Sappiamo che “noi siamo quello che mangiamo“. Esattamente quello che mangiamo: non solo nel corpo, ma anche nella mente, nei comportamenti, nelle emozioni.

In Medicina Tradizionale Cinese, le trasformazioni dello Yin e dello Yang si manifestano nei cinque movimenti. Qualcuno li chiama elementi. Ma il termine movimento probabilmente rende meglio l’idea del dinamismo e dell’eterna trasformazione. Questi movimenti hanno analogie anche con le stagioni, le fasi della vita, i nostri organi, la nostra mente, gli odori, i sapori, le nostre emozioni. In Medicina Tradizionale Cinese non esiste distinzione tra soma e psiche, in quanto entrambi sono manifestazione della medesima realtà, il Qi (Energia).

Gli organi energetici (intesi, quindi, non solo in chiave fisica) sono collegati ai 5 movimenti. Per la precisione, abbiamo organi pieni (zang) e organi vuoti (detti visceri, fu).

I cinque organi (Cuore, Milza, Polmoni, Reni, Fegato) tesaurizzano l’energia (il significato dell’ideogramma zang è infatti conservare in luogo sicuro). I  visceri invece  trasformano e trasportano l’energia, senza trattenerla.

Viene descritto un sesto organo, il Ministro del Cuore (Pericardio), collegato al sesto viscere che è il Triplice Riscaldatore. Entrambi hanno una funzione, non una forma e appartengono al Movimento Fuoco (Fuoco Ministro).

    • Terra: Milza-Pancreas (o semplicemente Milza: in Medicina Tradizionale Cinese questi due organi sono un tutt’uno) e Stomaco
    • Metallo: Polmone e Intestino Crasso
    • Acqua: Reni e Vescica Urinaria (o semplicemente Vescica)
    • Legno (o Albero): Fegato e Vescica Biliare (Cistifellea)
    • Fuoco: Cuore e Intestino Tenue.

Movimento Terra

Nel Cielo è l’umido,
sulla Terra è la terra,
nelle strutture corporee sono le carni
negli zang è la milza,
negli aspetti colorati è il giallo,
nei suoni è il canto,
nei movimenti reattivi ad una alterazione è l’eruttazione,
negli orifizi è la bocca,
nei sapori è il dolce,
nei voleri è il pensiero.
Il pensiero reca danno alla milza.

(Huangdi Neijing Suwen, cap. 5)

La caratteristica di questo movimento è quella di accogliere, generare, nutrire.

E’ il luogo dove tutto viene accolto, elaborato, digerito, trasformato. E’ l’energia del sostegno, del radicamento. Produce tutte le forme. Dispensa la vita. Ci nutre, come una madre.

Nel ciclo dei cinque Movimenti, la Terra è al centro: distribuisce l’energia che permette ai movimenti di relazionarsi e trasformarsi. Anche nelle stagioni, viene rappresentato come il periodo di transizione (diciotto giorni) tra una stagione e l’altra. Viene anche associata al periodo della tarda estate.

La Milza e lo Stomaco hanno l’incarico dei fienili e dei granai, emanano i Cinque sapori.

(Huangdi Neijing Suwen, cap. 8)

Lo Stomaco riceve gli alimenti e li digerisce. La Milza li trasforma e li rende assimilabili per l’organismo. Estrae il jing – l’essenza – dei cibi e lo distribuisce a tutti gli organi.

La Milza dirige il gu qi (l’energia pura degli alimenti) verso l’alto  ai Polmoni, affinché si unisca con l’aria per formare l’energia pettorale (zong qi, che scende al Rene e rafforza la nostra energia vitale) e al Cuore per formare il sangue. Ci fornisce energia di nutrimento: quella che in Medicina Tradizionale Cinese viene chiamata energia del Cielo Posteriore (che, insieme all’energia del Cielo Anteriore che riceviamo alla nascita, viene immagazzinata nei Reni).

Psiche ed emozioni

La Milza tesaurizza la ricostruzione, che è la sede del proposito.

(Huangdi Neijing Lingshu)

Il proposito (Yi) è la nostra capacità di digerire e assimilare, non solo in chiave fisica, ma anche psichica: analizzare, elaborare, valutare, riorganizzare concetti, idee. La capacità di prendere coscienza di sé e renderle proposito, intenzione.

