L’alimentazione odierna ci ha regalato una condizione riscontrabile nella maggior parte delle persone: uno stato infiammatorio cronico.

Assistiamo ad un incremento dell’incidenza di obesità e diabete: queste condizioni favoriscono l’infiammazione.

Cos’è l’infiammazione?

L’infiammazione è una risposta (di difesa) “sana” a cause esterne. E’ dunque una reazione del nostro sistema immunitario che (come per la febbre) non va ostacolata. Il problema sorge quando questa dura a lungo e si cronicizza. Questo può favorire lo sviluppo di malattie degenerative (come il cancro).

La domanda che spesso ci si pone è: cosa posso prendere per “spegnere” l’infiammazione. Non esiste un rimedio a quella che è una domanda sbagliata.

L’approccio corretto sarebbe quello di chiedersi: cosa posso fare per eliminare le cause dell’infiammazione? Da cui, l’importanza di ridurre i cibi che favoriscono l’infiammazione.

Cibi di provenienza animale

I principali cibi che favoriscono l’infiammazoine sono i cibi animali (eccetto il pesce, per la presenza di omega-3), in particolare quelli più ricchi di grassi, come carne, salumi, formaggi, uova.

In caso di infiammazione, sarebbe dunque opportuno eliminare questi alimenti, compreso il latte. Possiamo sostitire il latte con bevande vegetali ottenute da cereali integrali. Tra i cereali, il riso integrale (non raffinato!) è magnifico per le sue capacità anti-infiammatoria per il contenuto di tricina.

Quando c’è uno stato infiammatorio acuto, si suggerisce di mangiare solo riso integrale per qualche giorno, magari con un po’ di gomasio.

Zucchero e Cibi raffinati

Zucchero, farina00, riso bianco, sono controindicati, così come i prodotti da forno ottenuti con tali ingredienti (pane bianco, o finto integrale, dolci di pasticceria, prodotti industriali). Possono essere sostituiti con cibi non industrialmente raffinati. Anche patate e patatine sono scoraggiati (sempre a causa dell’alto indice glicemico).

Lo zucchero oggi è ovunque: l’industria ha compreso che permette di creare dipendenza e di mascherare l’assenza di qualità degli ingredienti di base. Impariamo a riconoscerlo: destrosio, glucosio, fruttosio, sciroppo di glucosio fruttosio.

Anche l’alcool è zucchero! Bene, dunque, non esagerare.

Impariamo a sostituire lo zucchero e a prepararci ottimi dolci senza zucchero, esaltando e gustandoci la qualità della materia prima.

Per quanto riguarda le farine, attenzione a riconoscere quelle raffinate! Quando nei prodotti viene riportata la dicitura “farina di frumento” in genere si tratta di una farina raffinata. L’integrale deve essere esplicitamente riportato.

Può essere indicato evitare tutti gli alimenti che contengono glutine, in particolare di grano tenero ma anche grano duro e di altri cereali con glutine (farro, orzo, segale). Prediligere riso integrale, miglio, grano saraceno. Ritornato al glutine, sarebbe bene avere l’accortezza di evitare i grani moderni, utilizzando solo grani antichi, a cominciare dal Farro Monococco.

Frutta e verdura

Ci sono testimonianze che le solanacee (quelle più comuni sono pomodoro, peperoni, melanzane, patate) favoriscano l’infiammazione. Abbiamo già menzionato le patate. Attenzione anche a pomodori, melanzane, peperoni, che non dovrebbero essere assunti quotidianamente e, sicuramente, da preferire nella loro stagione.

Tra verdure e frutta, ottime sono le cipolle e le mele, ricche di quercetina, una sostanza naturale con proprietà antiossidanti.

Le cipolle andrebbero opportunamente yanghizzate (ottima tecnica di cottura è il nitukè) e le mele cotte, con aggiunta di kuzu (il kuzu va sempre sciolto in acqua fredda e poi aggiunto alle mele e scaldato fino a che l’acqua non diventa trasparente).

Da non dimenticare le eccezionali virtù disintossicanti della zuppa di miso.

Alcuni olii vegetali

Porre innanzitutto particolare attenzione nella scelta degli olii vegetali: questi devono essere rigorosamente spremuti a freddo. Diversamente sono estratti a mezzo solventi chimici.

Sono utili grassi vegetali ricchi di omega-3, come i semi di lino (anche la portulaca ne è ricca), ma anche mandorle, sesamo, noci, soia, semi di zucca (in minore quantità), variandoli spesso. Qualora si voglia utilizzare l’olio di semi di lino, acquistarlo sempre fresco da frigo (si altera molto facilmente ed è importante che anche nella distribuzione non venga interrotta la catena del freddo).

Non sono raccomandati gli oli di semi (ricchi di omega-6). Eventualmente, piccole quantità di olio extravergine di oliva (chiaramente spremuto a freddo, meglio se bio!).

Evitare chiaramente i grassi vegetali idrogenati.

 

 



Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Il Cibo della Salute di Silvia Petruzzelli.

Dopo una pluriennale esperienza in aziende multinazionali, decido di cambiare vita per ri-trovare me stessa. Lascio la carriera per tornare alla natura, ad una vita semplice. Intraprendo quindi gli studi di Naturopatia. Affascinata dalla Medicina Tradizionale Cinese, proseguo con il percorso di Shiatsu, approfondendo successivamente i principi energetici del cibo attraverso lo studio e la pratica dell’Alimentazione Naturale Macrobiotica, in Italia e all'estero. Per migliorare le tecniche di cucina, seguo i corsi di Alta Cucina Naturale presso il Joia Academy, fondata dal maestro Pietro Leemann. Coautrice dei libri Il Cibo della Gratitudine e Medicina da Mangiare, collaboro attivamente con La Grande Via, l’associazione fondata dal Dottor Franco Berrino. Ho fondato questo blog IlCibodellaSalute.com allo scopo di divulgare uno stile di vita sano, consapevole e sostenibile. Cuoca e Docente di Alimentare Naturale Macrobiotica e MTC presso l'Associazione Chicco di Riso, gestisco il B&B Il Melograno Nano, a Barga (LU). Conduco corsi teorici e pratici su tutto il territorio nazionale (e anche all'estero). Cerco di approfondire costantemente le tematiche dell'alimentazione, attraverso lo studio di Alimentazione e Gastronomia (a livello universitario) e Alimentazione Energetica (Dietetica in Medicina Tradizionale Cinese). Il mio sogno? Poterci avviare verso una Consapevolezza, ovvero la via per ritrovare noi stessi, per vivere in armonia con la natura, imparando ad essere artefici della nostra vita e del nostro destino. Per essere in salute, liberi, felici. Questo il fine: far si che il messaggio diventi virale. Per un mondo migliore!

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