Cosa c’è di meglio che iniziare la giornata con una colazione buona a sana? E la crema di riso (chiaramente integrale) è veramente un toccasana per il nostro organismo.

Vogliamo attivare il nostro intestino? Mangiamo riso integrale! Il riso è infatti proprio il cereale associato a questo organo. Inoltre, se caldo e cremoso, sarà particolarmente gradito, sia dal nostro intestino, sia dalla nostra milza. Attenzione, però! Il riso integrale attiva, quello raffinato disattiva! Da qui, la credenza che il riso possa causare stitichezza. Quello integrale invece è particolarmente indicato per riattivare le funzionalità intestinali.

Il riso integrale ha magnifiche proprietà. I polifenoli che ci sono nei cereali integrali e in particolare nel riso integrale hanno una forte azione antinfiammatoria.

La proprietà antinfiammatoria è legata alla presenza del polifenolo tricina, un composto idrosolubile. Per cui, importante che sia cotta per assobimento. Senza rimuovere (anche nella fase intermedia) l’acqua di cottura.

Come sempre, è bene masticare! La masticazione (in molti non lo fanno più, purtroppo) è importante per rinforzare le nostre difese immunitarie e…anche il nostro intestino!

Ecco allora questa ricetta felice: non siamo forse felici quando stiamo bene e ci sentiamo carichi e pieni di energia? E, masticando bene, riusciremo a cogliere tutti i sapori e la bontà di questo cibo preparato con amore e gratitudine per i doni che ci offre la natura.

Per preparare la Crema di Riso, possiamo procedere in due modi, dalla farina di riso integrale o dal riso integrale in chicchi. L’energia sarà sicuramente diversa. Infatti, mentre la farina è più Yin, il chicco conserva tutta la sua energia vitale: energia che verrà trasmessa al nostro organismo. Per ottenere la crema di riso dal chicco ci vuole però un po’ di tempo in più. Vediamo entrambe le procedure.

Dal chicco. Mettete in una pentola (a doppio fondo) il riso (lavato) con circa 6 parti di acqua e portare ad ebollizione. Aggiungere un pizzico di sale marino integrale. Mettete il coperchio, abbassate la fiamma (possibilmente utilizzare uno spargifiamma) e cuocete a fuoco lento per circa 2-3 ore (in pressione potete cuocere per 1 ora e 30  e usare meno acqua: circa 5 tazze). A questo punto lasciate raffreddare.

E’ necessario passare la crema di riso integrale usando un passaverdure? In realtà non avrebbe senso: altrimenti perché la partire dal riso integrale se poi lo dobbiamo passare? Ha senso solo ci è un intestino infiammato. In tal caso, rimuovere la fibra grossolana ci permette di non irritare (per un’azione meccanica) un intestino già infiammato. In tal caso, possiamo unire il kuzu, che contribuisce, tra l’altro, a ridurre l’impatto glicemico. La fibra infatti ha la funzione di rallentare l’assorbimento degli zuccheri. Se la rimuoviamo, ne innalziamo l’impatto glicemico.

Consideriamo oltretutto che un cereale stracotto ha un alto indice glicemico. In particolare il riso, che è tra i cereali più ricchi di amilopectine (il che ha impatto sull’indice glicemico). Quindi, bene non mangiarla da sola, ma unirla a mandorle, ad esempio (che hanno effetto ipoglicemizzante) o verdure e legumi.

Bene non esagerare con le quantità. E non unirla a marmellate che ne aumentano l’impatto glicemico.

Dalla farina. In questo caso, sarebbe bene avere un mulino casalingo e autoprodursi la farina, macinando il riso integrale. Diversamente, potremmo correre il rischio che le farina acquistata risulti un po’ amara: questo dipende dal fatto che è passato molto tempo dal momento in cui è stata macinata.

  • 1 tazza di farina riso integrale
  • 4 o 5 tazze di acqua (dipende dalla consistenza gradita)
  • un pizzico di sale marino integrale

Riscaldare l’acqua, quindi aggiungere un pizzico di sale. Versare la farina di riso stemperando con una frusta, fino al bollore. Quindi abbassare la fiamma e cuocere per 15-20 minuti circa.

Questa crema è una valida base per molti dolci al cucchiaio, ma anche per preparazioni salate.

A questo punto potete aggiungere gomasio o  tamari. Oppure, se volete una versione “dolce”, potete aggiungere mele cotte e  mandorle tostate e tritate (meglio se in maniera grossolana: in questo modo sarà molto piacevole, nel degustare questo dolce, ritrovare qualche granella di mandorla e masticarla!).

Come cuocere le mele?
Le mele si possono cuocere con un pizzico di sale marino integrale in una pentola a fuoco basso con coperchio, per 15 minuti (dipenderà dalla quantità di mele!). Non c’è bisogno di aggiungere acqua. Ad eccezione di qualche varietà, solitamente, la mela in cottura rilascia essa stessa la sua acqua e ci permetterà di cuocerle senza che si attacchino. E’ importante fare molta attenzione nella fase iniziale (finché non rilasciano l’acqua), continuando a girare. Successivamente, si darà un’occhiata meno frequente.

Nel dubbio, potete anche aggiungere acqua, ma il risultato sarà un po’ più Yin: quindi meno strutturato e gustoso!

Come tostare le mandorle?
Le mandorle potete tostarle in forno a 130° per circa 30 minuti.

Mandorle pelate o no?
Dipende dai gusti! Io preferisco sempre conservare l’integrità il più possibile e lasciare la pellicina (dove si concentrano maggiormente le sostanze antiossidanti di questo meraviglioso seme): in questo modo sono molto più buone.

Se invece gradite spellarle, sarà sufficiente (prima di tostarle), immergerle nell’acqua bollente e continuare a far bollire l’acqua per circa 30 secondi. Quindi scolatele e spellatele una ad una: la buccia viene via abbastanza facilmente. Attenzione però: macchiano!

Mele e mandorle: in che quantità?

Questo dipenderà dai vostri gusti! 🙂

A questo punto: buona colazione!

Ritrovate questo mio articolo nel libro Medicina da Mangiare.


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