“Senza sale la vita è impossibile. Eppure oggi è diffuso il convincimento che il consumo di sale faccia male alla salute. Questo dipende dal fatto che il nostro sale da cucina, prevalentemente cloruro di sodio, non ha più punti di contatto con l’elemento allo stato originario, ossia con ciò che ci serve per vivere.

Va ricordato che è proprio il sale contenuto nel nostro corpo ciò che ci permette di pensare.

Il sale cristallino allo stato genuino è infatti molto più che cloruro di sodio e racchiude in sé non due ma tutti gli elementi naturali, esattamente gli stessi costituenti del nostro corpo, quelli che furono all’origine della vita nel mare primordiale.

Questo sale contiene tutti gli elementi naturali che malauguratamente i biochimici equiparano ad impurità e conseguentemente eliminano. Per assimilare meglio minerali e oligoelementi abbiamo bisogno di calcio, potassio e magnesio nella loro forma genuina, quella che l’integrità del sale ci mette a disposizione: per il corretto funzionamento del nostro organismo ci serve il sale nella sua pienezza, completo di tutti gli elementi naturali.”

Barbara Hendel – Peter Ferreira, Acqua & Sale

10-i-veleni-quotidiani-1-sale-4-638Molto spesso sentiamo dire che un cibo fa bene o un altro fa male. In realtà, ciò che dovremmo valutare sono gli effetti sul nostro corpo-mente. E, di conseguenza, decideremo se tali effetti sono tali da allontarci o meno dall’equilibrio che determina il nostro stato di salute e benessere psico-fisico.

Sul sale poi se ne sentono tante. Qualcuno lo taccia come veleno! Qualcun lo definisce impropriamente acidificante. E’ chiaro che suddette affermazioni denotano un’ignoranza di base: manca l’informazione sulla qualità del sale e la funzionalità dello stesso.

Il sale, purché di qualità, è un elemento alcalinizzante.

Il sale è fondamentale per la vita umana: necessario come l’acqua. E’ alla base di molte funzioni fisiologiche. Senza sale ci disidrateremmo. E’ infatti fondamentale per mantenere l’equilibrio dei liquidi nel corpo, l’equilibrio acido-basico e la trasmissione degli impulsi nervosi.

Il sale è associato al movimento Acqua, in Medicina Tradizionale Cinese e il sapore salato nutre i nostri Reni.

Secondo la Macrobiotica, il sale è l’alimento più Yang: va usato con moderazione. E’ importante non assumere più sale di quanto abbiamo bisogno. E il rischio è maggiore per chi assume molto cibo animale (più ricco di sale di quello vegetale) e prodotti conservati, cibi pronti e serviti nei ristoranti, o, peggio, nei fast-food (ricchissimi di sale). Il sale, oltretutto, ci aiuta a digerire: contiene anche l’acido cloridrico, principale costituente del succo gastrico (presente nel nostro stomaco).

Un eccesso di sale crea danno all’Energia Acqua. E’ preferibile, inoltre, non aggiungere sale direttamente nel piatto, ma preferibilmente in cottura: in questo modo avrà modo di armonizzarsi meglio con tutti gli ingredienti e sostanze contenute.

Il problema di oggi è che il sale è stato trasformato industrialmente e se ne abusa.
E’ questo il problema! Si usa un sale di pessima qualità, ovvero un sale raffinato o, peggio, iodato!

Quale sale dovremmo usare?

Per noi gente del mediterraneo, quello più adatto, è il sale marino, purché sia integrale.

Perché integrale? Perché è un sale naturale e non sottoposto a trattamenti industriali/chimici.

Dunque, se c’è un veleno, questo è il sale raffinato o iodato: il loro consumo è da scoraggiare. Ricordiamo inoltre che un eccesso di iodio è un fattore di rischio importante per la tiroidite di Hashimoto.

Il sale marino integrale contiene naturalmente anche lo iodio, oltre ad altri sali minerali e oligoelementi, come ad es. il calcio, magnesio, ferro, potassio (molto preziosi per la salute!), a differenza del sale raffinato (che è stato privato di tutti gli altri sali minerali e contiene solo cloruro di sodio) ed è sì dannoso per il nostro organismo.

Quindi, l’effetto del cloruro di sodio, nel sale marino intergale, è mitigato dagli altri oligoelementi contenuti.

