttosto instabile, in quanto molto ricco di omega3.

 



Immagini prese dalla rete e RIMOVIBILI su semplice richiesta

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.


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Dopo una prima laurea in Scienze dell’Informazione e dopo una pluriennale esperienza in aziende multinazionali, decide di cambiare vita. Intraprende quindi gli studi di Naturopatia, approfondendo i principi energetici del cibo attraverso lo studio e la pratica dell’Alimentazione Naturale Macrobiotica, frequentando anche l'Istituto Macrobiotico del Portogallo, fondato da Francisco Varatojo. Segue i corsi di Alta Cucina Naturale presso il Joia Academy, fondata dal maestro Pietro Leemann. Crea il sito IlCibodellaSalute.com, allo scopo di divulgare uno stile di vita sano, consapevole e sostenibile. Consegue una seconda laurea in Scienze dell’Alimentazione e Gastronomia, proseguendo con lo studio magistrale di Nutrizione Umana. 
Coautrice del libro Il Cibo della Gratitudine, ha collaborato alla stesura del libro Medicina da Mangiare di Franco Berrino, curando la parte relativa alla prevenzione e contribuendo con numerose ricette di “Cibo Medicina”. Gestisce il B&B il Melograno Nano, a Barga (LU). Conduce corsi teorici e pratici di cucina e alimentazione.