Nella Milza risiede l’intelletto, responsabile della concentrazione, della memoria, della messa a fuoco dei nostri pensieri; la nostra riflessione.

Dal punto di vista emotivo è l’empatia, la capacità di relazionarci, di distaccarci dal nostro ego per accogliere, com-patire, sentire con gli altri, condividere il sentire altrui, donare senza riserve.

La milza comanda i cinque sapori (dolce, amaro, acido, piccante, salato), ovvero li estrae dal cibo e li distribuisce ai cinque organi. A ciascun organo – movimento è infatti associato un sapore, in maniera tale da consentire l’equilibrio (secondo il principio stesso della Medicina Tradizionale Cinese). Avremo quindi, che al Fegato-Legno, che è un movimento di espansione, sarà associato il sapore acido, che ha un’azione di contenimento. Il dolce è associato alla Milza-Terra, l’amaro al Cuore-Fuoco, il piccante al Polmone-Metallo, il salato al Rene-Acqua). In Medicina Tradizionale Cinese, il sapore è una forma di energia e di nutrimento: nutre infatti la forma dell’organo, purché assunto in quantità ed intensità moderata. Ecco che, il dolce nutre la Milza, purché sia equilibrato, come il dolce del cereale cotto e ben masticato. Diversamente, un sapore intenso come quello dello zucchero (o peggio, del fruttosio) nuocerà a questo organo.

Uno squilibrio energetico di questo movimento può manifestarsi con un pensiero che rimane bloccato; pensare ad un loop può rendere l’idea: un pensiero reiterante, che si muove circolarmente, senza trovare una via di uscita.

Questi pensieri ossessivi generano preoccupazione, e possono danneggiare, a loro volta, la milza.

Spesso si accompagnano a squilibri alimentari (anoressia, bulimia, ortoressia).

Cibo

L’alimentazione odierna ci offre sicuramente più opportunità di squilibri. Oltre alla quantità del cibo (che oggigiorno è notevole), il cibo che si consuma oggi è estremamente povero qualitativamente: spesso si tratta di cibo trasformato e processato industrialmente (quindi raffinato), non di stagione e non locale, coltivato con prodotti di sintesi.  Questo fa sì che gli alimenti perdano in toto il loro patrimonio energetico di jing.

La Milza detesta l’umidità, che interferisce con la sua attività di trasformazione e distribuzione. Un eccesso di cibi  crudi e di natura fredda (verdure crude e formaggi) possono creare accumulo di umidità.

Abbiamo visto anche che un sapore eccessivamente dolce (come quello dello zucchero) può alterare le funzioni della Milza. La nostra stabilità emotiva, infatti, dipende dalla stabilità della glicemia, i cui sbalzi ci fanno sentire molto esaltati (iperglicemia) o molto depressi (ipoglicemia).

Anche un sapore troppo acido può creare squilibri per la Milza.

Cibi molto contrattivi (come eccesso di sale e prodotti animali, ma anche un abuso di stili di cottura “secchi”) possono asciugare troppo la “Terra”, producendo “zolle secche” dure e creare di generare trasformazione: anche il nostro pensiero si può irrigidire e può ristagnare, generando uno squilibrio di Milza.

La nostra alimentazione dovrebbe essere varia, con cibo fresco e non trasformato, bilanciata tra lo Yin e lo Yang, equilibrata negli stili di cottura e rispetto ai cinque i sapori (amaro, dolce, piccante, salato, acido), in maniera tale da nutrire armoniosamente tutti gli organi.

Movimento Metallo

Nel Cielo è il secco,
sulla Terra è il metallo,
nelle strutture corporee è la pelle e i peli,
negli zang è il polmone,
negli aspetti colorati è il bianco,
nei suoni è il singhiozzo,
nei movimenti reattivi ad una alterazione è la tosse,
negli orifizi è il naso,
nei sapori è l’acre,
nei voleri è l’abbattimento.
L’abbattimento reca danno al polmone.

(Huangdi Neijing Suwen, cap. 5)

Questa è l’energia del Cielo che entra nella Terra e si condensa.

