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Nella sua forma attivata (calcitriolo), la vitamina D agisce come un ormone, regolando organi e sistemi. E’ importante nel controllo dell’infiammazione e del sistema immunitario. Oltre che per favorire l’assorbimento del calcio a livello intestinale.

Una sua carenza è stata associata a diversi tipi di malattie.

La fonte principale della vitamina D è il sole. A seguito dell’esposizione solare, le radiazioni UVB convertono la molecola di 7-deidrocolesterolo (presente sulla cute) in pre-vitamina D3, che, grazie alla temperatura corporea, diventa vitamina D3 (o colecalciferolo).

Esporsi al sole potrebbe essere un buon metodo per abbassare i livelli di colesterolo, visto che quello cutaneo viene utilizzato e ne viene richiesto altro, attingendo alle LDL circolanti.

Integratori?

Talvolta, però, il sole non è sufficiente a sintetizzare la vitamina D3 (ad esempio in inverno: vale la regola dell’ombra), quindi si ricorre all’integrazione di Colecalciferolo. Questa integrazione si misura in UI.
Generalmente i livelli di assunzione (per gli adulti) sono pari a
👉 3.000 UI per le donne.
👉 2.000 UI per gli uomini.
(Dipende anche dai valori EMATICI di Vitamina D, che vedremo a cosa corrispondono).
Si assume in gocce, in olio evo / MCT, considerando che tra i vari integratori 1 goccia corrisponde a valori DIFFERENTI di UI.
Ed i prodotti dovrebbero essere scelti senza oli di semi / raffinati.

Per quanto riguarda l’assunzione di colecalciferolo, questa dovrebbe essere giornaliera: infatti il colecalciferolo ha emivita breve, per cui si rischia che 1 giorno abbia effetto e gli altri giorni non può essere convertito (come vedremo subisce modifiche a livello epatico e renale).

Non è un caso che chi assume dosi settimanali, mensili o annuali, farà fatica a far aumentare i livelli ematici di Vit. D.

Come viene trasfomato il colecalciferolo nel nostro corpo?

Siamo quindi arrivati al colecalciferolo (da integrazione, da sintesi cutanea, o, in minima parte, dalla dieta).

Questo, essendo liposolubile, viene trasportato nel sangue legato ad ad una proteina, detta DBP (proteina di legame della vitamina D).

Per poter diventare attivo, deve essere trasformato: prima a livello epatico e poi renale, attraverso due reazioni di idrossilazione consecutive catalizzate da specifici enzimi della famiglia P450 (quali CYP2R1 e CYP27B1)

Prima trasformazione: a livello epatico.

Il colecalciferolo arriva al fegato e subisce una trasformazione: viene idrossilata, a livello del carbonio in posizione 25, ad opera della vitamina D 25-idrossilasi (CYP2R1).

Avremo quindi il pro-ormone 25-idrossivitamina D, ovvero la 25 (OH) D3, che è quella che viene dosata quando si fanno le analisi della vitamina D.

Questi valori dovrebbero essere pari a circa 50-60 ng/ml
Valori inferiori possono impattare sul sistema immunitario.
E se inferiori a 31 ng/ml praticamente si favorisce osteoporosi.

Seconda trasformazione: a livello renale.

La seconda idrossilazione, a livello dei reni, si verifica a livello del carbonio in posizione 1 da parte della 25-idrossivitamina D-1alfa-idrossilasi renale (CYP27B1). A vremo il metabolita attivo, il CALCITRIOLO => 1, 25 (OH)2 D3.

Cosa fa il calcitriolo?

Il calcitriolo è un ormone. Essendo lipsolubile, si diffonde attraverso la membrana plasmatica (costituita da fosfolipidi), penetrando dunque nella cellula. Qui si lega al recettore VDR che, una volta legatosi al calcitriolo, si sposta nel nucleo, andando a modificare l’espressione genica.

Questo, sia chiaro (A SCANSO DI EQUIVOCI), NON MODIFICA IL DNA, ma semplicemente permette l’espressione di geni.
Ad esempio, permette la sintesi delle proteine di trasporto per il CALCIO, favorendo quindi l’assorbimento di questo minerale a livello intestinale.

Quindi, livelli ottimali di 25(OH)D3, e quindi di calcitriolo, ci permettono di assorbire il calcio.
👉 Se i livelli sono bassi, viene rilasciato il paratormone che trasferisce il calcio dalle ossa al sangue (favorendo osteoporosi).
👉 Se i livelli sono molto alti si può avere ipercalcemia, con aumento di rischio di calcificazione dei tessuti molli.

Ecco perché è bene non esagerare con l’assunzione di integratori.

E la vitamina K2?

Un ruolo importante è quello della vitamina K2 (che in un intestino in eubiosi verrebbe ottenuta a partire dalla K1).

La K2 cosa fa? Trasferisce il calcio dal sangue alle ossa.
Andrebbe comunque assunta a 6 ore di distanza dal colecalciferolo.

Si consideri che la k2 può interferire con alcuni farmaci come il warfarin.



Immagini prese dalla rete e RIMOVIBILI su semplice richiesta

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.


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