E il tanto reclamizzato sale rosa dell’Himalaya?

Già il nome ci dovrebbe far venire qualche dubbio sul km0!

Questo sale viene estratto da miniere naturali di sale che si trovano sulla catena dell’Himalaya e che si sono formate a seguito nel corso di 250 milioni di anni. Non ci viene in mente che la continua estrazione di questo sale possa prima o poi distruggere il lavoro svolto dalla natura in questi secoli?

Perché usare un sale non adatto a noi (non adatto perché la natura ci mette a disposizione solo ciò che ci serve nel luogo e nel momento in cui vi serve)? Quando possiamo usare un sale molto più sostenibile, come quello marino, purché integrale!

Il rapporto sodio-potassio

Il sale marino integrale, a differenza del sale raffinato che contiene solo sodio, contiene anche potassio (oltre ad altri elementi). Sodio (Yang) e potassio (Yin) sono alla base dell’equilibrio fisico-chimico-energetico delle nostre cellule (extra-cellulare del sodio e intra cellulare del potassio).

Le funzioni di tutte le cellule dipendono da questo rapporto, soprattutto le funzioni dei muscoli, tra cui il cuore.

Diversi studi hanno dimostrato che non è tanto un eccesso di sale (cloruro di sodio) a favorire l’ipertensione, quanto uno squilibrio nel rapporto potassio/sodio nella dieta. Ecco perché è meglio preferire il sale (marino) integrale che contiene anche il potassio.

Si raccomanda un rapporto tra potassio e sodio di circa 5 a 1.

Quanto sale dovremmo assumere?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di non introdurre più di 2 grammi di sodio con la dieta giornaliera: questi corrispondono a circa 5 grammi di sale da cucina, che sono all’incirca quelli contenuti in un cucchiaino da the.

Sostituiamo il sale con il sale marino integrale. Usiamolo con parsimonia. Possiamo ridurlo utilizzando condimenti salati quali gomasio, salsa di soia, miso, nei quali lo yang del sale è bilanciato dallo yin della fermentazione (nel caso di salsa di soia e miso) o del sesamo (nel caso del gomasio).

E, in caso di ipertensione arteriosa, obesità, insufficienza renale, patologie Yang (accumuli irrigidimenti), riduciamolo…ma, soprattutto, rivediamo anche la nostra dieta, ricordando che la chiave è nell’equilibrio!

Silvia Petruzzelli

Ritrovate questo mio articolo nel libro Medicina da Mangiare.



Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.

Dopo una pluriennale esperienza in aziende multinazionali, decido di cambiare vita per ri-trovare me stessa. Lascio la carriera per tornare alla natura, ad una vita semplice. Intraprendo quindi gli studi di Naturopatia. Affascinata dalla Medicina Tradizionale Cinese, proseguo con il percorso di Shiatsu, approfondendo successivamente i principi energetici del cibo attraverso lo studio e la pratica dell’Alimentazione Naturale Macrobiotica, in Italia e all'estero. Per migliorare le tecniche di cucina, seguo i corsi di Alta Cucina Naturale presso il Joia Academy, fondata dal maestro Pietro Leemann. Coautrice dei libri Il Cibo della Gratitudine e Medicina da Mangiare, collaboro attivamente con La Grande Via, l’associazione fondata dal Dottor Franco Berrino. Ho fondato questo blog IlCibodellaSalute.com allo scopo di divulgare uno stile di vita sano, consapevole e sostenibile. Cuoca e Docente di Alimentare Naturale Macrobiotica e MTC presso l'Associazione Chicco di Riso, gestisco il B&B Il Melograno Nano, a Barga (LU). Conduco corsi teorici e pratici su tutto il territorio nazionale (e anche all'estero). Cerco di approfondire costantemente le tematiche dell'alimentazione, attraverso lo studio di Alimentazione e Gastronomia (a livello universitario) e Alimentazione Energetica (Dietetica in Medicina Tradizionale Cinese). Il mio sogno? Poterci avviare verso una Consapevolezza, ovvero la via per ritrovare noi stessi, per vivere in armonia con la natura, imparando ad essere artefici della nostra vita e del nostro destino. Per essere in salute, liberi, felici. Questo il fine: far si che il messaggio diventi virale. Per un mondo migliore!