Il Metallo è freddo e duro: nell’essere umano queste qualità si esprimono nella capacità di distaccarsi dalle cose. Il Metallo è lucido: la nostra capacità di far chiarezza.

E’ l’energia dello scambio: permette il rapporto con l’esterno. E’ la nostra capacità di accettare e lasciar andare. Accettare ciò che ci viene dall’esterno. Lasciar andare ciò che non ci serve.

Corrisponde all’Ovest, all’autunno, al momento in cui si raccolgono i frutti della giornata (o dell’anno) e ci si prepara al riposo della notte (o dell’inverno), per potersi risvegliare il mattino dopo (o in primavera).

Il Polmone ha la carica di ministro e cancelliere.
Il Grosso Intestino ha l’incarico del transito, emana i residui delle trasformazioni.

(Huangdi Neijing Suwen, cap. 8)

Dal punto di vista fisiologico, il compito dei Polmoni è quello di portare dentro ossigeno (per il sangue che lo trasporterà a tutto il corpo) ed espellere anidride carbonica.

I Polmoni, attraverso il respiro, ci mettono in contatto con il mondo esterno. Il respiro è il primo atto che compiamo alla nascita: inspirando, entriamo in comunicazione con il nuovo mondo.

Espirando lasciamo andare la materia, per entrare in una nuova dimensione. Alla morte, la nostra Anima Corporea (Po) rimane legata alle ossa e torna alla Terra; la nostra Anima Eterea (Hun) ascende al Cielo.

Come per i Polmoni, l’Intestino Crasso è collegato allo scambio, ed è in relazione con l’eliminazione. Non è un caso che quando non riusciamo a lasciar andare le emozioni, ad esempio, il nostro intestino tenderà a somatizzare.

Un altro organo collegato allo scambio è la Pelle: questo è l’organo più grande che abbiamo e quello che elimina di più. Attraverso la pelle (sudore) espelliamo anche ciò che è bene lasciare andare, come ad esempio le tossine.

Psiche ed emozioni

Il Polmone tesaurizza i soffi, che sono sede dei Po.

(Huangdi Neijing Lingshu)

In chiave psichica, il respiro ci permette di metabolizzare il mondo esterno e di portarlo dentro di noi mettendoci in contatto con il nostro ambiente interno (introspezione), acquisendo la percezione di noi, offrendoci la possibilità di conoscerci.

Questo movimento energetico, ci consente di interiorizzare le esperienze significative, e lasciare andare il superfluo. Solo in questo modo (eliminando e lasciando andare) potremo dare spazio a nuove esperienze e conoscenze, potremo proseguire il nostro percorso evolutivo.

Se Polmoni e Intestino Crasso sono in squilibrio, il rischio è di perdere la funzione di scambio e di rimanere bloccati, chiusi in se stessi, generando abbattimento, tristezza, malinconia. Questo atteggiamento di chiusura si potrà manifestare anche attraverso la nostra postura (spalle chiuse, curvi in avanti)

Cibo

Affinché i Polmoni siano in buona salute è bene evitare un eccesso di secchezza (che asciuga il muco, la cui funzione è quella di proteggere le mucose) e di umidità (che potrebbe intasare i Polmoni e congestionare l’Intestino Crasso. Sarebbe bene non eccedere in cibi secchi (alimenti asciutti e duri), evitando un’alimentazione ricca di cibi raffinati e grassi, in particolare saturi.

Alimenti con energia contraente, come un eccesso di sale e prodotti animali potrebbero creare un movimento di chiusura per questo organo.

Il sapore associato è l’acre, ovvero il sapore piccante, in grado di contrastare la chiusura del metallo. E’ un sapore in grado di penetrare e lasciar andare. Pensiamo, ad esempio, al sapore dello zenzero.

Una particolare accortezza (che il nostro corpo ci richiede per conservare l’equilibrio) è quella di adattare la nostra alimentazione al clima, alle stagioni. Durante l’estate, per far fronte al forte caldo, tendiamo ad introdurre cibi più rinfrescanti. In autunno (la stagione del Metallo) dovremmo cercare di lasciar andare il freddo (il nostro corpo non lo richiede più) per dar posto a cibi più riscaldanti, ricreando l’equilibrio interno-esterno (fuori freddo dentro caldo). Se ciò non accade, se non saremo noi in grado di eliminare ciò non è più utile, lo farà il nostro organismo: malattie come il raffreddore sono funzionali a questo scopo (far uscire il freddo presente al nostro interno, attraverso l’eliminazione del muco).

Tra i cibi migliori per Polmone e Intestino Crasso ritroviamo il riso integrale.

Movimento Acqua

Nel Cielo è il freddo,
sulla Terra è l’acqua,
nelle strutture corporee sono le ossa,
negli zang sono i reni,
negli aspetti colorati è il nero,
nei suoni è il sospiro,
nel movimento reattivo ad una alterazione è il brivido,
negli orifizi è l’orecchio,
nei sapori è il salato,
nei voleri è la paura.
La paura reca danno ai Reni.

(Huangdi Neijing Suwen, cap. 5)

Quella dell’Acqua è una energia molto profonda: costituisce l’inizio e la fine di ogni processo nell’essere umano. È l’energia che ci viene fornita all’atto del concepimento. E’ potenzialità infinita.

I Reni hanno l’incarico di suscitare la potenza,
emanano l’abilità e il savoir-fair.
La vescica ha l’incarico dei territori e delle città,
tesaurizza i liquidi corporei.

(Huangdi Neijing Suwen, cap. 8)

Qui accumuliamo la nostra forza vitale. Nei Reni è conservato il Jing, l’essenza, del Cielo Anteriore (cioè quello ereditato, che determina la nostra costituzione di base) e del Cielo Posteriore (l’essenza estratta dal cibo e dall’aria).

Il Jing del Cielo Anteriore è come se fosse una batteria che ci viene donata all’atto della nascita. La durata della nostra vita e la buona salute dipendono dalle sue caratteristiche. In base alle nostre scelte di vita e alimentari, possiamo determinare, negli anni, il suo consumo lento o rapido.

Possiamo infatti scegliere di dissipare il meno possibile questa energia, attingendo all’energia del Torace (attraverso una corretta respirazione) e del Cibo (energia elaborata da Stomaco e Milza).

Nel macrocosmo, la stagione corrispondente è l’inverno: nella natura tutto si interiorizza, tutto viene ridotto all’essenziale. Le piante si spogliano e sembrano morte, ma in realtà la linfa si è accumulata all’interno per raccogliere energia e liberarla successivamente.

Nello spazio è il Nord: lo si associa alla Stella Polare.

I Reni generano il midollo, che a sua volta nutre le ossa, che da esso traggono forza ed elasticità. Se vi è un deficit di Reni, il midollo scarseggia e le ossa non saranno più correttamente nutrite. Fratture spontanee (ad esempio nell’anziano) possono essere riconducibili ad un deficit del jing di Rene. Se vogliamo ossa forti e prevenire (soprattutto per le donne) problemi di osteoporosi dovremmo cercare di non danneggiare i nostri Reni e fornir loro il giusto nutrimento.

Collegati ai Reni sono anche denti, capelli, organi riproduttivi.

Psiche ed emozioni

I Reni tesaurizzano le essenze, che sono la sede del Volere.

(Huangdi Neijing Lingshu)

Associata ai Reni è la Volontà (Zhi). Se i nostri Reni sono forti, la nostra forza di volontà sarà forte. Io voglio, dunque Sono. Qui ritroviamo il nostro io, la parte più profonda di noi. Nelle sue acque profonde troviamo l’inconscio. E’ l’energia che ci fornisce la spinta esistenziale, la volontà, la determinazione. Ci dà struttura, forza, ci sostiene nei momenti di stress. Se siamo in equilibrio, il nostro Io sarà ben strutturato, saremo sicuri. Diversamente, saremo pervasi da insicurezza e paure, anche immotivate.

L’acqua ci fornisce anche saggezza, capacità di adattarci, di fluire.

Abulia, apatia, attacchi di panico sono riconducibili ad uno squilibrio di Acqua.

Cibo

I Reni sono in salute se l’Acqua può fluire. Il freddo in eccesso può congelare l’acqua, creando stagnazione.

Ciò che può nuocere a questo organo sono gli alimenti troppo freddi, il sapore troppo dolce (zucchero, fruttosio, ecc), un eccesso di proteine.

E’ importante che il cibo non sia eccessivo (mangiare troppo danneggia i Reni) e che non sia carente (diversamente, potremmo essere costretti ad attingere dalle scorte del jing ereditato, riducendolo).

I Reni sono nutriti dall’energia legata al Polmone. Se mangiamo cibi che intasano i Polmoni, non riusciremo a nutrire correttamente l’energia dei Reni. Poniamo dunque particolare attenzione ai cibi raffinati e grassi (specie quelli saturi), che possono creare muco in eccesso, intasare i polmoni, non consentendo di nutrire i reni in maniera opportuna.

L’inverno è la stagione in cui è necessario aver particolare cura dei nostri reni, che temono il freddo. In questo periodo cercheremo di evitare, cibi freddi e raffreddanti, preferendo doppie cotture o cotture lunghe quali gli stufati (nishime).

Nutriamo i nostri reni attraverso i semi: cereali integrali in chicco, legumi – in particolare i fagioli (che, non casualmente, assomigliano a piccoli reni). Aiutiamoci con radici, condimenti fermentati quali miso o tamari, sale di buona qualità (sale marino integrale, da utilizzare con parsimonia), alghe (in particolare le kombu).

Movimento Legno

In Cielo è il vento,
sulla Terra è il legno,
nelle strutture corporee sono i muscoli,
negli zang è il fegato,
negli aspetti colorati è il verde azzurro,
nei suoni è il grido,
nei movimenti reattivi ad una alterazione è la stretta (contrattura),
negli orifizi è l’occhio,
nei sapori è l’acido,
nei voleri è la collera.
La collera reca danno al Fegato.

(Huangdi Neijing Suwen, cap. 5)

Il Legno è un’energia che sale e simboleggia la rinascita, la primavera, la forza della natura. E’ un’energia che si muove.

E’ un movimento di crescita verso l’alto, tipico dell’albero. I rami dell’albero richiamano la sua idea di flessibilità (sotto l’azione del vento). Se il nostro corpo e la nostra mente sono flessibili, abbiamo una buona energia Legno.

E’ collegato ai muscoli, ai tendini; mentre la forma, il trofismo dei muscoli è controllato dalla Milza, il movimento dipende dal Legno.

Il Fegato ha l’incarico di comandante dell’esercito,
emana l’analisi della situazione e la progettazione dei piani.
La vescica biliare ha l’incarico del giusto e dell’esatto,
emana determinazione e decisione.

(Huangdi Neijing Suwen, cap. 8)

Psiche ed emozioni

Il Fegato tesaurizza il sangue, il sangue è la sede degli Hun.
Quando i soffi del Fegato sono in vuoto vi è paura;
quando sono in pienezza, vi è collera.

(Huangdi Neijing Lingshu)

L’aspetto psichico del Legno influenza la nostra capacità di fare progetti, di prendere decisioni (cistifellea), di pianificare la vita, di darle un senso e una direzione. Infatti, “Il Fegato è come un generale dell’esercito, che è responsabile della strategia”. Inoltre, il libero fluire dell’energia del Fegato, fornisce alla nostra mente creatività, aspirazioni.

Le anime Hun sono tre e sono correlate alla capacità di ricordare per immagini, di sognare, di progettare; alloggiano nel Fegato, dove l’abbondanza del sangue offre loro un radicamento; ritornano al Cielo durante il sonno (e al momento della morte). E’ durante il sonno, infatti che queste anime possono vagare liberamente e raggiungere altre anime: è in questo momento che possiamo raggiungere alti livelli di percezione e comunicazione multidimensionale e atemporale.

Gli Hun sono la nostra Anima Eterea (in contrapposizione ai Po, le nostre anime corporali)

Se il Fegato è debole, il suo aspetto psichico (Hun) non è radicato: comincia a vagare nello spazio e nel tempo, generando paura e mancanza di una direzione nella vita.

Il Legno non ama la compressione (la sua energia è quella di salire); se viene esercitata, può andare in squilibrio. Questo si manifesta attraverso collera, rancore, frustrazione: emozioni che feriranno il Fegato. Per gestirle, possiamo aiutiamoci con esercizi di respirazione!

Cibo

Gli alimenti problematici per questo movimento sono:

  • troppo cibo di origine animale e salato,
  • troppi prodotti da forno,
  • troppi grassi
  • troppo zucchero (zucchero saccarosio, ma attenzione anche a fruttosio, che potrebbe originare problematiche di steatosi, o fegato grasso).

Anche caffè (la tostatura potrebbe gravare sull’energia del Fegato/Cistifellea) e alcol (è sempre zucchero!), possono contribuire a peggiorare la condizione del Legno.

Aiutiamoci con cibi verdi (verdure a foglia verde): il verde è il colore del Fegato.

Un sapore moderatamente acido (come può essere quello del limone, o dell’umeboshi) può aiutarci. Diversamente, un eccesso di acido in intensità (cibi troppo acidi come l’aceto) e in quantità potrebbero nuocere al fegato.

Anche il sapore dolce equilibrato (come quello del cereale integrale ben masticato) tonifica l’energia del Fegato.

Movimento Fuoco

Nel Cielo è il caldo,
sulla Terra è il fuoco,
nelle strutture corporee sono i mai (vasi),
negli zang è il cuore,
negli aspetti colorati è il rosso,
nei suoni è il riso,
nel movimento reattivo ad una alterazione è l’abbattimento,
negli orifizi è la lingua,
nei sapori è l’amaro,
nei voleri è l’allegria.
L’allegria (in esagerazione: l’agitazione) reca danno al cuore.

(Huangdi Neijing Suwen, cap. 5)

Il Fuoco rappresenta il momento di massima espansione. La sua natura è quella di salire, produrre calore, illuminare. E’ la radice della vita e l’origine della vita mentale.

Il Cuore ha la carica di signore e di maestro,
emana lo splendore degli Spiriti (shen).
L’intestino tenue ha l’incarico di ricevere e far prosperare,
emana le sostanze trasformate.

(Huangdi Neijing Suwen, cap. 8)

Il Cuore è il sovrano, il re. La sua modalità di governo è determinata dal non agire (wu-wei), che non vuol dire non far nulla: si tratta, di fatto, della capacità di consentire ad ogni essere di svilupparsi secondo le doti e talenti insiti in ciascuno.

L’Intestino Tenue è l’organo (viscere) che si occupa di separare il Puro dall’Impuro e scegliere. Si occupa di proteggere il self. Questo suo compito non si limita solo a livello del corpo, ma anche della mente: l’intestino influenza la nostra capacità di prendere decisioni (anche se è poi la Vescica Biliare a decidere), di vedere con chiarezza, fornendoci gli elementi per valutare le situazioni nella vita, prima di prendere le nostre decisioni (Vescica Biliare) e agire (Fegato).

Se l’intestino è in squilibrio, perderemo la nostra chiarezza mentale e la nostra capacità di valutare, a livello fisico e psichico. L’intestino in tal caso perderà la capacità di scegliere, lasciando passare tutto. Abbastanza frequente è oggi, ad esempio, la sindrome da intestino permeabile.

Psiche ed emozioni

Il cuore tesaurizza la rete dell’animazione che è la sede degli spiriti (Shen).
Quando i soffi del cuore sono in vuoto, vi è tristezza;
quando sono in pienezza, si ride senza potersi fermare.

(Huangdi Neijing Lingshu)

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, le attività mentali e la coscienza risiedono nel Cuore, che influenza le nostre emozioni, e alloggia lo Shen, responsabile dell’affettività, del pensiero, della coscienza, della memoria (degli eventi lontani nel tempo), del sonno.

Lo Shen corrisponde alla Mente ed è correlato al Cuore, ma comprende anche tutte le altre emozioni (mentali e spirituali) degli altri organi, ovvero

  • Hun (Anima Eterea), che risiede nel Fegato
  • Yi (Intelletto), che risiede nella Milza
  • Po (Anima Corporea), che risiede nei Polmoni
  • Zhi (Volontà), che risiede nei Reni

Il cuore trasporta le nostre emozioni e ci fornisce l’insight, la capacità di percepire. Pensiamo all’etimologia della parola Intelligenza: deriva dal latino intus-legere che vuoi dire leggere dentro. Possiamo dire che l’intelligenza è la facoltà che ci permette di conoscere. E’ dal Cuore che deriva la nostra capacità di relazione, comunicazione, ascolto empatico, percezione.

Per questo motivo, il Cuore è definito l’Imperatore degli Organi interni ed è anche chiamato “la radice della Vita“.

Lo stato del Cuore e del Sangue avrà un’influenza sulle nostre emozioni e sulla nostra mente. Se il cuore è debole e il sangue è in deficit (non riesce ad ancorare lo Shen), si potranno avere problemi mentali, depressione, scarsa memoria, insonnia o sonnolenza, mente dispersa, fino alla perdita di coscienza.

Il Cuore controlla la parola. La balbuzie, così come la tendenza a parlare molto, possono essere correlate ad uno squilibrio del Cuore.

La gioia è l’emozione collegata al Cuore. Un eccesso di emozioni potranno affaticare il Cuore. Gli Shen, infatti, amano calma e quiete; se l’essere umano è “in uno stato di allegria e gioia, si spaventano e si disperdono, lasciando il cuore”.

Cibo

Dal punto di vista della nostra alimentazione, un’alimentazione equilibrata sarà comunque e sempre quella più indicata.

Di contro, un’alimentazione con troppi grassi, sale (specie se di pessima qualità), prodotti raffinati, alcol, andrà a danneggiare la condizione del Cuore. Questo corrisponde, di fatto, al quadro dell’alimentazione moderna. Non a caso, le malattie cardiocircolatorie risultano ad oggi una delle principali problematiche in ambito sanitario.

Il sapore del Cuore è il Amaro. Un amaro equilibrato (verdure amare) lo nutre. Un eccesso di questo sapore, contribuirà a creare squilibrio.

Analogamente, accade per alimenti come zucchero, cibi tropicali, un eccesso di spezie, che disperderanno la nostra mente.

Ritrovate questo mio articolo nel libro Medicina da Mangiare.



Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.

Dopo una pluriennale esperienza in aziende multinazionali, decido di cambiare vita per ritrovare me stessa. Lascio la carriera per tornare alla natura, ad una vita semplice. Intraprendo quindi gli studi di Naturopatia. Affascinata dalla Medicina Tradizionale Cinese, proseguo con il percorso di Shiatsu, approfondendo successivamente i principi energetici del cibo attraverso lo studio e la pratica dell’Alimentazione Naturale Macrobiotica, in Italia e all'estero. Per migliorare le tecniche di cucina, seguo i corsi di Alta Cucina Naturale presso il Joia Academy, fondata dal maestro Pietro Leemann. Coautrice dei libri Il Cibo della Gratitudine, ho collaborato alla stesura del libro Medicina da Mangiare di Franco Berrino, curando la parte relativa alla prevenzione e contribuendo con numerose ricette di “Cibo Medicina”. Ho fondato questo blog http://www.ilcibodellasalute.com allo scopo di divulgare uno stile di vita sano, consapevole e sostenibile. Cuoca (insieme a mio marito Claudio Grazioli) e Docente di Alimentare Naturale Macrobiotica e MTC presso l'Associazione Chicco di Riso, gestisco (insieme a Claudio) il B&B Il B&B Il Melograno Nano, a Barga (LU). Conduco corsi teorici e pratici su tutto il territorio nazionale (e anche all'estero), fornendo suggerimenti e ricette sull'alimentazione, allo scopo di sensibilizzazione e promuovere la cultura del cibo sano e della sostenibilità ambientale. Cerco di approfondire costantemente le tematiche dell'alimentazione, attraverso lo studio di Alimentazione e Gastronomia (a livello universitario: sto studiando per diventare anche Nutrizionista) e Alimentazione Energetica (Dietetica in Medicina Tradizionale Cinese). Il mio sogno? Poterci avviare verso una Consapevolezza, ovvero la via per ritrovare noi stessi, per vivere in armonia con la natura, imparando ad essere artefici della nostra vita e del nostro destino. Per essere in salute, liberi, felici.